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CASO ELUANA. L’ ACCANIMENTO DEL CARD. BARRAGAN E DEL VATICANO: E’ UN ASSASSINIO!!! IL PADRE, NESSUN COMMENTO.

martedì 11 novembre 2008
ANSA» 2008-11-11 14:30
Santa Sede: sospendere alimenti è assassinio
CITTA’ DEL VATICANO - Sospendere l’idratazione e l’alimentazione in un paziente in stato vegetativo è "una mostruosità disumana e un assassinio": lo ha ribadito all’ANSA il presidente del Pontificio consiglio per la Salute, (...)

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> CASO ELUANA. --- Il diritto di poter scegliere. Eluana insegna (di Luigi Manconi e Andrea Boraschi)

domenica 23 novembre 2008

Il diritto di poter scegliere. Eluana insegna

di Luigi Manconi e Andrea Boraschi (l’Unità 23.11.2008)

Com’è noto la Cassazione ha respinto il ricorso della procura di Milano: la nutrizione e l’idratazione artificiali sin qui somministrate a Eluana Englaro possono essere sospese. È notizia di poche settimane fa: il tribunale di Modena ha accolto la richiesta di un uomo che ha deciso di nominare la moglie suo garante in merito alle proprie volontà sanitarie. L’uomo, un cinquantenne in buone condizioni di salute, ha visto riconosciuta la sua richiesta di «non essere sottoposto ad alcun trattamento terapeutico» nel caso di «malattia allo stato terminale, malattia o lesione traumatica cerebrale irreversibile e invalidante». È notizia di questi giorni: i giudici dell’Alta Corte inglese hanno riconosciuto e tutelato la volontà di una ragazza appena tredicenne che, dopo aver passato gli ultimi otto anni della sua vita in ospedale, ha rifiutato un trapianto di cuore - senza il quale appare destinata a morire, ma che non le garantisce, altresì, una guarigione definitiva - perché esausta per le troppe sofferenze sin qui patite.

Al centro di queste e altre vicende, c’è il valore che possiamo assegnare all’autodeterminazione della persona in quella costellazione di prerogative che sostanziano la nostra libertà nella vita associata. C’è, in altre parole, la misura in cui ciascuno di noi è libero di disporre di se stesso in quegli aspetti della sua esistenza in cui non si ledono i diritti di terzi. Alla piena affermazione di questa libertà si oppongono spesso argomenti opachi. Come la questione, ad esempio, che riguarda la qualità terapeutica di alcune pratiche di sostegno vitale.

È ciò di cui si è a lungo dibattuto anche per Eluana Englaro: nutrizione e idratazione - secondo alcuni - non sono cure (dunque non possono costituire accanimento «terapeutico»; e per ciò non possono essere interrotte); sono trattamenti primari e irrinunciabili, perché non si può non dare acqua e cibo a chi ne ha bisogno. La controversia, come è facile osservare, è scaduta a un dato nominalistico che ha offuscato la sostanza del problema.

Prescindendo dal fatto che la totalità delle associazioni mediche di nutrizione parenterale, nazionali e internazionali, riconoscono la natura sanitaria di quegli interventi, il punto è un altro: che li si definisca come meglio si crede, ma che si tuteli, in ogni caso, la libertà dell’individuo di non sottoporvisi. Insomma: non sono trattamenti sanitari? Sono altro? Ho comunque il diritto di non accettarli: o forse un’autorità medica può obbligarmi a mangiare e a bere? (La possibilità di sciopero della fame, come ricorda Chiara Lalli su Diario, è riconosciuta persino ai detenuti...).

Scrivere a: abuondiritto@abuondiritto.it


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