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CASO ELUANA. L’ ACCANIMENTO DEL CARD. BARRAGAN E DEL VATICANO: E’ UN ASSASSINIO!!! IL PADRE, NESSUN COMMENTO.

martedì 11 novembre 2008
ANSA» 2008-11-11 14:30
Santa Sede: sospendere alimenti è assassinio
CITTA’ DEL VATICANO - Sospendere l’idratazione e l’alimentazione in un paziente in stato vegetativo è "una mostruosità disumana e un assassinio": lo ha ribadito all’ANSA il presidente del Pontificio consiglio per la Salute, (...)

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> CASO ELUANA. L’ ACCANIMENTO DEL CARD. BARRAGAN E DEL VATICANO: E’ UN ASSASSINIO!!! ---- BERLUSCONI: SENZA DL TORNO A POPOLO PER CAMBIARE ’CARTA’.

venerdì 6 febbraio 2009

Ansa» 2009-02-06 15:38

ELUANA: CDM APPROVA DECRETO ALL’UNANIMITA’

ROMA - Il consiglio dei ministri ha approvato, all’unanimita’ ma dopo una lunga discussione, un decreto legge sulla vicenda di Eluana Englaro. Lo si apprende da fonti governative.

Nel caso di Eluana Englaro "sussistono i presupposti di necessità e urgenza, presupposti che sono affidati alla responsabilità del governo in base all’articolo 77 della Costituzione: poi spetta al Parlamento decidere se confermare o meno questi presupposti". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nel corso di una conferenza stampa a palazzo Chigi.

"Andiamo avanti con il decreto. Se io non intervenissi con un decreto, sentirei personalmente di aver compiuto una omissione di soccorso. Non possiamo far ricadere su di noi la responsabilità della morte di Eluana". Lo avrebbe detto, a quanto si apprende dai presenti in cdm, il premier Silvio Berlusconi, durante la lunga e difficile discussione in consiglio dei ministri sul caso Englaro e sulla missiva arrivata dal Quirinale per dire no ad un decreto del governo.

BERLUSCONI: SENZA DL TORNO A POPOLO PER CAMBIARE ’CARTA’ - "Se non ci fosse la possibilità di ricorrere ai decreti tornerei dal popolo a chiedere il cambiamento della Costituzione e del governo".

NAPOLITANO A BERLUSCONI, NO A DECRETO Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha espresso, in una lettera indirizzata al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, della quale e’ stata data lettura in Consiglio dei ministri, un nuovo diniego all’adozione di un decreto legge sul caso di Eluana Englaro. Contestualmente, a quanto si apprende da fonti governative, il capo dello Stato avrebbe sollecitato un rapido pronunciamento del Parlamento sul testamento biologico. Nella lettera, molto articolata, inviata al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sulla vicenda di Eluana Englaro, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano invita il governo a non procedere ad approvare un decreto legge e, a quanto si è appreso, aggiunge, sulla base di molteplici pareri giuridici, che un provvedimento d’urgenza non si può varare in contrasto con sentenze passate in giudicato. Il capo dello Stato citerebbe in proposito almeno cinque precedenti di decreti non firmati dal Quirinale con questa motivazione, che riguarderebbero le presidenze di Sandro Pertini, Francesco Cossiga e Oscar Luigi Scalfaro. "Confido che una pacata considerazione delle ragioni da me indicate valga ad evitare un contrasto formale in materia di decretazione". Si conclude così, secondo quanto si è appreso da fonti del governo, la lettera che Giorgio Napolitano ha inviato al presidente del Consigli.

VATICANO, DOVERE DELLA POLITICA SOSTENERLA "Eluana è viva" "ha il diritto di vivere" e "la counità politica deve sostenere la sua vita con i mezzi che ci sono". E’ quanto ha affermato all’ANSA, mons. Elio Sgreccia, presidente emerito della pontificia accademia per la vita, dopo l’approvazione da parte del governo del decreto che impedisce la sospensione dell’idratazione dell’alimentazione, in assenza di una legge sul testamento biologico.

A UDINE PROSEGUE PROTOCOLLO DIMINUZIONE ALIMENTAZIONE Alla casa di riposto ’La Quiete’ di Udine, dove da martedi’ si trova ricoverata Eluana Englaro, e’ partita la ’’fase due’’ del protocollo che prevede la progressiva diminuzione dell’idratazione e dell’alimentazione che tengono in vita la donna. Lo si e’ appreso in ambienti della stessa struttura assistenziale friulana e della famiglia Englaro. Poco dopo le 7 di questa mattina, il dottor Amato De Monte, il primario di rianimazione incaricato di attuare il protocollo previsto dal decreto della Corte d’Appello di Milano, e’ entrato alla Quiete uscendovi dopo un’ora circa. Secondo la presidente della struttura, Ines Domenicali, che non ha piu’ ’’in carico’’ Eluana, ’’tutto procede secondo il protocollo’’. Anche Giuseppe Campeis, avvocato che assiste la famiglia Englaro, da questa mattina si e’ passati alla fase due del protocollo. ’’Tutto procede come previsto’’, ha detto.

APPELLO PARLAMENTARI PDL-LEGA-UDC-TEODEM, SI’A DECRETO Un appello affinche’ venga fatto il decreto ’pro-Eluana’ e’ stato rivolto al Consiglio dei ministri, al momento in corso a Palazzo Chigi, da un nutrito gruppo di senatori e deputati di entrambi gli schieramenti. ’’Pur comprendendo la complessita’ dei risvolti giuridici di cui il Consiglio dei ministri - dichiarano i parlamentari - deve tener conto, di fronte ad un atto che deliberatamente mette fine ad una vita umana pensiamo in coscienza che non si debba lasciare nulla di intentato. Ci appelliamo quindi al presidente del Consiglio e ai ministri affinche’ diano una testimonianza forte a sostegno della vita in tutte le sue fasi’’. All’appello hanno aderito i senatori Gasparri, Quagliariello, Bianconi, Baio, Castro, Di Stefano, Scarpa Bonazza, Bevilacqua, Calabro’, Pertoldi, Papania, Peterlini, D’Alia, Divina e Polledri; e i deputati Mantovano, Lupi, Bertolini, Saltamartini, Di Biagio, Biava, Nola, Saglia, Landolfi, Pagano, Bruno Murgia, Riccardo Migliori, Barbaro, Pianetta, Vignali, Binetti, Casini, Buttiglione, Santolini, Volonte’, Bobba, Calgaro e Buonfiglio.

CARD. BARRAGAN, E’ UN ASSASSINIO ’’Uccidere una persona innocente e’ andare contro il quinto comandamento, che dice non ucciderai. E chi va contro il quinto comandamento e uccide commette un assassinio’’: lo ha affermato in una intervista al quotidiano spagnolo El Mundo, interrogato sul caso Eluana, il cardinale messicano Javier Lozano Barragan, presidente del consiglio pontificio per la pastorale della salute. Secondo il ’ministro della sanita’’ del Vaticano, nel caso di Eluana non si tratta di ’’accanimento terapeutico’’: ’’acqua e cibo non sono medicine, non fanno parte dell’accanimento terapeutico’’. Barragan ha escluso un qualsiasi parallelo con la morte di Giovanni Paolo II, che ’’lasciarono morire in pace’’, secondo l’intervistatore. ’’Ero accanto a Giovanni Paolo II e so bene che cosa e’ successo’’ ha risposto il cardinale. ’’Lui rinuncio’ non all’idratazione e all’alimentazione, ma all’ accanimento terapeutico. Quando gli venne detto che l’avremmo trasferito all’ospedale Gemelli, le sue parole testuali furono: ’Perche’? Mi guariranno li? Faranno qualcosa che attenui il dolore? No, non e’ vero? Quindi resto a casa’’’. ’’E’ molto diverso - ha sottolineato - dal rinunciare al cibo e all’acqua’’.

VATICANO, NESSUN COLLOQUIO BERTONE-BERLUSCONI Nessuna telefonata e’ intercorsa tra il segretario di Stato vaticano, card.Tarcisio Bertone e il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi in merito al ventilato decreto per fermare l’esecuzione della sentenza della Cassazione per Eluana Englaro. Lo afferma il direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, in una dichiarazione. ’’Si smentisce nel modo piu’ categorico - si legge nella nota - quanto pubblicato, con evidenza, questa mattina da un quotidiano italiano a proposito di un presunto colloquio intercorso fra il cardinale segretario di Stato, Tarcisio Bertone, e il presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi. La notizia - conclude la nota - e’ totalmente infondata’’.


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