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SE E’ NOTTE, SI FARA’ GIORNO. INIZIA CON QUESTE PAROLE IL CAMMINO DI DARIO FRANCESCHINI COME SEGRETARIO DEL "PARTITO DEMOCRATICO". Un "contributo" e un augurio - di Federico La Sala

sabato 21 febbraio 2009
CARO SEGRETARIO ...
’’Adesso - ha concluso Franceschini - possiamo guardare al futuro’’ e ha citato le parole di un giornale clandestino degli allora partigiani Arrigo Boldrini e Benigno Zaccagnini nel quale in romagnolo c’era scritto ’se e’ notte si fara’ giorno’. ’’Oggi abbiamo dimostrato - (...)

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> SE E’ NOTTE, SI FARA’ GIORNO. ... ANTI-ITALIANO E’ CHI IMBROGLIA IL POPOLO (DARIO FRANCESCHINI).

mercoledì 23 settembre 2009


-  D’Alema: sbagliato l’antiberlusconismo che diventa anti-italiano

-  Sferzata di D’Alema «L’antiberlusconismo a volte è anti-italiano»

-  «Non siamo gli illuminati in un Paese disgraziato»

-  «Questo antiberlusconismo che sconfina in una sorta di sentimento anti-italiano è l’approccio peggiore alla grande sfida politica che il Paese ha di fronte». Lo ha detto ieri Massimo D’Alema, in qual che modo riecheggiando le parole pronunciate po che ore prima da Silvio Berlusconi. «L’opposizione - aveva affermato il presidente del Consiglio presentando la Finanziaria - è anti-italiana, fa il tifo per la crisi e non vuole che l’Italia ne esca». E par­lando con i giornalisti Berlusconi ha aggiunto: «Ho chiesto ai ministri di non rispondere più a domande sul gossip. Da qui in avanti a me potete fare solo do mande di politica vera».

-  di Paolo Foschi (Corriere della Sera, 23.O9.2009)

ROMA - «L’opposizione è anti-italiana»: l’ennesimo j’accuse lanciato da Silvio Berlusconi contro il centrosinistra divide il Pd. E, un po’ a sorpresa, mentre altri espo­nenti del partito reagiscono con toni duri al capo del governo, il premier riceve, in qualche maniera, l’appoggio di Massimo D’Alema.

«C’è un anti-berlusconismo che sconfina in una sorta di sentimento anti-italiano. Questa concezione di una minoranza illuminata che vi ve in un Paese disgraziato è l’approccio peggiore, subal terno, che possiamo avere. Piuttosto bisogna sforzarsi di capire le ragioni della destra. Una destra nuova, post-libera le, anzi spesso illiberale», afferma il presidente della Fondazione Italianieuropei inter venendo alla presentazione del libro A destra tutta - Do­ve si è persa la sinistra? , dello storico Biagio De Giovanni. E - ancora - D’Alema aggiunge che «la sfida per il Partito democratico non è inseguire la destra nel suo terreno, ma proporre un riformismo alternativo a quel poco o niente di innovazione che è stata la destra negli ultimi 15 anni». Secondo l’esponente del Pd bisogna dunque lavo­rare a un progetto riformista «senza demonizzare Berlusconi, sebbene al processo di demonizzazione reciproca Berlusconi ha dato un contributo potentissimo. Non è facile andare a un bipolarismo mite avendo davanti un avversario che tutto è, tranne che mite ».

Rosy Bindi, che nel dibattito congressuale, come l’ex ministro degli Esteri, sostiene Bersani, non sembra però convinta: «È vero - commenta a tarda sera - che c’è un certo anti-berlusconismo che rischia di essere impro­duttivo. Ed è altrettanto vero che D’Alema parla sempre per paradossi. Ma essendo convinta che Berlusconi non stia facendo il bene dell’Italia, credo che combatterlo faccia bene all’Italia». Prima la parlamentare del Pd aveva comun que invitato Berlusconi a «moderare il linguaggio» a «rispettare l’opposizione»: «Anti-italiani a chi? Pensi al suo governo. Un governo che vara leggi incostituzionali come il Lodo Alfano e introduce il reato di immigrazione clandestina paralizzando le procure d’Italia; un governo che ap prova una Finanziaria al buio senza affrontare i nodi della crisi lasciando sole le fami glie e le imprese; un governo che colleziona figuracce alle Nazioni unite. È questo governo che dimostra di non avere a cuore il bene del Paese e di lavorare contro la dignità de gli italiani».

Enrico Morando, senatore di area veltroniana e sostenitore della mozione Franceschini, riconosce che «spesso c’è un pregiudizio nei con fronti di Berlusconi che an nebbia la mente a una parte del centrosinistra». E aggiunge: «Già diversi mesi fa avevo scritto che dovremmo occu parci di più di capire le ragio ni della destra e perché molti italiani si riconoscono in Berlusconi. Detto questo, critica re per esempio le politiche economiche di questo gover no non ha nulla di anti-italia no ». Secondo Morando, «l’immobilismo davanti alla crisi è sotto gli occhi di tutti. Siamo di fronte a un governo che ha negato la crisi in tutte le maniere e anche quando ha riconosciuto che c’è, a differenza di tutti gli altri Paesi non ha messo in campo interventi decisi per affrontare la situazione. Tacere di fronte a questo atteggiamento da parte del l’opposizione sarebbe irresponsabile ». Semmai, conclude il senatore, è «anti-italiano il comportamento di un governo che lascia gli italiani in balìa della crisi».

Dario Franceschini invece è netto nel liquidare l’attacco di Berlusconi all’opposizione. Come aveva detto prima del­l’intervento di D’Alema: «Anti-italiano non è chi dice la verità e cerca di dare voce agli italiani in difficoltà, ma è un capo del governo che da oltre un anno nasconde la realtà della crisi e non dà risposte a milioni di italiani che non hanno più un reddito per vivere ». E poi: «Anti-italiano è chi imbroglia il popolo».


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