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OLTRE IL MITO DELLA VERITA’ OGGETTIVA. "Addio alla verita’": un saggio di Gianni Vattimo.

venerdì 15 maggio 2009
Gianni Vattimo
Addio alla verità
Il tramonto della verità è la rappresentazione più fedele della cultura contemporanea: questo vale, secondo Gianni Vattimo, non solo per la filosofia, la religione e la politica, ma anche e soprattutto per l’esperienza quotidiana di ognuno di noi. La cultura (...)

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> OLTRE IL MITO DELLA VERITA’ OGGETTIVA. "Addio alla verita’" --- DIEGO MARCONI, PRIMA DI GUGLIELMO MARCONI, "Per la verita’"!!!

domenica 7 giugno 2009

PER LA VERITA’, ADDIO ALLA VERITA’: RIPENSARE IL NODO ESSERE, VERITA’, E LINGUAGGIO. L’indicazione di Vattimo e l’autocelebrazione di Marconi....

DIEGO MARCONI, PRIMA DI GUGLIELMO MARCONI, MUOVE CONTRO VATTIMO ("Addio alla verità"), A DIFESA DEL SUO DISCORSO "PER LA VERITA’" .... E DA’ LA COMUNICAZIONE - IN "24 ORE" - A SE STESSO DELLA VITTORIA DELLA SUA INTERPRETAZIONE E DELLA SUA VERITA’ CONTRO LA VERITA’ E L’INTERPRETAZIONE DEL DISCEPOLO DEL "PROFETA DI MESSKIRCH", APPRODATO FINALMENTE "DALLA FORESTA NERA AL BAR SPORT".

Un breve estratto da una sua rec. apparsa oggi, 7.06.2004, su Il Sole-24 ore (p. 35)


SENZA PIU’ VERITA’ SIAMO PIU’ LIBERI?

di Diego Marconi

Nel suo piccolo ma interessante libro On Bullshit (tradotto in italiano col titolo di Stronzate, Rizzoli 2006), il filosofo Harry Frankfurt distingue il bullshit dalla semplice menzogna. Chi mente nasconde o altera quella che crede essere la verità, e quindi ha un’opinione riguardo a qual è la verità. Invece al bullshitter - a chi parla a vanvera - non importa affatto se quello che dice sia vero o falso: gli importa soltanto di impressionare e persuadere il suo uditorio. [....]

Dice Vattimo che la norma del discorso non è la verità, ma il consenso: ciò che si deve perseguire è una “condivisione comunitaria che non dipende dal vero e dal falso degli enunciati , all’incirca quello che fa il bullshitter secondo Frankfurt. [...]

[...] Dove c’è una verità, c’è qualcuno che la conosce meglio degli altri: il comitato centrale, il papa, i sapienti. E queste autorità saranno inclini a ricavare norme (liberticide) da quella che ritengono essere la natura delle cose. In secondo luogo, se c’è un modo in cui le cose stanno non siamo liberi: le ontologie oggettivistiche legittimano ”un ordine storico e sociale in cui la libertà e l’originalità dell’esistenza umana vengono cancellate ” [...] Ma la ragione principale per rifiutare verità e oggettività, dice Vattimo, è etico-politica: se ci fosse la verità, la nostra esistenza di soggetti liberi non avrebbe alcun senso e saremmo esposti al rischio del totalitarismo [...]

[...] Non mi metterò qui a confutare questi argomenti: chi fosse interessato può leggere, ad esempio, il mio libro Per la verità (un libro che Vattimo dice di essersi annoiato a leggere: io, invece a leggere il suo mi sono abbastanza divertito). [...] Dalla Foresta Nera al Bar Sport [...]


Federico La Sala


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