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VATICANO: CEDIMENTO STRUTTURALE DEL CATTOLICESIMO-ROMANO. Benedetto XVI, il papa teologo, ha gettato via la "pietra" su cui posava l’intera Costruzione ... e anche la maschera!

giovedì 18 ottobre 2018
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"È significativo che l’espressione di Tertulliano: "Il cristiano è un altro Cristo", sia diventata: "Il prete è un altro Cristo"" (Albert Rouet, arcivescovo di Poitiers, 2010.)
FORZA "CRISTO RE"!!! (Paolo di Tarso): "vivendo secondo la (...)

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>CEDIMENTO STRUTTURALE DEL CATTOLICESIMO-ROMANO. --- Mea culpa seriale. Anche Papa Francesco chiede perdono per i preti pedofili (di Alessio Schiesari)

sabato 12 aprile 2014

Mea culpa seriale

Anche Francesco chiede perdono per i preti pedofili

di Alessio Schiesari (il Fatto, 12.04.2014)

"Chiedo perdono per i sacerdoti che hanno abusato sessualmente dei bambini. Saremo forti, non faremo passi indietro”. Papa Bergoglio ieri ha parlato di pedofilia e, oltre a essersi scusato apertamente come già Joseph Ratzinger nel 2008, potrebbe avere imboccato la linea della tolleranza zero inaugurata dal suo predecessore.

Che Francesco si stesse preparando ad affrontare questo tema era nell’aria. Ad agitare le acque era stata la dura relazione dell’Onu di febbraio, che accusava il Vaticano di avere coperto i sacerdoti pedofili e invitava ad aprire gli archivi. La Santa Sede ha risposto in modo poco conciliante, accusando l’Onu di interferenze “nell’esercizio della libertà religiosa”. Già da mesi le associazioni delle vittime tiravano Bergoglio per la talare, chiedendogli un confronto sugli abusi.

Papa Francesco ha tirato fuori il coniglio dal cilindro lo scorso 22 marzo, quando ha nominato l’irlandese Marie Collins - violentata da un prete all’età di 13 anni - tra gli otto membri della neonata Commissione per la protezione dei fanciulli. Nelle intenzioni del Santo Padre quest’organismo dovrebbe occuparsi non solo di accertare e perseguire gli abusi, ma soprattutto di prevenirli. Stando agli annunci, infatti, stabilirà le linee guida per diventare sacerdoti e fornirà una sorta di attestato di idoneità ai seminaristi.

Questa è la linea sposata da Bergoglio fin da quando era “solo” vescovo di Buenos Aires. Dopo essere stato criticato per la scarsa loquacità sul tema degli abusi, ha affidato una prima risposta al libro Il Cielo e la terra. Qui il futuro papa spiega il suo silenzio, sostenendo di non avere mai avuto a che fare con casi di pedofilia nella sua diocesi, anche se “una volta un vescovo mi ha telefonato per chiedermi cosa fare in una situazione di questo tipo. Gli ho detto di togliere all’interessato le licenze, di non permettergli di esercitare più il sacerdozio e di avviare un giudizio canonico”.

In un altro testo, Il gesuita, Francesco espone la sua linea basata sulla prevenzione: “Bisogna stare attenti nella selezione dei candidati al sacerdozio. Nel seminario di Buenos Aires ne ammettiamo il 40 per cento”.
-  Eppure il suo pontificato non inizia con la stessa determinazione con cui si era concluso quello di Ratzinger che, tra il 2011 e il 2012, aveva ridotto allo stato laicale 400 sacerdoti accusati di abusi.

La prima volta che Francesco accenna al problema è durante un angelus del marzo 2013, quando si dice “vicino alle vittime degli abusi” e invita la Chiesa a “difenderli”. Poi molti silenzi e tantissime foto a fianco dei bambini, almeno fino al mea culpa di ieri.

Il vero banco di prova sarà però il processo della Congregazione per la dottrina della fede a carico dell’ex nunzio apostolico in Repubblica Domenicana, Jozef Wesolowski. Il prelato polacco è stato una figura di peso all’interno della diplomazia vaticana. Potrebbe essere l’occasione giusta per passare dalle intenzioni ai fatti.


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