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CARESTIA ECONOMICA E TEOLOGICA IN VATICANO. Crolla il mercato delle ostie, e sale quello delle zucche... Una nota di Giacomo Galeazzi e una di Marco Tosatti

martedì 10 novembre 2009
ECONOMIA E TEOLOGIA. EU-CHARIS-TIA: IL "PANE QUOTIDIANO" DEL "PADRE NOSTRO" ("CHARITAS"), IL "CORPUS DOMINI", VENDUTO SEMPRE PIU’ A "CARO-PREZZO"("CARITAS"), DA PAPA BENEDETTO XVI ("Deus caritas est", 2006) E DA TUTTI I VESCOVI DELLA CHIESA CATTOLICO-ROMANA ... (...)

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> CARESTIA ECONOMICA E TEOLOGICA IN VATICANO. Crolla il mercato delle ostie, e sale quello delle zucche... DAL QUOTIDIANO DELLA CEI UN DURO ATTACCO ALLE BANCHE."Già torna la malafinanza" (di Giacomo Galeazzi)

venerdì 22 gennaio 2010


-  MONITO DI AVVENIRE

-  "Già torna la malafinanza"

-  DAL QUOTIDIANO DELLA CEI UN DURO ATTACCO ALLE BANCHE

-  di GIACOMO GALEAZZI (La Stampa, 22/1/2010)

«Come prima, peggio di prima». Con un duro editoriale, dal titolo «Se già torna la malafinanza», l’Avvenire denuncia oggi l’atteggiamento delle istituzioni finanziarie, e anche delle banche italiane, all’indomani della crisi globale, e in particolare il ritorno in grande stile dei «derivati» e della «finanza creativa».«Il temporale è già passato e la festa può ricominciare...», ironizza l’editoriale del giornale dei vescovi italiani, a firma di Giancarlo Galli.

L’articolo ricorda come le responsabilità della crisi fossero state individuate «nei comportamenti di banchieri e speculatori», e «nella talvolta interessata disattenzione dei controllori», oltre che «nella debole autorevolezza dei politici». E ricorda anche le successive autocritiche, seguite dalla «solenne promessa»: «non lo faremo più». «Davvero pentimento da marinai impenitenti», rileva amaramente l’Avvenire. Infatti, «non solo la stragrande maggioranza di coloro che si trovavano ai vertici hanno conservato le poltronissime, ma senza perdere tempo hanno preso a ribattere le vecchie strade».

Ecco quindi la ricomparsa di «quegli strani Ufo» che hanno per nome «derivati», definiti nell’editoriale «scommesse da casinò », con i risparmiatori nei panni di «ingenui pesciolini alla mercè degli squali». Il giornale dell’episcopato non manca di denunciare anche che, al contrario di quanto promesso, non ci sia stata nessuna revisione dei compensi e dei «bonus milionari» che, «sotto ogni cielo, banchieri e finanzieri si autoattribuiscono». E questo nonostante che i beneficiari, in particolare nel mondo anglosassone, siano «quegli stessi personaggi, spesso inamovibili, che sono stati salvati dalla bancarotta da interventi pubblici».


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