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EUROPA ED EVANGELO. LA ’CROCE’ DI CRISTO ("X" = lettera alfabeto greco) NON HA NIENTE A CHE FARE CON IL "CROCIFISSO" DELLA TRADIZIONE COSTANTINIANA E CATTOLICO-ROMANA.

lunedì 9 dicembre 2019
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L’amor (charitas) che muove il Sole e le altre stelle ... non ha niente a che fare con "mammona", "mammasantissima", "padrini", e... "andranghatia".
"CHI" SIAMO NOI IN REALTA’. Relazioni chiasmatiche e civiltà. Lettera da ‘Johannesburg’ a Primo (...)

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> EUROPA ED EVANGELO. LA CROCE DI CRISTO ..... Cei, i vescovi in assemblea ad Assisi... il presidente dei vescovi italiani, cardinal Angelo Bagnasco, ha aperto stasera ad Assisi la sessantesima assemblea generale della Cei.

lunedì 9 novembre 2009


-  Cei, i vescovi in assemblea ad Assisi
-  Bagnasco: "Basta odio, serve disarmo"

ASSISI - Basta con un clima di odio "pericoloso" per l’Italia, basta con una "conflittualità sistematica" che abbandona i cittadini a se stessi e li porta a disaffezionarsi verso la loro nazione: con un forte appello al "disarmo" nella vita pubblica il presidente dei vescovi italiani, cardinal Angelo Bagnasco, ha aperto stasera ad Assisi la sessantesima assemblea generale della Cei. A tutti gli schieramenti ha chiesto "onestà intellettuale", "buona volonta" e il superamento di "matrici ideologiche" che sembrano "rigurgitare da un passato che non vuole realmente passare".

Clima politico. "E’ necessario e urgente svelenire il clima generale, perché da una conflittualità sistematica, perseguita con ogni mezzo e a qualunque costo, si passi subito ad un confronto leale per il bene dei cittadini e del Paese intero", dice il presidente Cei. "Ci piacerebbe - spiega il presidente dei vescovi italiani - che, nel riconoscimento di una sana, per quanto vivace, dialettica, inseparabile dal costume democratico, si arrivasse ad una sorta di disarmo rispetto alla prassi più bellicosa, che è anche la più inconcludente".

Scuole cattoliche. L’auspicio che i fondi destinati al sistema dell’istruzione non statale, cioè alla scuola libera non siano tagliati nella prossima Finanziaria è stato formulato dal cardinal Bagnasco. "Ci si augura - ha detto il presidente della Cei - che le cifre inizialmente previste con decurtazioni consistenti, possano essere prontamente reintegrate in modo da consentire agli enti erogatori dei servizi di mantenere gli impegni già assunti".

Crisi economica. L’Italia "oggi come non mai" dovrebbe rivelarsi "scattante" per "cogliere al balzo i cenni di uscita dalla crisi e potenziarli, così da accorciare le sofferenze che la situazione dell’economia mondiale ha finito per scaricare sulle categorie più deboli, specialmente sul fronte del posto del lavoro", sottolinea Bagnasco. "Il Paese - osserva il porporato - deve tornare a crescere, perché questa è la condizione fondamentale per una giustizia sociale che migliori le condizioni del nostro Meridione, dei giovani senza garanzie, delle famiglie monoreddito".

Imprenditori. Nella sua prolusione, Bagnasco incoraggia poi l’imprenditoria italiana a farsi onore anche all’estero. "Una creatività operosa, una collaudata professionalità, una generosità solidale qualificano solitamente - rileva il presidente della Cei - l’apporto italiano ovunque si esplichi nel mondo, ben oltre gli stereotipi ingenerosi".

Immigrati. "Il nostro Paese, con la sua esposizione geografica, quasi a ponte tra Nord e Sud del mondo, è chiamato a rinvigorire la propria tradizionale apertura ai popoli africani, aiutandoli anzitutto a promuovere il loro sviluppo interno", afferma il presidente della Cei. Bagnasco esorta a trovare "le formule più adeguate per un partenariato in grado di onorare la nostra e altrui dignità".

Africa. Dopo aver fortemente rimproverato in più occasioni le manipolazioni delle parole del Papa riguardo all’Aids e i preservativi, Bagnasco, torna a lamentare che nuovi interventi di Benedetto XVI sull’Africa, in particolare in occasione del Sinodo, "hanno avuto un ascolto debole, anche per il rilancio troppo flebile che i media internazionali hanno riservato a questo appuntamento". L’Italia, auspica il presidente della Cei, è chiamata a "rinvigorire la propria tradizionale apertura ai paesi africani" in un partenariato "in grado di onorare la nostra e altrui dignità":

Sudan. "Anche il nostro è tempo di martiri, per quanto ai popoli della libertà talora sprecata possa sembrare incredibile, e quasi impossibile", afferma Bagnasco. Il presidente della Cei rileva la "risonanza" che ha avuto nelle settimane scorse, "ma assai di più ne avrebbe meritato", l’annuncio "choccante" che sette cristiani sono stati orribilmente uccisi nel Sudan meridionale "in una macabra parodia della crocifissione".

L’Aquila e Messina. Le tragedie per cause naturali che "ciclicamente colpiscono il territorio nazionale", come quelle verificatesi all’Abruzzo e a Messina, dice Bagnasco, "invocano una disponibilità da parte di tutte le forze politiche a scelte risolutive sulle annose questioni che rendono debole il sistema-Italia".

Media. Nel rapporto tra la Chiesa e i media "si annidano alcuni motivi di sofferenza". "Non di rado - denuncia il presidente della Cei - c’è, da una parte, una sottovalutazione del concreto-essenziale nella vita della Chiesa, di ciò che le consente di essere nonostante tutte le resistenze e le avversità, e - dall’altra - la tendenza a far figurare preponderante ciò che non lo è". Secondo Bagansco, "quando si trascura o si ignora il quadro delle priorità nel quale si collocano i singoli eventi o pronunciamenti del Pontefice e dell’Episcopato diventa difficile evitare rappresentazioni parziali o fuorvianti, critiche ideologiche e finanche preconcette, letture volte ad attribuire intenzioni o parole che non hanno motivo di esserci in quei termini".

"In ogni singola circostanza - spiega con le parole del Papa - alla Chiesa preme, in nome del Vangelo, partecipare alla vita del Paese, e portare il proprio contributo nel libero dibattito culturale e sociale lieta e grata di essere raccontata dai media per gli argomenti che ella attinge dalla fede come dalla ragione". Bagnasco sottolinea che "nel corso dei lavori assembleari" i vescovi parleranno dell’immagine della Chiesa "nella sua proiezione mediatica", ma nella prolusione si astiene dal "fare anticipazioni". E così i nomi dei successori di Dino Boffo alla guida di Avvenire, Sat 2000e Radio In Blu restano ancora sconosciuti.

Crocifisso. Di fronte alla ’’surreale’’ sentenza emessa dalla Corte europea di Strasburgo a proposito della presenza dei crocifissi nelle aule scolastiche italiane, ’’bene ha fatto il Governo ad annunciare ricorso’’. Dice Bagnasco che parla di una sentenza ’’sorprendente’’ e ’’alquanto surreale’’. "Un’impostura" di minoranze esigue che rischiano di far allontanare l’Europa dalla gente.

Il Muro di Berlino. A vent’anni dalla caduta del muro di Berlino, l’Europa, afferma il presidente della Cei "ha ripreso a respirare con entrambi i suoi polmoni". Ma mentre "cambiamenti vorticosi si sono succeduti" purtroppo "difficoltà inedite sono affiorate ad Ovest come ad Est, dove l’elemento della secolarizzazione ha finito con l’imporsi quale denominatore comune più rapidamente di quanto si sia radicato il costume democratico". "Sappiamo - spiega - che alla base del cammino europeo non vi possono essere solo strategie politiche o strutture burocratiche, perchè le une e le altre, pur necessarie, non sono sufficienti per scaldare i cuori dei singoli e dei popoli in ordine a quel senso di cordiale appartenenza che è indispensabile per sentirsi comunità"

Islam e ora di religione. La Cei ribadisce le proprie riserve sull’ora di religione islamica. "Non è in discussione - ha spiegato Bagnasco - la libertà religiosa di chicchessia, ma la peculiarità della scuola e le sue specifiche finalità che, in uno stato positivamente laico, sono di ordine culturale ed educativo". Il porporato, aprendo stasera ad Assisi l’assemblea generale della Cei, ha ribadito che l’insegnamento della religione cattolica "non è un’ora di catechismo" ma una occasione di conoscenza di una fede che fa parte del "patrimonio storico del popolo italiano".

Ru 486. Dopo la registrazione della Ru 486 da parte dell’Aifa "non si potrà non riconoscere, come già fa la legge 194, la possibilità dell’obiezione di coscienza agli operatori sanitari, compresi i farmacisti e i farmacisti ospedalieri, che non intendono collaborare direttamente o indirettamente ad un atto grave", afferma il cardinale.

Cattolicesimo. "La nostra Chiesa - afferma Bagnasco - non si riconosce in una ’religione civile’ a servizio di qualche potere, ma si identifica nella missione che le è stata affidata, quella di annunciare a tutti il mistero di Cristo con le implicazioni che ne conseguono sul piano antropologico, etico, cosmologico e sociale".

Il nuovo rito delle esequie. La nuova edizione italiana del rito delle esequie, dice il presule, sarà pubblicata dai vescovi italiani "con l’intendimento di volerne esplicitare le virtualità di annuncio rispetto alla novità portata da Cristo Gesù dinanzi al mistero della morte".

Morte, giudizio, Inferno. "Morte, giudizio, inferno e paradiso sono termini non ignoti, non silenziati, non spiegati secondo categorie falsamente buoniste o erroneamente crudeli. Rappresentano invece il traguardo da lumeggiare con la Parola risanatrice di Dio, senza fatalismi o sotterfugi scaramantici", dice Bagnasco. Il cardinale ha poi proseguito spiegando che morte, giudizio, inferno e paradiso, "sono tappe di una vita che va oltre la morte e sfocia nella vita eterna. Ciò che saremo non sappiamo descriverlo, ma esiste".

Anglicani. Il cardinale Bagnasco plaude alla decisione del Papa di aprire le porte a quegli anglicani che ne hanno fatto richiesta in quanto non si sentivano più in comunione con la loro Chiesa: è questo un gesto che non indebolisce l’ecumenismo ma anzi lo rafforza in quanto il vero problema odierno è la scomparsa di Dio dall’orizzonte degli uomini, ha spiegato.

* la Repubblica, 9 novembre 2009


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