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RIPARARE IL MONDO. LA CRISI EPOCALE DELLA CHIESA ’CATTOLICA’ E LA LEZIONE DI SIGMUND FREUD. Alcune note - di Federico La Sala

martedì 18 maggio 2010
A FREUD (Freiberg, 6 maggio 1856 - Londra, 23 settembre 1939), GLORIA ETERNA!!!
"TEBE": IN VATICANO NON C’E’ SOLO LA "SFINGE" - C’E’ LA "PESTE"!!! Caro Benedetto XVI ... DIFENDIAMO LA FAMIGLIA!? MA QUALE FAMIGLIA - QUELLA DI GESU’ (Maria - e Giuseppe!!!) O QUELLA DI EDIPO (Laio e Giocasta)?! (...)

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> RIPARARE IL MONDO. LA CRISI EPOCALE DELLA CHIESA ’CATTOLICA’ E LA LEZIONE DI SIGMUND FREUD. ---- Congregazione per la dottrina della fede, Joseph Ratzinger (1981-1996). «Nessuno nella Chiesa era informato più di lui sulla reale estensione degli abusi sessuali» scrive lo Spiegl.

sabato 27 marzo 2010


-   Sondaggi amari
-  Dopo lo scandalo solo il 39% si fida del pontefice. Si teme una fuga di fedeli
-  Sullo Spiegel duro commento: «Di quanta autorità gode ancora Benedetto XVI?»

-   Chiesa tedesca, crolla la fiducia
-  Evocate le dimissioni del Papa

-   Scoppiato in Germania due settimane fa, lo scandalo pedofilia ha avuto l’effetto di un
-  terremoto sulla Chiesa tedesca. La fiducia nel pontefice è in caduta libera. Lo Spiegel:
-  quando è, per un Papa, tempo di dimissioni?

di Gherardo Ugolini (l’Unitą, 27.03.2010)

«Quand’è per un Papa il momento di dare le dimissioni? Di quanta autorità gode ancora Benedetto XVI?». Le domande riecheggiano in un indignato commento del settimanale Der Spiegel, pubblicato nell’edizione online. Nel pezzo, intitolato «Signore, perdona la sua pazienza», si fa soprattutto riferimento alle responsabilità di Joseph Ratzinger negli anni in cui guidava la Congregazione per la dottrina della fede (1981-1996). «Nessuno nella Chiesa era informato più di lui sulla reale estensione degli abusi sessuali» scrive il settimanale di Amburgo.

IL TERREMOTO

E così dagli USA e dall’Irlanda le accuse che coinvolgono direttamente il Pontefice rimbalzano in Germania, nella nazione in cui Ratzinger è nato ha intrapreso la carriera ecclesiastica. Nessuno poteva immaginare un paio di mesi fa, quando cominciarono a trapelare sui quotidiani di Berlino le prime notizie circa abusi su minori compiuti negli anni ’80 in una prestigiosa scuola di gesuiti, che si sarebbe arrivati a questo punto: la richiesta a mezzo stampa di dimissioni del Papa. Lo scandalo si è allargato a macchia d’olio nell’arco di po- che settimane. La lettera aperta con cui il rettore del liceo Canisius invitava gli ex allievi a raccontare ciò che sapevano ha funzionato come un detonatore catartico. L’ondata di testimonianze ha travolto il mondo delle istituzioni educative cattoliche.

TUTTI I CASI

Dal Canisius di Berlino all’Aloisius di Bad Godesberg, passando per vari istituti di Amburgo, Monaco, Hildesheim, abbazie come quella di Ettal in Baviera. Clamoroso è stato il caso della scuola dei giovani cantori di Ratisbona per il coinvolgimento diretto di Georg Ratzinger, fratello maggiore del pontefice e per decenni direttore musicale del coro. Il bilancio, certo non definitivo, ammonta a oltre 250 vittime che finora hanno denunciato di aver subito abusi sessuali da bambini all’interno di scuole cattoliche.

FEDELI SOTTO CHOC

Le accuse di omertà e i nsabbiamento, quando non di complicità, fanno emergere forti malumori nel variegato mondo del cattolicesimo tedesco. Sono lontanissimi i tempi in cui l’elezione di Ratzinger a Papa veniva salutata trionfalmente sulla colonne della Bild col titolo «Noi siamo Papa», che ricalcava lo slogan «Noi siamo il popolo» gridato nelle piazze all’epoca della riunificazione e suggeriva un’identificazione tra l’intera nazione tedesca e il nuovo pontefice. Oggi il rapporto di fiducia tra i tedeschi e le istituzioni ecclesiastiche è in caduta libera. Un sondaggio dell’istituto Forsa dice che solo il 24% dei cittadini si fida di Benedetto XVI e appena il 17% della Chiesa cattolica, con un crollo drammatico consumatosi nelle ultime due settimane. Il quadro risulta ancora più allarmante se si considerano solo i cattolici: tra di loro la fiducia nel Papa è passata dal 62% di fine gennaio al 39%, mentre quella verso la Chiesa è scesa dal 56% al 34%.

Sarà poi interessante verificare la ricaduta che lo scandalo pedofilia avrà sul fenomeno della fuga dei fedeli dalla comunità religiosa, un trend che per altro è già in atto da un po’ di tempo.

Lo scorso anno 120mila cattolici tedeschi hanno deciso di abbandonare la Chiesa, e tutti gli osservatori concordano nella previsione che nel corso del 2010 i transfughi saranno molti di più. La fuga dei fedeli ha risvolti importanti anche sul piano economico, visto il sistema di finanziamento delle confessioni religiose diverso da quello italiano. In Germania non si dirotta l’otto per mille alla Chiesa indicata, ma chi si dichiara appartenente ad una confessione religiosa paga extra una «tassa per la Chiesa», pari all’otto per cento in più delle tasse. Meno fedeli significa quindi automaticamente meno soldi.


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