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RIPARARE IL MONDO. LA CRISI EPOCALE DELLA CHIESA ’CATTOLICA’ E LA LEZIONE DI SIGMUND FREUD. Alcune note - di Federico La Sala

martedì 18 maggio 2010
A FREUD (Freiberg, 6 maggio 1856 - Londra, 23 settembre 1939), GLORIA ETERNA!!!
"TEBE": IN VATICANO NON C’E’ SOLO LA "SFINGE" - C’E’ LA "PESTE"!!! Caro Benedetto XVI ... DIFENDIAMO LA FAMIGLIA!? MA QUALE FAMIGLIA - QUELLA DI GESU’ (Maria - e Giuseppe!!!) O QUELLA DI EDIPO (Laio e Giocasta)?! (...)

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> RIPARARE IL MONDO. LA CRISI EPOCALE DELLA CHIESA ’CATTOLICA’ E LA LEZIONE DI SIGMUND FREUD. ---- Benedetto XVI riceve 2mila zingari europei (di Luca Kocci).

domenica 12 giugno 2011

Benedetto XVI riceve 2mila zingari europei

di Luca Kocci (il manifesto, 12 giugno 2011)

Duemila zingari di tutta Europa ricevuti in udienza dal papa in Vaticano. È la prima volta che succede - solo Paolo VI, nel 1965, incontrò un gruppo di rom a Pomezia poco prima della chiusura del Concilio Vaticano II - e, in tempi in cui destra e Lega Nord a Milano agitano la minaccia "zingaropoli" e il sindaco Alemanno a Roma chiama "piano nomadi" gli sgomberi continui e la distruzione dei campi rom, il gesto di Benedetto XVI assume un valore simbolico. E forse anche "riparatorio" per la cacciata da parte dei gendarmi del Vaticano dei 200 rom che, nel venerdì santo, si erano rifugiati nella basilica di San Paolo.

«Mai più il vostro popolo sia oggetto di vessazioni, di rifiuto e di disprezzo», ha detto ieri il papa ai duemila rappresentanti dei gruppi rom, sinti, manuches, kale, yenish e travellers, arrivati a Roma da tutta Europa - dove i zingari sono fra i 12 e i 15 milioni, 170mila in Italia - per il 75esimo anniversario del martirio e il 150esimo della nascita del beato Zefirino Giménez Malla, gitano di origine spagnola ucciso durante la guerra civile franchista.

E quattro testimoni hanno raccontato la realtà degli zingari di oggi e di ieri. Fra loro l’austriaca Ceija Stojka, sopravvissuta ai lager nazisti di Auschwitz, Ravensbruk e Bergen-Belsen, dove si è consumato il Porrajmos, «divoramento», ovvero lo sterminio degli zingari - oltre 500mila le vittime - voluto da Hitler e a cui collaborò anche il regime fascista di Mussolini istituendo campi di concentramento a loro dedicati: «Quando sono nata in Austria la mia famiglia contava più di 200 persone e solo sei di noi sono sopravvissuti alla guerra e allo sterminio», ha raccontato. «Ero bambina e dovevo vedere morire altri bambini, anziani, donne, uomini; e vivevo fra i morti e i quasi morti nei campi. Sento ancora gli strilli delle Ss, vedo le sorveglianti con i loro cani grandi che ci calpestavano, sento ancora l’odore dei corpi bruciati.
-  Non è possibile dimenticare tutto questo, l’Europa non deve dimenticarlo. Oggi i campi di concentramento si sono addormentati e non si dovranno mai più svegliare. Ho paura però che Auschwitz stia solo dormendo».

«Siete un popolo che non ha vissuto ideologie nazionaliste, non ha aspirato a possedere una terra o a dominare altre genti. Siete rimasti senza patria e avete considerato idealmente l’intero continente come la vostra casa», ha replicato il papa. «Da parte vostra, ricercate sempre la giustizia, la legalità, la riconciliazione», e le amministrazioni si rendano conto che «la ricerca di alloggi e lavoro dignitosi e di istruzione per i figli sono le basi su cui costruire quell’integrazione da cui trarrete beneficio voi e l’intera società». Chissà se a qualche sindaco "cattolico" saranno fischiate le orecchie.


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