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GERUSALEMME E LA SFIDA DI NETANYAHU. Un modo di dare "a Hitler vittorie postume" (Emil L. Fackenheim)

mercoledì 24 marzo 2010
Netanyahu sfida Obama a Washington: «Gerusalemme è la nostra Capitale» *
Continua la sfida del premier israeliano, Benjamin Netanyahu, al governo Usa e alla comunità internazionale: alla vigilia dell’incontro odierno alla Casa Bianca con Barack Obama, previsto per stasera, Netanyahu ha detto (...)

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> GERUSALEMME E LA SFIDA DI NETANYAHU. --- Gaza, i tank israeliani si ritirano. Quattro i palestinesi uccisi. Netanyahu annuncia nuove ritorsioni per vendicare la morte dei due soldati dell’esercito di Gerusalemme.

sabato 27 marzo 2010


-  Il blitz terminato nelle prime ore di oggi. Ma Natanyahu annuncia nuove ritorsioni
-  per vendicare la morte dei due soldati dell’esercito di Gerusalemme

-  Gaza, i tank israeliani si ritirano
-  Quattro i palestinesi uccisi

GERUSALEMME - Si è chiusa nelle prime ore di questa mattina, con il ripiegamento di cinque blindati, la breve incursione israeliana nel territorio della Striscia di Gaza. Avviata con il violento scontro di confine che ieri pomeriggio aveva provocato anche, per la prima volta da oltre un anno, la morte di due militari.

A riferirlo è stato un portavoce dello Stato maggiore, secondo il quale è salito a quattro il totale dei miliziani palestinesi uccisi nella zona. Due erano stati colpiti a morte già ieri, nel primo scontro con un reparto israeliano intervenuto nel nord della Striscia (presso Khan Yunes), dopo l’esplosione di una bomba all’altezza del varco di Kissufim. Un terzo è stato poi ucciso in tarda serata durante il rastrellamento condotto dai tank nella medesima area (500 metri all’interno della Striscia), mentre un quarto, ferito nel pomeriggio di ieri, è deceduto nella notte per la gravità delle lesioni riportate.

E adesso i si attende per le prossime ore una rappresaglia aerea più pesante da parte di Israele contro obiettivi di Hamas (il movimento islamico radicale al potere nella Striscia): il premier Benyamin Netanyahu ha annunciato "una risposta appropriata" all’uccisione dei due militari. Anche se fonti militari israeliane citate dall’edizione online del giornale Yediot Ahronot ipotizzano "errori" nello svolgimento dell’azione costata la vita al maggiore il maggiore Eliraz Peretz, l’ufficiale più alto in grado sul terreno in quel momento, e al sergente Ilan Sviatkovsky. I due sarebbero morti non per lo scoppio d’un secondo ordigno-trappola, ma perchè colpiti dal fuoco nemico e da schegge d’una granata lanciata dallo stesso maggiore Peretz.

Dal fronte palestinese l’episodio è stato rivendicato da più parti. Le Brigate Ezzedin Al-Qassam, braccio armato di Hamas, hanno affermato di essere state loro a ingaggiare la sparatoria "dopo lo sconfinamento" dell’unità israeliana. Ma anche Jihad Islamica e gli ultraintegralisti di Taleban-Palestina (un gruppuscolo ispirato dagli slogan di Al Qaeda) si sono attribuiti un coinvolgimento nell’accaduto.

* la Repubblica, 27 marzo 2010


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