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CARMELITANI SCALZI ED ECUMENISMO: STORIA E MEMORIA. Ritrovato nel salernitano "file" perduto del tardo Rinascimento

martedì 28 settembre 2021
UOMINI E DONNE, PROFETI E SIBILLE, OGGI: STORIA DELLE IDEE E DELLE IMMAGINI.
A CONTURSI TERME (SALERNO), IN EREDITA’, L’ULTIMO MESSAGGIO DELL’ECUMENISMO RINASCIMENTALE .....
RINASCIMENTO ITALIANO, OGGI: LA SCOPERTA DI UNA CAPPELLA SISTINA CON 12 SIBILLE. Sul tema, la prefazione di Fulvio Papi (...)

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> CARMELITANI SCALZI ED ECUMENISMO: STORIA E MEMORIA. -- LA PRESENZA DI 12 SIBILLE NELLA "CHIESA DEGLI SCALZI" (SANTA MARIA DI NAZARETH) A VENEZIA.

sabato 17 luglio 2021

SCHEDA...*

VENEZIA:

LA CHIESA DI SANTA MARIA DI NAZARETH, O DEGLI SCALZI (E LA PRESENZA DI 12 SIBILLE).

La chiesa di Santa Maria di Nazareth, o chiesa degli Scalzi, č un edificio religioso della cittā di Venezia dei primi del XVIII secolo. Opera di Baldassarre Longhena ma con la facciata di Giuseppe Sardi, č situata nel sestiere di Cannaregio in prossimitā della stazione ferroviaria di Venezia Santa Lucia.

La chiesa di Santa Maria di Nazareth deve la sua origine all’insediamento dei Carmelitani scalzi nella cittā lagunare.

Fu edificata da Baldassarre Longhena in un’unica navata, con due cappelle laterali, ognuna a sua volta affiancata da due cappelle minori. Dopo l’arco trionfale, l’aula si immette nel presbiterio, rialzato e dotato di una cupola. Nell’abside, si nota il coro dei frati.

Venne consacrata nel 1705, ma subė un importante restauro fra il 1853 e il 1862 da parte del governo austriaco. Al suo interno l’11 febbraio 1723 venne tumulato Ferdinando II Gonzaga, quinto e ultimo principe di Castiglione[1].

Oggi č monumento nazionale. Al suo interno marmi colorati e sfarzosi corinzi danno una sensazione di opulenza e di meraviglia al visitatore.

      • [...]

Presbiterio

L’altare maggiore č opera di Jacopo Antonio Pozzo (ovvero fra Giuseppe Pozzo) come anche il parato ligneo della sacrestia.[4] Il presbiterio č sovrastato da un baldacchino sorretto da colonne tortili. Il fastoso tabernacolo della mensa, vede la statua della Madonna con putto e profeti, proveniente dall’isola di Santa Maria di Nazareth, poi Lazzaretto.

Le statue di dodici Sibille, opera di Giuseppe Torretto, Giovanni Marchiori, Pietro Baratta, Giuseppe e Paolo Groppelli, stanno distribuite, cinque per parte, sulle pareti laterali e due giacenti sull’arco del baldacchino[5].

      • [...]

      • 5.Klemenčič , pp. 110-112 nn. 22-25, 29. Nel saggio viene riassunta la vicenda delle correzioni alle attribuzioni originarie espresse da Leopoldo Cicognara nel 1818 che assegnava l’intero corpus delle dodici Sibille a Giovanni Marchiori. Tali attribuzioni continuano a comparire qua e lā per forza d’inerzia. Solo nel 1957 Luigi Coletti (Coletti p. 14) propose l’assegnazione di tutte le Sibille della parete destra (Libica, Persica e Delfica in piedi, Eritrea e Cumea giacenti) a Giuseppe Torretto, attribuzioni confermate e riprese da Camillo Semenzato nel 1966 (Semenzato, p. 108). Delle tre in piedi sul lato sinistro la Samia fu passata a Pietro Baratta da Massimo De Grassi nel 1997 (De Grassi 1997a, pp. 54, 57 fig. 6), la Tiburtina e la Ellespontica furono assegnate sempre dal De Grassi (De Grassi 1997b, pp.139,141) e, quasi contemporaneamente, da Klemenčič ai fratelli Groppelli. Rimangono al Marchiori le due sibille giacenti della parete sinistra (Frigia e Cimmeria) e quelle sopra l’altare (Agrippina ed Europea).
      • [Matej Klemenčič, Nuovi contributi all’opera dei fratelli Paolo e Giuseppe Groppelli, Francesco Robba and the Venetian Sculpture of the Eighteenth Century - Papers from an International Symposium - Ljubljana, 16th - 18th October 1998, Ljubljana, Rokus, aprile 2000].

* Chiesa di Santa Maria di Nazareth (Venezia) (Wikipedia).

* Sulla presenza delle 12 Sibile nel "Presbiterio", in particolare, si cfr. anche il doc. su I Carmelitani Scalzi a Venezia. La chiesa di Santa Maria di Nazareth e il brolo del convento, Biblos Edizioni, 2015, pp. 22-26).


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