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CARMELITANI SCALZI ED ECUMENISMO: STORIA E MEMORIA. Ritrovato nel salernitano "file" perduto del tardo Rinascimento

martedì 28 settembre 2021
UOMINI E DONNE, PROFETI E SIBILLE, OGGI: STORIA DELLE IDEE E DELLE IMMAGINI.
A CONTURSI TERME (SALERNO), IN EREDITA’, L’ULTIMO MESSAGGIO DELL’ECUMENISMO RINASCIMENTALE .....
RINASCIMENTO ITALIANO, OGGI: LA SCOPERTA DI UNA CAPPELLA SISTINA CON 12 SIBILLE. Sul tema, la prefazione di Fulvio Papi (...)

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> CARMELITANI SCALZI ED ECUMENISMO: STORIA E MEMORIA. --- MARIA MADDALENA, "L’APOSTOLA DEGLI APOSTOLI", E MARIA MADDALENA DE’ PAZZI, LA SANTA CARMELITANA.

giovedì 22 luglio 2021

Maria Maddalena, "Apostola degli Apostoli"

Fu la prima ad annunciare Cristo Risorto e per espresso desiderio di Papa Francesco, la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti ha pubblicato un decreto, datato 3 giugno 2016, con il quale la celebrazione di Santa Maria Maddalena, viene elevata nel Calendario Romano Generale da memoria obbligatoria al grado di festa

Emanuela Campanile - Città del Vaticano *

      • “Una donna per prima ha assaporato la morte, ma in Maria di Magdala una donna per prima ha visto la risurrezione; ciò sta a testificare che la donna non poteva portare in perpetuo tra gli uomini la colpa della trasgressione”

Lo scriveva Beda il Venerabile intorno all’8 secolo d.C., riguardo ad Eva e a Maria Maddalena, l’apostola che per prima vide il Risorto e che per prima annunciò agli stessi apostoli la risurrezione del Cristo (Vedi anche la rubrica "Santo del Giorno").

Maria Maddalena, da penitente al kèrigma

Colei che fino a prima del decreto del 3 giugno 2016, era celebrata il 22 luglio come “penitente”, con la decisione di Papa Francesco viene ora restituita alla Chiesa tutta come un dono. Nell’intervista di Federico Piana, il teologo don Francesco Scalmati spiega così questa "intuizione formidabile" del Pontefice: -"L’istituzione di questa festa ci fa cambiare mentalità. Il significato è ben altro: è comprendere che un uomo. una donna, insieme - e solo insieme - possono diventare annunciatori luminosi del Risorto. Questo è il kèrigma: l’annuncio di Cristo morto e risorto, di cui Santa Maria Maddalena è la prima donna" (Ascolta l’intervista integrale)

Prima testimone della Divina Misericordia

Nell’articolo di commento al decreto, si spiega che la decisione di Papa Francesco si iscrive nel contesto ecclesiale di oggi, che domanda di riflettere più profondamente sul tema della dignità della donna, della nuova evangelizzazione e della grandezza del mistero della misericordia divina, proprio “per significare la rilevanza di questa donna che mostrò un grande amore a Cristo e fu da Cristo tanto amata”. Alla Maddalena che annunciò la Vita da un luogo di morte, un sepolcro, verrà d’ora in poi riservato, conclude la nota, "il medesimo grado di festa dato alla celebrazione degli apostoli nel Calendario Romano Generale", ed è al pari giusto "che risalti la speciale missione di questa donna, che è esempio e modello per ogni donna nella Chiesa".

Il dono delle lacrime

In una delle sue prime Messe a Casa Santa Marta, Papa Francesco ricordava della Santa la grazia delle lacrime. Quelle versate sui piedi di Gesù e asciugate con i capelli. Le lacrime che le rigano il viso davanti a quel sepolcro improvvisamente vuoto. Pur vivendo fuori dal sepolcro vuoto il “momento del buio” nell’anima, il “fallimento”, Maria Maddalena, aveva osservato Papa Francesco, “non dice: ‘Ho fallito su questa strada’”, ma “semplicemente piange”. “A volte - aveva continuato il Papa - gli occhiali per vedere Gesù sono le lacrime”. “Tutti noi, nella nostra vita abbiamo sentito la gioia, la tristezza, il dolore” ma “nei momenti più oscuri - si era chiesto - abbiamo pianto? Abbiamo avuto quella bontà delle lacrime che preparano gli occhi per guardare, per vedere il Signore?”. Di fronte alla Maddalena che piange - concludeva Francesco - “possiamo anche noi domandare al Signore la grazia delle lacrime”.

* Vatican News, 22 luglio 2018


Benedetto XVI: Santa Maria Maddalena de’ Pazzi, una mistica arsa di “amore vivo”

Lettera per il IV centenario della morte della Santa fiorentina

CITTA’ DEL VATICANO, lunedì, 28 maggio 2007 (ZENIT.org).- Santa Maria Maddalena de’ Pazzi (1566-1607) è un “figura emblematica di un amore vivo che rimanda all’essenziale dimensione mistica di ogni vita cristiana”, sostiene Benedetto XVI.

Così ha scritto il Santo Padre in una lettera inviata all’Arcivescovo di Firenze, il Cardinale Ennio Antonelli, in occasione delle celebrazioni per il IV centenario della morte della mistica carmelitana.

Nata a Firenze il 2 aprile 1566 da una nobile e facoltosa famiglia e battezzata con il nome di Caterina, Santa Maria Maddalena de’ Pazzi entrò per la prima volta, come educanda, nel Monastero di San Giovannino delle Cavalieresse di Malta.

Qui ricevette la prima comunione il 25 marzo 1576, ed appena qualche giorno dopo fece a Dio il voto di perpetua verginità.

“Abilmente, riusciva a non lasciarsi condizionare dalle esigenze mondane di un ambiente che, se pur cristiano, non le bastava nel suo desiderio di diventare più simile al suo Sposo crocifisso”, scrive il Papa nella lettera.

A sedici anni entrò nel Monastero di clausura di Santa Maria degli Angeli, il più antico dell’Ordine Carmelitano, dove il 30 gennaio 1583 ricevette l’abito del Carmelo e il nome di Suor Maria Maddalena. Nel marzo del 1584 si ammalò gravemente, ma riuscì ad emettere ugualmente la professione religiosa, il 27 maggio, festa della Santissima Trinità.

“Da questo momento ebbe inizio un’intensa stagione mistica dalla quale sarebbe venuta alla Santa la fama di grande estatica.”, ricorda il Papa.

I suoi confessori, allora, per determinare se l’origine di questi fenomeni fosse divina oppure no la obbligarono a riferire tutto quello che le accadeva ai Superiori, tramite le consorelle, che annotavano le sue parole fuori dell’estasi o durante le stesse esperienze mistiche.

“Una intensa esperienza che, a soli 19 anni di età, la rendeva capace di spaziare su tutto il mistero della salvezza, dall’incarnazione del Verbo nel seno di Maria alla discesa dello Spirito Santo nella Pentecoste”, sostiene il Vescovo di Roma nella missiva.

Il frutto di queste esperienze raccolte dalle Carmelitane di Santa Maria degli Angeli furono cinque manoscritti: dapprima i “Quaranta Giorni” (1584); poi “I Colloqui” (1585); e quindi le “Revelationi e Intelligentie” (1585), “otto giorni di splendide estasi che vanno dalla vigilia di Pentecoste alla festa della Trinità”, scrive ancora il Papa.

“Seguirono cinque lunghi anni d’interiore purificazione - Maria Maddalena de’ Pazzi ne parla nel libro della ‘Probatione’ -, nei quali il Verbo suo Sposo le sottrasse il sentimento della grazia e la lasciò come Daniele nella fossa dei leoni, tra molte prove e grandi tentazioni”.

“E’ in questo contesto che si inserisce il suo ardente impegno per il rinnovamento della Chiesa, dopo che nell’estate del 1586 bagliori di luce dall’alto vennero a mostrarle il vero stato in cui essa si trovava nell’epoca post-tridentina”, aggiunge il Pontefice.

“Come Caterina da Siena, si sentì ‘forzata’ a scrivere alcune lettere per sollecitare, presso il Papa, i Cardinali di Curia, il suo Arcivescovo ed altre personalità ecclesiastiche, un deciso impegno per la ‘Renovatione della Chiesa’, come dice il titolo del manoscritto che le contiene”, continua la lettera.

Successivamente la tisi cominciò a manifestarsi chiaramente e Suor Maria Maddalena si vide costretta a ritrarsi pian piano dalla vita attiva della comunità.

“L’amore purificato, che pulsava nel suo cuore, la apriva al desiderio della piena conformità con Cristo, suo Sposo, fino a condividere con lui il ‘nudo patire’ della croce. Gli ultimi tre anni della sua vita furono per lei un vero calvario di sofferenze”, si legge nella lettera del Papa.

Oppressa da pene atroci, muore il 25 maggio 1604. Il suo corpo incorruttibile si trova attualmente sotto l’altare maggiore della Chiesa del Monastero di Santa Maria Maddalena de’ Pazzi a Careggi (Firenze).

L’8 maggio 1626 fu proclamata beata dal Pontefice fiorentino Urbano VIII, mentre ad iscriverla nell’Albo dei Santi fu il Papa Clemente IX, il 28 aprile 1669.

“Come, mentre era in vita, attaccandosi alle campane sollecitava le sue consorelle con il grido: ‘Venite ad amare l’Amore!’, la grande Mistica, da Firenze, dal suo Seminario, dai monasteri carmelitani che a lei si ispirano, possa ancora oggi far sentire la sua voce in tutta la Chiesa, diffondendo l’annuncio dell’amore di Dio per ogni creatura umana”, auspica infine il Santo Padre.


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