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IL SONNO MORTIFERO DELL’ITALIA. In Parlamento (ancora !) il Partito al di sopra di tutti i partiti.

lundi 13 juillet 2020
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> IL SONNO MORTIFERO DELL’ITALIA. In Parlamento (ancora !) il Partito al di sopra di tutti i partiti -- “Sindacati sale della democrazia. Così è nato l’asse con la Camusso”. Interv. a Renato Brunetta (di Ugo Magri)

jeudi 5 mai 2016

“Sindacati sale della democrazia. Così è nato l’asse con la Camusso”

Brunetta (Forza Italia) : altro che cani e gatti, difendiamo i lavoratori

intervista di Ugo Magri (La Stampa, 05.05.2016)

« I nemici dei miei nemici sono miei amici », mette subito in chiaro Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, « sarà anche banale, ma in politica funziona così ».

Quindi è per via del comune nemico a Palazzo Chigi che lei ha accolto a braccia aperte Susanna Camusso, leader Cgil ?

« Nella battaglia di opposizione è giusto parlare con tutti, se occorre perfino con il diavolo. E la Camusso non è certo il diavolo. Tanto più quando viene a discutere un’idea intelligente, su come rinnovare lo Statuto dei lavoratori. Ma un laburista come me, che è nato socialista riformista, che è professore ordinario di Economia del lavoro, che considera i sindacati una risorsa collettiva, anzi una ricchezza della vita pubblica, figurarsi se può dire alla Cgil “no, con voi io non parlo”. A voler rottamare i sindacati, semmai, sarà qualcun altro... ».

Chi, Renzi ?

« Il presidente del Consiglio sta attuando un piano di distruzione del sindacato e di tutti i corpi intermedi che giudico pernicioso, inaccettabile. In quanto vuol azzerare il conflitto fisiologico, la complessità sociale. Perché significa meno democrazia, meno libertà, più autoritarismo e più egemonismo ».

Però questi corpi intermedi che lei difende, Brunetta, sono un ostacolo a chi governa, un freno alle decisioni...

« Sono una seccatura, lo so bene io. Pensi che nei tre anni e mezzo in cui fui ministro, la Cgil mi proclamò contro ben 13 scioperi generali del pubblico impiego, tutti falliti perché gli statali davano retta a me anziché a loro. Però i sindacati, anche quando sbagliano, e sbagliano spesso, restano il sale della vita democratica. Discutere con loro è un dovere. Renzi invece vorrebbe interloquire direttamente con i cittadini elettori, cerca il loro voto in cambio di qualche mancia, aumentando il debito. Come faceva a Napoli Achille Lauro, come Peron in Argentina ».

O come più di recente Berlusconi, non trova ?

« Falso, sbagliatissimo. Berlusconi e i suoi governi hanno seguito come metodo il dialogo sociale, sempre. Cercando soluzioni di compromesso alto ai conflitti, a costo di fare passi indietro come sull’articolo 18 dopo la manifestazione sindacale al Circo Massimo. E sa perché lo facevamo, noi ? ».

Per debolezza.

« No, perché Forza Italia era in quella fase il più grande partito operaio italiano. Mica penserà che 15-16 milioni di voti fossero tutti dei super-ricchi, delle partite Iva e dei padroni. Non ne esistono così tanti di capitalisti in Italia, purtroppo. Se il Pdl arrivò al 37-38 per cento fu proprio perché inglobava la gran parte dei “colletti blu”. E le pare che Berlusconi non tenesse conto ? ».

Forza Italia non è più quella di allora.

« Ma la cultura di fondo rimane identica. Per cui non deve stupire se mettiamo in campo un nuovo protagonismo politico e sociale. E se, accanto ai giusti diritti dei cani e dei gatti, difendiamo con ben altra storia e ben altre motivazioni le ragioni dei lavoratori, tutti ».


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