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IL SONNO MORTIFERO DELL’ITALIA. In Parlamento (ancora!) il Partito al di sopra di tutti i partiti.

venerdì 18 ottobre 2019
PER L’ITALIA E PER LA COSTITUZIONE. CARO PRESIDENTE NAPOLITANO, CREDO CHE SIA ORA DI FARE CHIAREZZA. PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI ...
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> IL SONNO MORTIFERO DELL’ITALIA. In Parlamento (ancora!) il Partito al di sopra di tutti i partiti. --- Mattarella debole e gli sfasciacarrozze della Costituzione (di Massimo Villone).

giovedì 3 gennaio 2019

Mattarella debole e gli sfasciacarrozze della Costituzione

Governo/Parlamento. Le convulsioni del dopo 4 marzo accentuano la centralitÓ degli organi di equilibrio e garanzia: Presidente della Repubblica, Corte costituzionale. Per questo il discorso di fine anno di Mattarella Ŕ condivisibile, ma non del tutto soddisfacente. Ha un senso di ordinaria amministrazione, in un contesto per nulla ordinario. ╚ minimale il richiamo alle forze politiche a ridiscutere a cose fatte sulla legge di stabilitÓ, anche se capiamo la pressione per promulgare comunque. ╚ un equilibrismo il richiamo alla sicurezza e agli immigrati, ma non all’accusa di violare i diritti umani che molti hanno rivolto all’Italia

di Massimo Villone (il manifesto, 03.01.2019)

╚ risuonata alta la protesta contro l’incostituzionale bavaglio applicato al parlamento con l’approvazione della legge di stabilitÓ. Come scrive Azzariti su queste pagine, nell’esperienza passata molto era giÓ accaduto. E il voto imposto senza uno straccio di discussione Ŕ stato solo l’ultimo e pi¨ evidente strappo. Ma bisogna essere consapevoli che il pi¨ ampio rispetto del galateo parlamentare non avrebbe, con ogni probabilitÓ, prodotto una legge significativamente diversa. La domanda Ŕ: come si pu˛ fare utilmente argine?

La forza di un’assemblea elettiva Ŕ data dalla forza dei soggetti politici collettivi che in essa entrano con i propri rappresentanti. La debolezza del parlamento oggi viene dalla debolezza complessiva del sistema dei partiti. Salvo uno: la Lega. E questo ne spiega la capacitÓ di assumere una posizione dominante nella compagine di governo e il trend dei sondaggi. Non c’Ŕ competizione tra un partito vero con un progetto politico, e un non-partito che va a palazzo Chigi con un non-programma, ma con un paniere di proteste variamente raccolte.

Le convulsioni del dopo 4 marzo accentuano la centralitÓ degli organi di equilibrio e garanzia: Presidente della Repubblica, Corte costituzionale. Per questo il discorso di fine anno di Mattarella Ŕ condivisibile, ma non del tutto soddisfacente. Ha un senso di ordinaria amministrazione, in un contesto per nulla ordinario. ╚ minimale il richiamo alle forze politiche a ridiscutere a cose fatte sulla legge di stabilitÓ, anche se capiamo la pressione per promulgare comunque. ╚ un equilibrismo il richiamo alla sicurezza e agli immigrati, ma non all’accusa di violare i diritti umani che molti hanno rivolto all’Italia.

Terreno anche giuridicamente minato, come dimostra lo scontro in atto tra il sindaco Orlando e il ministro Salvini. Non si menziona l’attacco alla stampa e all’informazione. Si allude in modo del tutto criptico - richiamando l’unitÓ della Repubblica come comune destino - alla secessione leghista strisciante attraverso l’art. 116. Eppure, l’attacco all’unitÓ Ŕ ormai pubblicamente discusso e viene rafforzato da minacce di crisi di governo. Mentre la Costituzione chiama il Capo dello Stato a rappresentare l’unitÓ nazionale (art. 87). Persino Conte si Ŕ auto-nominato garante.

Si pu˛ opporre che il Capo dello Stato si Ŕ anche giÓ espresso altrove. Ma nel discorso di fine anno parla direttamente a tutti gli italiani. ╚ un messaggio non mediato, di efficacia comunicativa non comparabile con l’esternazione in sedi pi¨ ristrette, come gli incontri con la stampa parlamentare o benemerite associazioni.

╚ possibile che il ruolo del Capo dello Stato, giÓ difficile, lo diventi ancor pi¨. Analoga considerazione vale per la Corte costituzionale. Il 9 gennaio deciderÓ preliminarmente sulla ammissibilitÓ del ricorso Pd per la legge di stabilitÓ, e potrebbe negarla. Ma Ŕ indiscutibile la indebita compressione della funzione dei parlamentari - non rileva se considerati individualmente o come gruppo - nelle ore convulse che hanno preceduto il voto sulla fiducia e l’approvazione. Quanto alla successiva decisione sul merito, per˛, un rigetto del ricorso - anche guardando ai precedenti - Ŕ pi¨ probabile, soprattutto per l’argomento che esistono garanzie e rimedi nell’ordinamento interno dell’assemblea. Nel confronto politico proprio di un’assemblea elettiva violazioni molteplici sono in ogni momento possibili, e una linea giurisprudenziale di apertura senza filtri rischierebbe di rendere la Corte sede di appello per contrasti e dissensi, individuali e di gruppo. Nel caso specifico, poi, potrebbe provocare uno tsunami politico, istituzionale e finanziario. Volendo scommettere, sý per l’ammissibilitÓ, no nel merito del ricorso.

Bisogna rimanere in campo, ma sapendo che non ci sono scorciatoie o demiurghi. Il paese si rinsalda con soggetti politici stabilmente e solidamente strutturati, assemblee ampiamente rappresentative, parlamentari liberamente eletti e non vincolati al mandato di chicchessia.

Un percorso nÚ facile nÚ breve. Scalfari su Repubblica legge nel discorso di Mattarella la nazione perfetta. Pi¨ modestamente, noi vorremmo porre al riparo da strappi il tessuto artigianale complesso e raffinato della Costituzione, tornando ai fondamentali e fermando gli sfasciacarrozze.


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