Esce «Il rotolo diafano» dello storico romeno delle religioni, tra fisica e mistica.
La parabola del discepolo di Mircea Eliade, assassinato nel 1991 negli Stati Uniti:
dopo le critiche allo Stato post Ceausescu, quando stava per ritornare in patria
È un regime la «Jormania» di Culianu
di ALESSANDRO ZACCURI (Avvenire, 27.02.2010)
Ci hanno provato in diversi, a raccontare la vicenda di Ioan Petru Culianu, l’enfant prodige della storia delle religioni assassinato nel 1991 a Chicago, all’età di soli 41 anni. Ci ha provato per esempio l’italiano Claudio Gatti, con un thriller non eccelso, Il presagio, pubblicato da Rizzoli nel 1996, lo stesso anno in cui negli Stati Uniti Ted Anton firmava un saggio in gran parte romanzato, tradotto nel nostro Paese con il titolo Eros, magia e l’omicidio del Professor Culianu ( Settimo Sigillo, 2007). Erede designato di Mircea Eliade, studioso del Rinascimento esoterico e dell’esperienza estatica, esploratore della « quarta dimensione » in cui mistica e scienza sembrano coincidere, Culianu era a sua volta un narratore, proprio come prima di lui lo era stato il maestro Eliade.
Ora che la romana Elliot torna a proporre una delle sue opere letterarie più importanti, nel lettore si rafforza l’impressione che il romanzo di quella morte sia impossibile da scrivere. A meno che Culianu in persona non avesse già provveduto, in qualche modo, ad allestirlo, rovesciando la consueta concatenazione di causa ed effetto, di prima e dopo.
Il libro che ora si presenta come Il rotolo diafano era già apparso in Italia nel 1989 presso Jaca Book sotto una diversa insegna, La collezione di smeraldi . Allora sembrava una raccolta di racconti, mentre invece, come giustamente osserva la curatrice Roberta Moretti, è un romanzo destrutturato in episodi profondamente coerenti tra loro. Uno schema che si ripete nella manciata degli « Ultimi racconti » ( composti in collaborazione con Hillary S. Wiesner) che, posti in coda al volume, paiono fornire una sorta di griglia interpretativa del pensiero di Culianu.
Quale storia racconta Il rotolo diafano? Tutte e nessuna, verrebbe da rispondere. Certo, c’è la profetica visione della caduta del regime in Jormania, Paese non troppo immaginario che corrisponde in effetti alla Romania da cui Culianu si era allontanato nel 1972 e in cui stava per fare ritorno nella fatidica primavera del 1991 ( anche se il caso non è mai stato risolto, è molto probabile che l’agguato contro di lui sia stato portato a termine dagli ex servizi segreti comunisti, infastiditi dalla denuncia che lo studioso aveva sferrato all’assetto di potere del dopo Ceausescu).
Quasi vent’anni durante i quali aveva giocato un ruolo determinante la permanenza di Culianu in Italia, dove era stato prima studente, poi profugo, infine protagonista di una folgorante ascesa accademica. Vent’anni scarsi in cui la distanza fra lui ed Eliade si era vertiginosamente accorciata, se è vero - come sostiene ancora Roberta Moretti che Culianu si preparava a spiccare il salto concettuale annunciato dai suoi testi narrativi.
Una rivoluzionaria interpretazione dell’esperienza umana in cui la quarta dimensione cessa di essere una metafora per affermarsi come il luogo immateriale in cui pieno e vuoto convergono. La Kabbalah, il sufismo, le geometrie non euclidee, la fisica e la neurologia, ogni disciplina che si ponga in una posizione antidualistica fornisce materia per la fantasmagoria del Rotolo diafano, nelle quali la presenza ossessiva della dea e degli smeraldi ( più precisamente: della dea che si manifesta negli smeraldi) permette spericolati salti temporali e spregiudicate sovrapposizioni.
È un libro sul divino e sulla rivelazione, d’accordo, ma su una rivelazione programmaticamente disorientata e su un divino che si manifesta senza mai dichiararsi, come dimostra l’apologo dell’ineffabile Tozgrec, il messia paradossale per il cui intervento l’umanità si trova costretta a rinunciare a qualsiasi forma di menzogna. Un gioco straordinariamente erudito, che supera in finezza perfino alcuni apologhi di Borges. Ma un gioco, andrà aggiunto, di una serietà inconciliabile e radicale, che ha tra i suoi non nascosti obiettivi polemici la teologia cristiana dell’Incarnazione. Da tenere presente, tra un esercizio di ammirazione e l’altro.
Ioan Petru Culianu
IL ROTOLO DIAFANO
Elliot. Pagine 240. Euro 17,50