LETTERATURA, STORIA, ANTROPOLOGIA, E FILOLOGIA:
IL "SOGNO DI UNA COSA" (K. MARX), "IL DISAGIO DELLA CIVILTÀ" (S. FREUD), E IL "COME NASCONO I BAMBINI".
Una nota a margine di una citazione da "Furore" di J. Steinbeck:
Perché adesso “Ho perso la mia terra” è cambiato; una cellula si è scissa e dalla sua scissione nasce la cosa che odiate: “Abbiamo perso la nostra terra”. Ecco dov’è il pericolo, perché due uomini non sono soli e confusi quanto può esserlo uno. E da questo primo “noi” nasce una cosa ancor più pericolosa: “Ho poco da mangiare” più “Non ho niente da mangiare”. Se la somma di questi fattori dà “Abbiamo poco da mangiare”, allora la cosa è in marcia, il movimento ha una direzione. Adesso basta una piccola moltiplicazione, e questa terra e questo trattore diventano nostri. I due uomini accoccolati nel fosso, il fuocherello, la carne di maiale a bollire in una pentola condivisa, le donne mute con lo sguardo impietrito; dietro, i bambini che ascoltano con tutta l’anima parole che il loro cervello non capisce. La notte incalza. Il bimbo è raffreddato. Tieni, piglia questa coperta. È lana. Era la coperta di mia madre, usala per il tuo piccolo. È questa la cosa da bombardare. È così che comincia: da “io” a “noi”.
Se riusciste a capire questo, voi che possedete le cose che il popolo deve avere, potreste salvarvi. Se riusciste a separare le cause dagli effetti, se riusciste a capire che Paine, Marx, Jefferson e Lenin erano effetti, non cause, potreste sopravvivere. Ma questo non potete capirlo. Perché il fatto di possedere vi congela per sempre in “io”, e vi separa per sempre dal “noi” (John Steinbeck, "Furore", Bompiani).DANTE 2021. La "lezione" di Steinbeck, purtroppo, non è riuscita a portare i "due uomini" e le loro famiglie fuori dal fosso, fuori dall’orizzonte della biblica "caduta", e dalla tragedia (edipica, platonica e paolina), e la "Valle dell’ Eden" (1953), come "Furore" (1939), ha solo aiutato a non perdere la memoria e a riprendere la ricerca: "timshell". Marx, ai suoi tempi, leggeva ancora la "Divina Commedia" e sapeva (al di là dell’idealismo hegeliano) del "realismo di Dante": uscire dall’inferno è ancora possibile.
LO ZIGOTE DELLA TRAGEDIA. Memoria della Legge di Apollo (Eschilo): «non è la madre la generatrice di quello che è chiamato suo figlio; ella è la nutrice del germe in lei inseminato. Il generatore è colui che la feconda».
L’IMMAGINARIO DEL CATTOLICESIMO COSTANTINIANO: "Duemila anni fa, un ovulo fu miracolosamente fecondato dall’azione soprannaturale di Dio, da questa meravigliosa unione risultò uno zigote con un patrimonio cromosomico proprio. Però in quello zigote stava il Verbo di Dio"(dichiarazione del Cardinale Dario Castrillon Hoyos alla XV conferenza internazionale del Pontificio consiglio, "la Repubblica" del 17 novembre 2000, p. 35).