EUTANASIA Protestanti italiani: il paese deve raccogliere l’invito al dibattito sull’eutanasia lanciato dal presidente Napolitano.
di Agenzia NEV del 25-9-2006 *
Gianni Long, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia: “E’ un tema delicato e difficile, che impone un confronto parlamentare serio, laico, ed attento al pluralismo della società italiana”.
Roma, 25 settembre 2006 (NEV-CS72) - “Non ho dubbi. Il Parlamento, il paese e le comunità di fede devono raccogliere l’invito del Presidente Napolitano a riflettere sul tema dell’eutanasia”. Lo afferma il presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), Gianni Long che ha proseguito: “Come cristiani che credono nel dono divino della vita avvertiamo la delicatezza del problema e ci confrontiamo con diverse sensibilità teologiche e pastorali. Tuttavia come evangelici italiani siamo uniti nella convinzione che il problema debba essere affrontato in sede pubblica, con serietà e attenzione alle diverse posizioni, nel rispetto della laicità e del pluralismo culturale e religioso della società italiana. I protestanti italiani intendono contribuire con convinzione a un dibattito di così alto rilievo etico e politico”. Così i protestanti italiani intendono inserirsi nel dibattito sull’eutanasia rilanciato dopo l’appello di Piergiorgio Welby al presidente della Repubblica per poter ottenere il diritto a morire. Affetto da distrofia muscolare progressiva Welby, che è anche vicepresidente dell’associazione "Luca Coscioni", è in vita solo grazie all’aiuto delle macchine. Il presidente Napolitano ha auspicato l’apertura di un dibattito sull’argomento, ma l’atteggiamento da parte di numerose forze politiche rischia di troncare subito la discussione. Il presidente della camera Fausto Bertinotti ha chiesto di non fare cadere nel vuoto l’invito del Capo dello Stato. In ambito protestante, l’Agenzia NEV ha raccolto una serie di commenti. Ermanno Genre, teologo protestante e docente alla Facoltà valdese di teologia ha affermato: “L’invito del presidente della Repubblica e del presidente della camera a discutere della questione eutanasia è il meno che si possa fare. Discutere non vuol dire che si debba prendere ora una decisione pro o contro l’eutanasia, ma assumersi responsabilmente il problema posto e non eluderlo. La questione non è di dire sì o no ad una legge ma cercare delle risposte concrete che rispettino la dignità della persona. Nessuna legge dello stato e nessuna morale religiosa potranno mai sostituirsi alla decisione di una singola persona che viene a trovarsi nelle condizioni di Welby e di altri come lui”. Il pastore Salvatore Rapisarda, vicepresidente dell’Unione cristiana evangelica battista in Italia (UCEBI), si è detto favorevole alla discussione, “purché non si tratti del solito dibattito fra sordi. Il dialogo è utile solo se le persone coinvolte sono d’accordo nell’arrivare ad una posizione nuova”. il pastore Holger Milkau, decano della Chiesa evangelica luterana in Italia (CELI), quello sull’eutanasia è “un dibattito molto difficile, ma non impossibile, e senz’altro auspicabile”, anche se il Sinodo della CELI di qualche anno fa ha espresso la sua contrarietà a decidere sulla vita delle persone, considerata dono divino. Quanto agli avventisti la loro Conferenza generale ha formalmente accettato la possibilità dell’eutanasia passiva, rifiutando quella attiva. Lo assicura Dora Bognandi dell’Unione italiana delle chiese cristiane avventiste in Italia (UICCA), che accoglie favorevolmente l’invito del presidente della Repubblica.
Articolo tratto da NEV - Notizie Evangeliche Servizio stampa della Federazione delle chiese evangeliche in Italia via Firenze 38, 00184 Roma, Italia tel. 064825120/06483768, fax 064828728, e-mail: nev@fcei.it sito web: http://www.fcei.it
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www.ildialogo.org, Lunedì, 25 settembre 2006