Inviare un messaggio

In risposta a:
Per il dialogo, quello vero ...

EU-TANASIA: IL DIRITTO DI MORIRE. IL CORAGGIO DELLA PAROLA, NON LA TRAPPOLA DEL SILENZIO. Una nota di Claudia Mancina, e di Luigi Manconi - a c. di pfls

lunedì 25 settembre 2006
[...] Dobbiamo davvero augurarci che l’invito del capo dello Stato - si discuta di eutanasia «nelle sedi più idonee» - sia accolto. E proprio perché, come ha aggiunto Giorgio Napolitano, «il solo atteggiamento ingiustificato sarebbe il silenzio, la sospensione o l’elusione di ogni responsabilità». Questo avrebbe, innanzitutto, una conseguenza assai grave: la morte - resa evento ordinario fino alla banalizzazione e oggetto di consumo, serial televisivo e prodotto di mercato - resterebbe un (...)

In risposta a:

> EU-TANASIA: IL CORAGGIO DELLA PAROLA, NON LA TRAPPOLA DEL SILENZIO. Una nota di Claudia Mancina, e di Luigi Manconi

giovedì 28 settembre 2006

L’esclusiva del Vaticano

di Filippo Gentiloni (www.ilmanifesto.it, 26.09.2006)

Ma perché, secondo alcuni, di eutanasia non si dovrebbe neppure parlare? Così, infatti, stanno reagendo non pochi - politici e non - dopo l’appello lanciato dal presidente della repubblica Napolitano in risposta alla lettera di Piergiorgio Welby, malato di distrofia muscolare. Vale pena di riflettere sulle loro «ragioni». In primo piano c’è una radicata convinzione cattolica: la fascia di terreno - di tempo - fra la vita e la non vita sarebbe di esclusiva proprietà cattolica. Così per la nascita, così per la morte. Una fascia di tempo che è stretta e corta dal punto di vista della sua durata, ma essenziale: vi si gioca davvero tutto. La chiesa ne vuole mantenere una sorta di proprietà esclusiva, sapendo bene che chi domina quelle strette fasce di tempo, domina tutta la vita. Perciò la condanna assoluta dell’eutanasia: considerata una sorta di «ingerenza laica» su quella che sarebbe la soglia della vita, la porta dell’al di là.

Ma anche una certa cultura laica si unisce a quella cattolica. La cultura per la quale la vita è qualche cosa di meccanico, per non dire di materiale. Un movimento di qualche arto, un respiro. Un «io» isolato da tutto e da tutti. La vita prescinderebbe da tutto ciò che, invece, non soltanto la arricchisce ma la fa essere davvero tale: relazioni, rapporti, affetti, parole, sguardi. La vita sarebbe così affidata a qualche macchina, chiamata a farla continuare. Sopravvivere: vivere al di là, cioè, della vita vera.

Per tutti costoro, laici e cattolici, niente eutanasia: sarebbe sufficiente a ogni bisogno l’ormai famoso «testamento biologico» di cui si parla tanto, una dichiarazione destinata ad evitare quell’accanimento terapeutico che tutti detestano e che vorrebbero escludere per sé e per gli altri, ma i cui confini sono difficili da definire da lontano, quando si è ancora sani.

E’ vero che anche l’eutanasia non ha confini facili. E’ ben vero che chi vuol escludere vecchi e malati dalle cure e così liberare più in fretta qualche letto di ospedale potrebbe domani servirsi di una legge permissiva. Perciò è necessario discutere ogni aspetto di una situazione che ci riguarda tutti, da vicino o da lontano: non si può né ignorarla né delegarla a qualche autorità competente.

Della riflessione sulla vita fa parte essenziale anche quella sulla morte. Mia e degli altri. I più direttamente interessati sono i medici, ma non è giusto lasciare la morte - meglio: il morire - esclusivamente nelle loro mani. La morte si prepara contribuendo, giorno per giorno, alla bellezza e ricchezza della vita, quella vita vera che la malattia, quando è inguaribile, porta via.

Con la minore sofferenza possibile: anche la lotta al dolore fa parte essenziale della vita. E alla lotta contro il dolore il dibattito sull’eutanasia può dare un contributo essenziale, positivo. Forse insostituibile.


Questo forum è moderato a priori: il tuo contributo apparirà solo dopo essere stato approvato da un amministratore del sito.

Titolo:

Testo del messaggio:
(Per creare dei paragrafi separati, lascia semplicemente delle linee vuote)

Link ipertestuale (opzionale)
(Se il tuo messaggio si riferisce ad un articolo pubblicato sul Web o ad una pagina contenente maggiori informazioni, indica di seguito il titolo della pagina ed il suo indirizzo URL.)
Titolo:

URL:

Chi sei? (opzionale)
Nome (o pseudonimo):

Indirizzo email: