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Eu-ropa, Eu-ropa, Eu-ropa!!!

L’EU-ROPA ha detto "basta": l’odio verso i gay è razzismo!!! A GERUSALEMME, "GUERRA SANTA" CONTRO Il GAY PRIDE, CON LA "VIVA APPROVAZIONE" DEL VATICANO !!!

giovedì 9 novembre 2006 di Federico La Sala
Diritti civili
«Guerra santa» anti-gay a Gerusalemme.
L’omofobia vince in Israele. Nel silenzio del mondo
Gruppi ebrei ultraortodossi scatenati contro il «pride» di venerdì a Gerusalemme: barricate e scontri con la polizia. Contro la sfilata, già notevolmente ridimensionata, rabbini, imam e cattolici. E i politici, da Olmert al socialista Peretz, tacciono
di Michele Giorgio (il manifesto, 08.11.2006)
Gerusalemme.
Dopo violente manifestazioni notturne e scontri con la polizia, ora contro gli (...)

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> L’EU-ROPA ha detto "basta": l’odio verso i gay è razzismo!!! A GERUSALEMME, "GUERRA SANTA" CONTRO Il GAY PRIDE ... COSI? ANCHE A MOSCA.

domenica 27 maggio 2007

Violentemente malmenati anche il deputato europeo Cappato e il funzionario Ue Marzocchi Naziskin si sono scagliati su un gruppo di manifestanti che intendevano consegnare una lettera al sindaco

-  Gay Pride a Mosca, aggrediti i radicali
-  Picchiata anche Vladimir Luxuria
*

MOSCA - Durante la manifestazione organizzata a Mosca in favore del Gay Pride, "un gruppo di naziskin" ha "picchiato violentemente i radicali". Lo denuncia il partito radicale, secondo il quale "subito dopo c’è stato l’intervento della polizia che anzichè difendere le persone aggredite ha provveduto ad arrestare i radicali". Tra le persone aggredite, secondo i Radicali, ci sono il deputato europeo Marco Cappato e Vladimir Luxuria, parlamentare di Rifondazione Comunista, che, però, non è stata fermata dalla polizia.

Al Gay Pride di Mosca sono attese oltre 200.000 persone, nonostante il divieto posto alla manifestazione dal sindaco di Mosca Iuri Luzhkov. Il Gay Pride di oggi è stato organizzato per ricordare il 14° anno della depenalizzazione dell’omosessualità in Russia.

"Questa mattina alle ore 10.15 ora italiana - spiegano i radicali - a Mosca, davanti alla sede ufficiale del sindaco di Mosca, sulla Via Tverskaja, sono stati aggrediti e malmenati da gruppi di naziskin, e poi dalla polizia che li ha arrestati, gli esponenti radicali Marco Cappato, deputato europeo; Nikolai Alexeiev, radicale russo e Coordinatore del Gay Pride di Mosca; Nikolay Kramov, rappresentante dei radicali a Mosca; Ottavio Marzocchi, radicale e funzionario al Parlamento Europeo". Nel pomeriggio Cappato e Marzocchi sono stati poi rilasciati.

La delegazione radicale, insieme a parlamentari europei di altri gruppi voleva consegnare al sindaco, spiegano i radicali, una lettera firmata da 50 parlamentari europei e italiani dopo che era stato vietato il Gay Pride.

Ma "mentre veniva distribuito il volantino con il testo della lettera un gruppo di naziskin, alla presenza di un vescovo ortodosso, scortato da due persone, che dava loro la benedizione, ha cominciato a tirare uova ai partecipanti all’iniziativa non violenta e poi a picchiare violentemente i radicali". Subito dopo è intervenuta la polizia. "Siamo molto preoccupati - dicono ora i radicali - soprattutto per le condizioni di Marzocchi che è stato violentemente picchiato".

Radio Radicale ha trasmesso anche in diretta una testimonianza di Cappato: "Mi trovo in una cella all’interno di una camionetta della polizia. Siamo qui con alcuni militanti dei diritti civili in Russia", ha detto il deputato radicale, collegato di nascosto con un telefono cellulare.

"Alla fine l’autorizzazione della manifestazione non era arrivata, ma noi volevamo solo consegnare una lettera al sindaco di Mosca. Il cordone della polizia chiudeva i manifestanti senza però proteggerci da alcuni contromanifestanti che gridavano e si lanciavano contro di noi, lanciandoci oggetti e uova".

"Ho personalmente visto anche alcuni di questi contromanifestanti che, prima di venire a lanciare dell’acqua, hanno parlato con i poliziotti che ci avrebbero dovuto difendere. Uno di loro ha cominciato a tirare calci ad Ottavio Marzocchi, ed è allora che ho iniziato a urlare in inglese, chiedendo perchè la polizia non ci difendesse. Tempo cinque secondi e sono stato trascinato via da agenti in tenuta antisommossa".

Nella sede dei Radicali, informa una nota, "è stata costituita una cellula di crisi in stretto contatto con la Farnesina e l’Ambasciata italiana a Mosca".

* la Repubblica, 27 maggio 2007


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