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Eu-ropa: Italia ...

RADICI CRISTIANE: UNA SANA LAICITA’ E ... UN SANO CRISTIANESIMO!!! Sulle reazioni cattoliche all’accordo di governo e maggioranza sulle "coppie di fatto", l’"urlo" di EUGENIO SCALFARI: "CHI NON AMA I DIVERSI NON E’ UN CRISTIANO"!!! .

domenica 10 dicembre 2006 di Federico La Sala
[...] una legge equa sulla convivenza non mette a repentaglio alcuna famiglia. Io non credo che le famiglie in quanto tali si sentano in pericolo per la convivenza in quanto tale. Non credo che esista un problema di supremazia sociale tra famiglia e convivenza, tanto più di fronte ad una legge che non pretende di parificare quei due istituti. Non credo che i figli nati o comunque esistenti all’interno d’una convivenza debbano suscitare affetti e diritti minori dei figli nati all’interno (...)

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> RADICI CRISTIANE: UNA SANA LAICITA’ E ... UN SANO CRISTIANESIMO!!! "CHI NON AMA I DIVERSI NON E’ UN CRISTIANO"!!! Sulle reazioni cattoliche all’ accordo di governo e maggioranza sulle "coppie di fatto", l’"urlo" di EUGENIO SCALFARI.

domenica 10 dicembre 2006

Così cambieranno i diritti e i doveri per l’esercito dei conviventi. Per l’Istat sono più di mezzo milione, per Grillini (Ds) 2 milioni

Dalla casa alle pensioni ecco i Pacs all’italiana

Previsto il diritto-dovere di assistenza in ospedale e in carcere. Anche il sì alle successioni come nell’emendamento cancellato *

ROMA - Diritto-dovere di assistenza in carcere o in ospedale per il convivente. Accesso ai bandi di edilizia. Reversibilità della pensione. Permesso di soggiorno al partner extracomunitario. In gergo giuridico, questi sono i diritti che consentono alla coppia di fatto di "farsi valere verso terzi". E c’è anche l’omologazione nelle successioni: l’emendamento del governo alla Finanziaria (ieri cancellato) prevedeva di allargare alcune franchigie anche ai conviventi. Questione che sarà accolta nella legge sulle unioni civili. Sono questi i cardini su cui dovrebbe muoversi il governo Prodi nel riconoscimento delle coppie di fatto, compresi i gay.

La discussione è aperta ma una cosa il Professore ha escluso (e il programma dell’Unione non prevede) che ci siano anche in Italia veri e proprio Pacs. Le coppie di fatto sono una schiera che va sempre più ampliandosi. Sono l’unione tra due persone che vivono insieme, spesso eterosessuali, talvolta omosessuali. In Italia dovrebbero essere un milione e mezzo. Non c’è però una stima ufficiale. L’Istat qualche anno fa ne certificò 550 mila, ma non aveva censito le coppie omosessuali. Franco Grillini, presidente onorario dell’Arcigay, e deputato ds, ne chiese conto e ragione. Secondo i suoi calcoli, di coppie conviventi ce ne sarebbero almeno due milioni. Per dire che la questione anche numericamente non può essere ignorata. Quasi unici in Europa, i conviventi italiani non sono affatto riconosciuti. Nulla che li tuteli né sulle questioni più serie - come l’assistenza, la pensione, la casa - e neppure per i problemi banali e quotidiani.

La battaglia per i Pacs è cominciata da lungo tempo. Nel 2002 poi, un disegno di legge aveva raccolto le firme di tutto il centrosinistra e i Ds con Grillini avevano impegnato l’allora maggioranza della Casa delle libertà ad affrontare la discussione in Parlamento. Naufragò nel solito braccio di ferro tra cattolici e laici. L’Unione li ha inseriti nel programma con cui si è presentata agli elettori. Però con una avvertenza, che la Margherita di Rutelli ha voluto fermamente: nel nostro paese niente Pacs, solo riconoscimento dei diritti individuali di chi vive in una coppia di fatto. Non si vuole incorrere in confusioni ed equiparazioni tra il matrimonio, così come la Costituzione lo individua, e le unioni civili. Lo scontro con la sinistra radicale resta aperto.

Gli altri paesi europei sono spesso presi ad esempio per sollecitare i Pacs. Non solo il governo socialista di Zapatero che ha dato il via libera all’equiparazione tra matrimoni gay e etero; ma anche la Francia che sette anni fa promulgò la legge sui Pacs, i patti civili di solidarietà. Dopo l’ordine del giorno di ieri in Senato, con cui il governo Prodi s’impegna a proporre una legge entro fine gennaio, spetta al ministro delle Pari opportunità, Barbara Pollastrini avanzare le prime proposte di concerto con Rosy Bindi, responsabile della Famiglia. Sarà il tavolo interministeriale coordinato da Giuliano Amato il luogo preposto a sciogliere nodi e contrasti nell’esecutivo.

* la Repubblica, 8 dicembre 2006


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