IL PROGRAMMA ANTROPOLOGICO DI "WILHELM VON HUMBOLDT LINGUISTA" *
WILHELM VON HUMBOLDT LINGUISTA
di Jürgen Trabant [2017] *
Nella storiografia della linguistica, Wilhelm von Humboldt è spesso visto, insieme con Franz Bopp e Jacob Grimm, come uno dei padri fondatori della linguistica comparativa. Lo è, ma il suo progetto linguistico, das vergleichende Sprachstudium, lo studio comparato delle lingue, è profondamente diverso di quello di Bopp o Grimm. Bopp e Grimm inventarono i principi della comparazione di lingue storicamente affini e della ricostruzione dell’unità di queste lingue (indo-europee, germaniche, romanze, slave ecc.) nel passato. Questo progetto in molti aspetti romantico (passato, nazione, medioevo) avrà un grande successo nel secolo XIX e sarà il paradigma dominante della linguistica fino alla metà del secolo XX. Il progetto comparativo di Wilhelm von Humboldt invece, legato alle idee dell’illuminismo europeo (cognizione, progresso, umanità), è lo studio della diversità delle lingue del mondo. Verschiedenheit, diversità, è il termine chiave della linguistica humboldtiana. Contrariamente alla linguistica comparativa storica essa è una linguistica comparativa antropologica che sarà una corrente piuttosto minoritaria nel secolo XIX ma che fiorirà nel secolo XX quando il paradigma storico sarà sostituito dal paradigma descrittivo sincronico.
La linguistica humboldtiana proviene da un progetto più ampio, da una
antropologia. "Antropologia" è il nuovo termine con cui, nel secolo XVIII, si designa lo studio empirico degli uomini, opposto alla filosofia che
si occupa della natura universale del genere umano. Contrariamente alla
storia, disciplina che tradizionalmente studia le manifestazioni empiriche
degli uomini nel tempo, la dimensione dell’antropologia è lo spazio.Perciò
il metodo di ricerca tipico dell’antropologia è il viaggio, non la lettura di
documenti e libri vecchi in archivi e biblioteche. Contemporaneamente
con l’Anthropologie in pragmatischer Hinsicht di Kant, pubblicata nel 1798,
il giovane Humboldt delinea in un Plan einer vergleichenden Anthropologie (1796/97) (non pubblicato allora) il vasto programma di una ricerca
di tutte le manifestazioni culturali dell’umanità. In contrasto ad altre
concezioni antropologiche intorno al 1800, per esempio quella degli
Observateurs de l’Homme di Parigi, l’antropologia humboldtiana tuttavia
non si concentra sui popoli «selvaggi» o sulle culture «primitive», ma
trova il suo oggetto preferenziale nella cultura sviluppata.
L’obiettivo
della ricerca antropologica humboldtiana è l’individuo (o meglio: un’entità individuale che pud essere anche collettiva come una nazione, una
lingua ecc.) il quale può sviluppare il suo carattere solo in culture altamente raffinate e differenziate. Il suo viaggio antropologico Humboldt
lo farà dunque a Parigi - luogo della cultura umana più avanzata - e
non in America o nelle isole del Pacifico.
Il motivo filosofico del suo piano antropologico è il desiderio di
comprendere la creatività della mente umana.[...]
3. Cognizione, Arbeit des Geistes
Con il linguaggio Humboldt è arrivato al cuore della sua ricerca sulla creatività umana determinata dalla Einbildungskraft kantiana. Il linguaggio non è solo un mezzo di comunicazione di entità mentali pre-linguistiche - idee, concetti, rappresentazioni - ma è la creazione stessa di queste entità, la produzione del pensiero, la generazione della cognizione. Secondo il sistema kantiano i sensi e l’intelletto creano il pensiero nella loro sintesi. Per Humboldt, questa sintesi non si fa indipendentemente dalla parola: il pensiero è creato come linguaggio, parola e concetto formano un’unità sintetica indissolubile. Il linguaggio è d’organo formativo del pensiero» («das bildende Organ des Gedanken», VII, p. 53) oppure «lavoro dello spirito» («Arbeit des Geistes», VII, p. 46).
Ora, questo lavoro dello spirito non è un lavoro solitario, ma ha bisogno dell’altro: la parola-pensiero va ascoltata e compresa. Il linguaggio come attività cognitiva si svolge allo stesso tempo essenzialmente nella dimensione dell’alterità, è Mitdenken, co-cogitazione, per utilizzare la bella espressione del primo testo linguistico di Humboldt. E l’altro è un attore, una forza attiva, l’altro non è soltanto uditore passivo. Creare il linguaggio-pensiero non è solo un processo ricettivo ma una attività creativa reciproca: l’ascoltatore deve diventare locutore. Le sintesi della formazione linguistica del pensiero sono completate solo «quando la parola creata dal soggetto risuona proferita dalla bocca altrui» («wenn das selbstgebildete Wort aus fremdem Munde wiedertönt, VII, p. 56). Humboldt chiama questa dualità dell’Io e del Tu «Urtypus», tipo originale, del linguaggio (VI, p. 26).
Humboldt اscopre dunque, nella scia di Hamann e Herder, che il
linguaggio è collocato al centro del sistema kantiano. La sua filosofia
linguistica è un linguistic turn della filosofia di Kant (il secondo linguistic
turn nella storia della filosofia europea tra l’altro, dopo il primo linguistic
turn, effettuato da Vico contro la filosofia cartesiana). Bacon aveva
visto - con orrore - che le parole delle lingue volgari creano concetti
che non sono quelli scientifici ed universali dei dotti, ma legati alla
mente volgare (intellectus vulgaris), dunque sbagliati e pericolosi, idolafori
da esorcizzare dalla filosofia 2.
La filosofia europea si rende lentamente conto che il linguaggio non è solo un mezzo per la comunicazione
del pensiero creato indipendentemente dall’attività cognitiva "pura" ma prima di tutto un’attività cognitiva, Arbeit des Geistes, incorporata
(embodied) in suoni vocali. Questa scoperta filosofica europea trova la
sua forma postkantiana nella filosofia linguistica di Humboldt.[...]
Il programma humboldtiano viene troppo tardi - o troppo presto.
La linguistica prenderà un cammino completamente diverso, cioè una
via esplicitamente anti-filosofica e anti-filologica. Humboldt pubblica
poco. Una ricezione delle sue idee linguistiche durante la sua vita è
quasi impossibile. [...]".
*
"Wilhelm von Humboldt, duecentocinquant’anni dopo. Incontri e confronti", a cura di Antonio Carrano, Edoardo Massimilla, Fulvio Tessitore, LIGUORI EDITORE Napoli 2017 (ripresa parziale senza note).
SUL TEMA, SI CFR.
Questione antropologica
IL PROGRAMMA DI KANT. DIFFERENZA SESSUALE E BISESSUALITA’ PSICHICA: UN NUOVO SOGGETTO, E LA NECESSITA’ DI "UNA SECONDA RIVOLUZIONE COPERNICANA"
Federico La Sala