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Questione antropologica

IL PROGRAMMA DI KANT. DIFFERENZA SESSUALE E BISESSUALITA’ PSICHICA: UN NUOVO SOGGETTO, E LA NECESSITA’ DI "UNA SECONDA RIVOLUZIONE COPERNICANA".

sabato 16 dicembre 2006 di Federico La Sala
COME ALL’INTERNO, COSI’ ALL’ESTERNO: "VERE DUO IN CARNE UNA". NOTE SUL PROGRAMMA DI KANT
di Federico La Sala *
Kant elaborò esplicitamente tutto l’apparato di concetti, di principi, di argomentazioni della sua filosofia, per giustificare la validità della conoscenza nel caso di un soggetto attivo e recettivo insieme, cioè in vista di un punto di partenza precisamente dualistico, e non unitario (V. Mathieu, Introduzione all’Opus Postumum di Kant, Zanichelli, Bologna, 1963). (...)

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> IL PROGRAMMA DI KANT. DIFFERENZA SESSUALE E BISESSUALITA’ PSICHICA --- IL PROGRAMMA ANTROPOLOGICO DI "WILHELM VON HUMBOLDT LINGUISTA" (di Jürgen Trabant).

giovedì 16 ottobre 2025

IL PROGRAMMA ANTROPOLOGICO DI "WILHELM VON HUMBOLDT LINGUISTA" *


WILHELM VON HUMBOLDT LINGUISTA

di Jürgen Trabant [2017] *

Nella storiografia della linguistica, Wilhelm von Humboldt è spesso visto, insieme con Franz Bopp e Jacob Grimm, come uno dei padri fondatori della linguistica comparativa. Lo è, ma il suo progetto linguistico, das vergleichende Sprachstudium, lo studio comparato delle lingue, è profondamente diverso di quello di Bopp o Grimm. Bopp e Grimm inventarono i principi della comparazione di lingue storicamente affini e della ricostruzione dell’unità di queste lingue (indo-europee, germaniche, romanze, slave ecc.) nel passato. Questo progetto in molti aspetti romantico (passato, nazione, medioevo) avrà un grande successo nel secolo XIX e sarà il paradigma dominante della linguistica fino alla metà del secolo XX. Il progetto comparativo di Wilhelm von Humboldt invece, legato alle idee dell’illuminismo europeo (cognizione, progresso, umanità), è lo studio della diversità delle lingue del mondo. Verschiedenheit, diversità, è il termine chiave della linguistica humboldtiana. Contrariamente alla linguistica comparativa storica essa è una linguistica comparativa antropologica che sarà una corrente piuttosto minoritaria nel secolo XIX ma che fiorirà nel secolo XX quando il paradigma storico sarà sostituito dal paradigma descrittivo sincronico.

      • 1. Antropologia

La linguistica humboldtiana proviene da un progetto più ampio, da una antropologia. "Antropologia" è il nuovo termine con cui, nel secolo XVIII, si designa lo studio empirico degli uomini, opposto alla filosofia che si occupa della natura universale del genere umano. Contrariamente alla storia, disciplina che tradizionalmente studia le manifestazioni empiriche degli uomini nel tempo, la dimensione dell’antropologia è lo spazio.Perciò il metodo di ricerca tipico dell’antropologia è il viaggio, non la lettura di documenti e libri vecchi in archivi e biblioteche. Contemporaneamente con l’Anthropologie in pragmatischer Hinsicht di Kant, pubblicata nel 1798, il giovane Humboldt delinea in un Plan einer vergleichenden Anthropologie (1796/97) (non pubblicato allora) il vasto programma di una ricerca di tutte le manifestazioni culturali dell’umanità. In contrasto ad altre concezioni antropologiche intorno al 1800, per esempio quella degli Observateurs de l’Homme di Parigi, l’antropologia humboldtiana tuttavia non si concentra sui popoli «selvaggi» o sulle culture «primitive», ma trova il suo oggetto preferenziale nella cultura sviluppata.
-  L’obiettivo della ricerca antropologica humboldtiana è l’individuo (o meglio: un’entità individuale che pud essere anche collettiva come una nazione, una lingua ecc.) il quale può sviluppare il suo carattere solo in culture altamente raffinate e differenziate. Il suo viaggio antropologico Humboldt lo farà dunque a Parigi - luogo della cultura umana più avanzata - e non in America o nelle isole del Pacifico. Il motivo filosofico del suo piano antropologico è il desiderio di comprendere la creatività della mente umana.[...]

      • La filosofia di Kant è il contesto in cui Humboldt pensa il problema della creatività umana: La facoltà della mente umana responsabile per la creazione del nuovo è la kantiana Einbildungskraft che media tra la sensibilità e l’intelletto. Siccome l’Einbildungskraft era rimasta abbastanza misteriosa nel sistema kantiano, Humboldt molto audacemente cerca le radici di questa facoltà, e le trova nella sessualità, o più esattamente nella dualità dei sessi³. L’unione del femminile e del maschile nella Natura è per Humboldt la base di ogni creatività, non solo della generazione (Erzeugung) fisica ma anche della più alta produzione della mente umana: il pensieroº. L’unione erotica del femminile e del maschile genera nuovi esseri viventi nel mondo fisico come nel mondo della mente. Kant si oppose violentemente a questa concezione pre-freudiana della sintesi dell’immaginazione, e Humboldt non tornerà più sull’argomento dopo la critica feroce del magister Germaniae. Ciononostante, l’unione sessuale rimarrà il modello strutturale per tutte le investigazioni di Humboldt, siano esse artistiche, politiche, pedagogiche o linguistiche. Come la dialettica è la figura fondamentale del pensiero hegeliano così l’unione erotica - la sintesi - è la figura basale del pensiero humboldtiano. La formula humboldtiana dell’«uso infinito di mezzi finiti», resa celebre dalla grammatica generativa di Noam Chomsky, si riferisce inizialmente esattamente al processo di generazione sessuale. [...]

3. Cognizione, Arbeit des Geistes

Con il linguaggio Humboldt è arrivato al cuore della sua ricerca sulla creatività umana determinata dalla Einbildungskraft kantiana. Il linguaggio non è solo un mezzo di comunicazione di entità mentali pre-linguistiche - idee, concetti, rappresentazioni - ma è la creazione stessa di queste entità, la produzione del pensiero, la generazione della cognizione. Secondo il sistema kantiano i sensi e l’intelletto creano il pensiero nella loro sintesi. Per Humboldt, questa sintesi non si fa indipendentemente dalla parola: il pensiero è creato come linguaggio, parola e concetto formano un’unità sintetica indissolubile. Il linguaggio è d’organo formativo del pensiero» («das bildende Organ des Gedanken», VII, p. 53) oppure «lavoro dello spirito» («Arbeit des Geistes», VII, p. 46).

Ora, questo lavoro dello spirito non è un lavoro solitario, ma ha bisogno dell’altro: la parola-pensiero va ascoltata e compresa. Il linguaggio come attività cognitiva si svolge allo stesso tempo essenzialmente nella dimensione dell’alterità, è Mitdenken, co-cogitazione, per utilizzare la bella espressione del primo testo linguistico di Humboldt. E l’altro è un attore, una forza attiva, l’altro non è soltanto uditore passivo. Creare il linguaggio-pensiero non è solo un processo ricettivo ma una attività creativa reciproca: l’ascoltatore deve diventare locutore. Le sintesi della formazione linguistica del pensiero sono completate solo «quando la parola creata dal soggetto risuona proferita dalla bocca altrui» («wenn das selbstgebildete Wort aus fremdem Munde wiedertönt, VII, p. 56). Humboldt chiama questa dualità dell’Io e del Tu «Urtypus», tipo originale, del linguaggio (VI, p. 26).

Humboldt اscopre dunque, nella scia di Hamann e Herder, che il linguaggio è collocato al centro del sistema kantiano. La sua filosofia linguistica è un linguistic turn della filosofia di Kant (il secondo linguistic turn nella storia della filosofia europea tra l’altro, dopo il primo linguistic turn, effettuato da Vico contro la filosofia cartesiana). Bacon aveva visto - con orrore - che le parole delle lingue volgari creano concetti che non sono quelli scientifici ed universali dei dotti, ma legati alla mente volgare (intellectus vulgaris), dunque sbagliati e pericolosi, idolafori da esorcizzare dalla filosofia 2.
-  La filosofia europea si rende lentamente conto che il linguaggio non è solo un mezzo per la comunicazione del pensiero creato indipendentemente dall’attività cognitiva "pura" ma prima di tutto un’attività cognitiva, Arbeit des Geistes, incorporata (embodied) in suoni vocali. Questa scoperta filosofica europea trova la sua forma postkantiana nella filosofia linguistica di Humboldt.[...]

-  Il programma humboldtiano viene troppo tardi - o troppo presto. La linguistica prenderà un cammino completamente diverso, cioè una via esplicitamente anti-filosofica e anti-filologica. Humboldt pubblica poco. Una ricezione delle sue idee linguistiche durante la sua vita è quasi impossibile. [...]".

*

"Wilhelm von Humboldt, duecentocinquant’anni dopo. Incontri e confronti", a cura di Antonio Carrano, Edoardo Massimilla, Fulvio Tessitore, LIGUORI EDITORE Napoli 2017 (ripresa parziale senza note).


SUL TEMA, SI CFR.

-  Questione antropologica
-  IL PROGRAMMA DI KANT. DIFFERENZA SESSUALE E BISESSUALITA’ PSICHICA: UN NUOVO SOGGETTO, E LA NECESSITA’ DI "UNA SECONDA RIVOLUZIONE COPERNICANA"

Federico La Sala


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