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Il gioco, ha scritto il grande storico olandese Johan Huizinga, è l’unione di credere e non credere. In nessun’altro concetto è espressa meglio "l’unione di sacrosanta serietà con ostentazione e "scherzo"". Ma di che gioco si tratta? E dove si colloca, comunque, quel confine già tracciato da Platone tra serietà e gioco? Ne Il giocatore di Dostojevskij questo confine è infranto, ma non perché il gioco invade il serio alleggerendolo dei suoi colori. Al contrario, il gioco cessa di essere (...)
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