Prodi al vertice di Berlino: "L’Ue è l’antidoto ai mali europei"
Nuove regole entro il 2009"
BERLINO - "L’Unione europea è tante cose insieme. Talmente tante che è difficile spiegarle tutte. Per me, oggi, a cinquant’anni dai suoi natali a Roma, l’Unione europea rappresenta soprattutto l’antidoto ai mali d’Europa, ai nostri mali. Il riscatto e lo slancio d’orgoglio di un continente che nella prima metà del secolo scorso è stato sul punto di suicidarsi". Così Romano Prodi nel suo intervento alle celebrazioni dei cinquant’anni dalla firma dei Trattati di Roma.
Quanto al futuro, alla necessità di uscire dall’impasse, il presidente del Consiglio ha affermato: "L’Europa ha bisogno di ritrovare un poco della sua follia creativa. Per convincersi che il mondo può essere cambiato, reso migliore, che non ci si debba accontentare si prenderselo così com’è. Per completare il suo progetto di pace e prosperità: il più grande, il più nuovo e il più visionario del mondo contemporaneo". E "per continuare a costruire - ha proseguito Prodi - servono nuove regole. Ma senza ripartire da zero. Perché il Trattato firmato a Roma nell’ottobre 2004 costituisce una base solidissima su cui edificare il nostro nuovo patto fondamentale. Un testo firmato da 27 capi di Stato e ratificato da 18 paesi. E queste nuove regole servono subito. In ogni caso entro il 2009, cioè prima della prossime elezioni europee".
* la Repubblica, 25-03-2007