Rientro in serata per la salma di Giovanni Pezzulo, i funerali sabato a Oderzo
Piccolo intervento alla gamba per il militare ferito, anche lui oggi in Italia
Maresciallo ucciso in Afghanistan
ultimo saluto a Kabul sotto la neve
A Oderzo, parla la figlia diciottenne: "Mio padre era a Kabul per portare la pace"
ROMA - "Papà era in Afghanistan per portare la pace e non è la prima volta che andava all’estero: tutti i giorni ci mandava le foto di quello che faceva con i bambini nelle scuole che ricostruivano". Sulla porta della casa di Oderzo, parla Giusy, 18 anni, figlia del maresciallo Giovanni Pezzulo, ucciso ieri in un agguato in Afghanistan. La giovane ha spiegato ai giornalisti che il padre "aveva scelto di far parte di un reparto dell’Esercito che si occupa di ricostruire, ed era orgoglioso di quello che faceva". "Aveva creduto fino in fondo al suo lavoro mettendo al servizio dello Stato e della Patria la propria vita". Poi, commossa ma apparentemente serena, esprime la speranza "che il sacrificio di papà possa contribuire a cambiare le cose. Mi farebbe piacere l’esposizione del tricolore perchè lui, ad esempio, in occasione dell’anniversario dell’attentato di Nassiriya lo metteva sempre in onore dei colleghi caduti".
E la salma del padre di Giusy tornerà questa sera in Italia. Alle 22,30 il C-130 dell’Aeronautica militare con a bordo il feretro dovrebbe atterrare a Ciampino. Il maresciallo Enrico Mercuri, ferito nello stesso attacco, sarà rimpatriato invece un’ora o due più tardi sempre con un aereo militare. Mercuri, 31 anni, ha riportato lesioni giudicate non gravi ed è stato sottoposto a un piccolo intervento alla gamba.
Questa mattina in un hangar dell’aeroporto militare di Kabul, imbiancato dalla neve, si è svolta una semplice cerimonia per l’ultimo saluto al sottufficiale ucciso ieri mentre distribuiva viveri e vestiti in un villaggio del distretto di Surobi. Nella camera ardente allestita in un deposito a ridosso della pista, il cappellano del contingente, don Marco Galanti, ha benedetto la salma. Qualche minuto di raccoglimento e poi la bara, avvolta nel tricolore, è stata portata a spalla per 500 metri lungo la pista, fino al C-130 dell’Aeronautica che questa sera riporterà Pezzulo in Italia.
Alla cerimonia hanno partecipato alcuni commilitoni del maresciallo (gli altri gli avevano reso omaggio prima a Camp Invicta, il quartier generale italiano) e i suoi comandanti: il generale Federico Bonato e il colonnello Michele Risi. C’era l’ambasciatore italiano a Kabul, Ettore Sequi, e c’erano alcuni rappresentanti stranieri di Isaf, la missione della Nato nel cui ambito il maresciallo Pezzulo si occupava di Cimic, la cooperazione civile-militare. Presente tra gli altri anche il vicecomandante della missione di polizia europea Eupol, tenente colonnello dei Carabinieri Nicola Mangialavori.
Dopo il rientro previsto questa sera a Ciampino, la salma di Pezzulo sarà presumibilmente portata nel pomeriggio di domani nella caserma Fiore di Motta di Livenza, sede del comando Cimic, dove si sta già allestendo la camera ardente. Le esequie potrebbero svolgersi sabato nel Duomo di Oderzo (Treviso), secondo fonti vicine alla famiglia.
* la Repubblica, 14 febbraio 2008