DANTE ALIGHIERI, CON ORAZIO E KANT ("SÀPERE AUDE!"): L’AMORE, "CHE MOVE IL SOLE, E LE ALTRE STELLE", IL LIBERO ARBITRIO, E LA LEGGE MORALE (IL "TU DEVI"). *
DIVINA COMMEDIA. Il verso «Amor, ch’a nullo amato amar perdona» (Inf., V, 103), pronunciato da Francesca nell’inferno in cui con Paolo è precipitata (e si trova ancora vivo lo stesso #Dante), a ben riflettere, è un filo che conduce all’uscita del labirinto del #destino e della #necessità e restituisce a ogni essere umano la coscienza del libero arbitrio (Purg. XVIII, vv. 70-72): detto in altro modo, è la formulazione del principio che richiama l’#imperativo #categorico concepito da Kant (in ripresa del #Logos mediterraneo di #Eraclito di #Efeso). Il "Tu devi" amare, al fondo (e al fondamento) di ogni essere "che è amato", "che è stato amato", permette di capire antropologicamente come e perché non possa essere perdonato chi non risponda all’Amore ("che ama") e, al contempo, come e perché il "Regnum celorum vïolenza pate" e "la divina volontate" sia vinta "da caldo amore e da viva speranza: / non a guisa che l’omo a l’om sobranza, /ma vince lei perché vuole esser vinta, / e, vinta, vince con sua beninanza."(Par., XX, 94-99).
* SUL TEMA, mi sia lecito, si cfr. "KANT, FREUD, E LA BANALITA’ DEL MALE".