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Pianeta Terra. Sull’uscita dallo stato di minorità, oggi......

LO SPIRITO CRITICO E L’AMORE CONOSCITIVO. LA LEZIONE DEL ’68 (E DELL ’89). Un omaggio a Kurt H. Wolff e a Barrington Moore Jr. - di Federico La Sala

mercoledì 3 dicembre 2025 di Maria Paola Falchinelli
[...] Contro ogni illusione di continuità di istituzioni e di divinità, un fatto resta determinante. Siamo giunti a un grado zero di civiltà. La secolarizzazione non è stata uno scherzo: non solo «Dio è morto» ma anche l’Uomo. Il lungo processo storico che in Europa e nel mondo, almeno dal XVIII secolo, ha innescato la contrapposizione delle diverse forme del contesto sociale all’individuo come un puro strumento per i suoi scopi privati, come una necessità esteriore, e, nel contempo, ha (...)

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> LO SPIRITO CRITICO E L’AMORE CONOSCITIVO. --- UN SORPRENDENTE "GRADINO ONTOLOGICO": LA "SCOPERTA" DELLA COSIDDETTA "FUSIONE FREDDA" E DELLA "ACQUA CALDA"!

mercoledì 9 luglio 2025

ANTROPOLOGIA, ARCHEOLOGIA, E UN SORPRENDENTE "GRADINO ONTOLOGICO": LA VIA DELLA PROPRIA UMANA E CRITICA "TRASCENDENZA" (IMMANUEL #KANT) E LA "SCOPERTA" DELLA COSIDDETTA "FUSIONE FREDDA" E DELLA "ACQUA CALDA"!

Una "vecchia" recensione del prof. #Riccardo #Pozzo di "L’enigma della sfinge e il segreto della piramide. Considerazioni attuali sulla fine della preistoria in forma di lettera aperta", Ripostes, Roma-Salerno, 2001, pp. 64 (Cfr. "Magazzino di Filosofia, n. 9, 2002, pp. 61-62, Franco Angeli editore, Milano 2003). *

      • Un omaggio a Francesco Forlani (Professeur de Philosophie MLF Lycée Français de Saragosse), che, con la sua domanda "Quando finirà la notte. Nota al cuore" (Nazione Indiana, 17 maggio 2025) ha riattivato la #memoria e ha sollecitato a "sollecitare" a uscire dal #letargo antropologico.

*

"SÀPERE AUDE" (KANT, 1784): "[...] La Sala propone con questo volumetto un manifesto “sul coraggio di servirsi della propria intelligenza, oggi - per diventare uomini liberi e donne libere, cittadini sovrani e cittadine sovrane, non imprenditori e imprenditrici, sfruttatori o sfruttatrici, della propria o dell’altrui forza lavoro” (p. 7).
-  Con esso, La Sala chiude la trilogia iniziata con La mente accogliente e proseguita in Della terra il brillante colore, nella quale viene compiutamente elaborata un’ontologia chiasmatica, un’ontologia “segnata da una relazione illuminata dal sapere-potere dell’amore, umano e politico, di sé, dell’altro e dell’altra” (p. 7), e dunque “una via chiasmatica alla conoscenza” che prenda le vesti di un materialismo storico, “liberato dalla sua cecità e capace non solo di realizzare un’anamnesi della genesi e risolvere il miracolo greco passando attraverso il denaro”, ma anche, e specialmente, “di sognare meglio quello che hanno sognato tante generazioni e anche noi ancora sogniamo” (p. 12).
-  Sopratutto, La Sala invita a considerare il #gradino ontologico presente nell’inizio dell’avventura della vita umana, nella #nascita di un #bambino, nella quale “si passa dal dentro al fuori e dal sensibile (materiale-materno) all’intelligibile (altrettanto fisico, materiale-paterno)” (p. 16).
-  La Sala nota la confusione e la guerra che da sempre si stagliano nell’orizzonte antropologico occidentale, che non è mai andato al di là del cosmo pensato dai Greci, nel quale “tanto la donna e la femminilità quanto il bambino e l’infanzia non hanno mai avuto diritto di cittadinanza e sono sempre stati domesticati e confinati nel recinto della debolezza e della minorità” (p. 18).
-  Ma proprio l’esclusione della femminilità e dell’infanzia dal linguaggio della filosofia e della politica è ciò che ha fatto dimenticare che “fuori dal tutto non c’è il nulla (al piú, la volontà di negare l’essere), ma la vita e la via della vita: si viene dalla vita, si nasce alla vita e si muore nella vita. E’ la vita a comprendere e illuminare il mondo, non il contrario. E, ancor piú precisando, è la vita che determina la coscienza, non viceversa” (p. 22).
-  La Sala pone il seguente aut aut che non ammette altre soluzioni: o si resta all’interno del progetto antico della moderazione e di quello moderno della libertà o si prosegue si prosegue con occhi aperti e piedi per terra sulla strada della ricerca aperta da Rousseau di un contratto sociale che sappia dire “agisci in modo che il tuo desiderio non si trovi a essere antagonistico rispetto a quello di un altro, affinché non finisca col ritorcersi contro di te” [...]" (cit.).

      • NOTE:

      • ARCHEOLOGIA, #FILOLOGIA, E "#CRITICA: CON #KANT, OLTRE IL #FONDAMENTALISMO COSMOTEANDRICO DELLO #SCIENTISMO E DEL #CREAZIONISMO. Telmo Pievani->https://it.wikipedia.org/wiki/Telmo_Pievani] vede la #pagliuzza (il "salto ontologico) nell’#occhio di Papa Wojtyla (1996), ma non vede la #trave (il "#comenasconoibambini, il "#gradino ontologico" ) nel suo occhio "darwinista".
        -  A #Piero #Bianucci (La Stampa /"Il Cielo", 12/2/2007), in una intervista su "Darwin, E.T. e Benedetto XVI", alla domanda "Come è cambiata la posizione della #Chiesa su #Darwin passando da #GiovanniPaoloII a #BenedettoXVI?", #Pievani così risponde: «Papa #Woytila nel 1996 riconobbe il #darwinismo come una “teoria corroborata da prove convergenti e provenienti da discipline diverse”, non in contrasto con un “#salto #ontologico” riguardante la #natura umana. Papa #Ratzinger nella Conferenza di #Ratisbona ha ripreso la distinzione tra una “ragione #ristretta” tipica della #scienza e una “ragione #estesa” che coincide con la #fede e comprende in sé la prima. Alla luce della ragione estesa, il darwinismo diventa irrazionale, o almeno dotato di una razionalità inferiore. Si apre così un #conflitto non tra scienza e fede ma tra due #razionalità di rango diverso» (cit.).

Federico La Sala


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