IL "CONOSCERE" ("CO-NASCERE") E L’ARTE DELLA "MAIEUTICA", DEL #SAPERE ("IL PROBLEMA #SOCRATE") DEL #NASCERE, A TUTTI I LIVELLI : LA QUESTIONE (TEOLOGICO-POLITICA) DELL’ #UNO (E DELL’ #ONU!), UN "NODO DI #GORDIO" DA "RI-SOLVERE" (DA "SCIOGLIERE" DI NUOVO)! UNA TRACCIA POSSIBILE PER UNA #SVOLTA_ANTROPOLOGICA...
Come non stupire della conclusione così ingenua di un’opera immensa e per tanti versi ammirabile? La quale mette capo ad una “sintesi ultima” di estremo semplicismo: “Dio, come origine della religione primitiva”. La fede è sempre stata convinta della verità di questa tesi, ma ora sa che la parola origine deve esser presa qui in senso essenziale, quantunque eo ipso non storico. Non è possibile cominciare la storia, come fa il padre Schmidt, prima della creazione: “poco tempo dopo il principio della ricerca e dello slancio di quegli uomini primitivi”, giunse “una personalità grandiosa e potente” che, in ultima analisi, sembra sia stata l’Essere supremo in persona. L’unico essere capace di parlare con autorità, perché era stato “il solo testimonio degli avvenimenti della creazione”!
Tutti questi ragionamenti sono dettati da una posizione preconcetta, come si vede già nella struttura stessa dei volumi sovraccarichi di fatti. Quanto alle idee storiche che contengono, chiunque potrebbe rilevarle col solo aiuto dei titoli dei capitoli. Infatti il padre Schmidt è maestro nell’arte di dire sempre la stessa cosa con una verbosità estenuante.
Il pregiudizio che domina tutta la stupefacente struttura è una tardizione teologica convenzionale, assai malfondata, alquanto popolare e tutt’altro che biblica. È appunto questa idea preconcetta che permette all’autore di ritrovare presso gli indigeni dell’Australia e delle isole Andamane tutto l’amamentario del catechismo, da Adamo ed Eva fino all’eternità di Dio e alla casualità. Sempre in virtù di questo pregiudizio, l’autore conosce tutta la cronologia dei nostri primi antenati e può affermare come cosa indiscutibile che il naturismo, il manismo e la magia arrivarono molto più tardi, per partecipare alla religione primitiva.
Soltanto il culto dell’antenato (questo concorrente dell’Essere supremo che, del resto, in molti casi è difficilmente separabile da lui) rimane sospettabile di aver leso la purezza di quella religione; fu “la più antica fra le eresie”, quella che già preoccupava la civiltà del boomerang. Tutti gli altri ismi (il padre Schmidt postula sistemi presso l’uomo primitivo, come cosa naturalissima!) sono di data recente. Del resto, il naturismo è soltanto “la personificazione della natura”. E la magia poteva occupare soltanto un posto secondario, perché “lo spirito umano, salvaguardato dalle tante confusioni in cui il pensiero magico è irretito, illuminato dalla luce di una religione superiore... si dedica piuttosto al pensiero razionale e casuale”.
L’ingenuità di questi ragionamenti, poco teologici oltre che poco storici, potrebbe sconcertarci. Ma il padre Schmidt è un erudito di tipo convenzionale, completamente sicuro dell’infallibilità dei suoi ragionamenti e del suo sistema. Ad esempio, parla senza ambagi della “più antica religione comune”, di un “tutto isocrono” che sarebbe esistito “nel tempo più antico che ci sia riuscito raggiungere”. In verità, avremmo ancora potuto obiettare, qualche anno fa, che la Urkultur era composta di numerose civiltà, diverse quanto al tempo ed ai luoghi. Ma oggi “l’ostacolo è superato; le ricerche registrate nel presente volume dell’Ursprung der Gottesidee l’hanno respinto lontano”.
Conclusione di mirabile sicurezza, degna di un quinto Vangelo!"#ARCHEOLOGIA, #FENOMENOLOGIA DELLA "#COSMOTEANDRIA" DELLA #RELIGIONE DELLA "#DOTTA IGNORANZA" (#CUSANO, 1440), ALLA #BOVILLUS (1510).
#COMENASCONOIBAMBINI: ALLA LUCE DELLA SCUOLA PLATONICO-PAOLINA E COSTANTINIANA (#NICEA, 325-2025), SECONDO LA LEZIONE DELLA "#MATEMATICA BIBLICA" DELL’UNO CHE PRODUCE IL DUE, O DELLA #FILOLOGIA E #ANTROPOLOGIA MATEMATICA DEL "LOGOS" (ERACLITEO) E DELLA "#CHARITAS" (TEOCRITEA) DEL #DUE CHE PRODUCE L’UNO?!
STORIA E METASTORIA: "SÀPERE AUDE!" (KANT, 1784). UN "INVITO" A RIPENSARE LA #HAMLETICA QUESTIONE, SUL FILO DELLA "MUSICA" DI HAENDEL ("#MESSIAH", 1741) E DELLA "LETTERATURA" DI JANE AUSTEN ("RAGIONE E SENTIMENTO", 1811). SE NON ORA, QUANDO?! A CHE GIOCO GIOCHIAMO?