Psicoanalisi, Istituzioni e "Strumenti del comunicare" (#Musica, #Cinema e #Televisione):
"Arrapaho" (un film dell’anno 1984).
A voler riflettere sul piano storico-sociologico e antropologico, il film "Arrapaho" mostra di essere (risalendo agli anni #Ottanta del #Novecento) una "mitica" lezione #critica, per indurre non ad addormentarsi nella ormai dominante "#societàdellospettacolo" (#GuyDebord, 1967) ma, al contrario, a svegliar-si e a cercare (napoletanamente) di "re-shakespeare" meglio.
Nel film (cit.), nel "#Dialogo tra Palla Pesante e Capo di Bomba" («- Dimmi, Capo di Bomba, a chi vuoi più bene, a papà o a mammà? - A Pippo Baudo! -Vaffangul!»), è ben "leggibile" una decisiva #analisi della struttura fondamentale della #concezione teologico-politica della stessa tradizione occidentale (dell’#Occidente, e dell’#Oriente - un "#nodogordiano"), quella del #corpomistico del "#Re" della "#Società". Volendo, per meglio orientarsi, è anche un brillante invito a rileggere (proprio sul tema del "#mamma"e del "#papà") l’ "#Amleto" di #Shakespeare e porgere maggiore attenzione al problema del "marcio" presente nello "stato di Danimarca".
Ricordate certamente il racconto del peccato del primo uomo; il serpente non osò rivolgersi all’uomo, ma per ingannarlo si servì della donna. Passando attraverso la creatura più debole conquistò anche la più forte, penetrando nel cuore della donna riportò vittoria su ambedue. [...] in nessuno dei due sessi dobbiamo fare ingiuria al Creatore: la natività del Signore è garanzia per ambedue a sperare nella salvezza. Il sesso maschile è stato onorato nel corpo di Cristo, il sesso femminile è stato onorato nella madre di Cristo. La grazia di Gesù Cristo ha vinto l’astuzia del serpente. [...]" (cfr. Agostino, "Discorso 190").