LETTERATURA (#FISICA GALILEIANA) E #METALETTERATURA ("#METAFISICA" VICHIANA E KANTIANA):
IL "PARADISO DEI GATTI" E LA "STORIA" CHE (NON) SI CONCLUDE SOTTO L’ ALBERO DELLE ARANCE MARCE.
UN SEGNAVIA PER SCIOGLIERE IL #NODO #CARTESIANO DELL’ESSERE SVEGLIO O ADDORMENTATO E AVVIARE LA "#QUARTA NAVIGAZIONE", QUELLA DEL #GALILEO.
Essere, o non essere: «[...] Il Regno dei Gatti ("#Cat #Kingdom") è progettato in modo che tutti i sentieri portino al vecchio albero di arancio. Era già qui quando Erwin Schrödinger nascose il suo famoso gatto in una scatola e il piccolo Albert Einstein fu espulso da scuola per "lotta con i numeri".» (Deimantas S., cit.). Nello "Stato" di "Amleto", e, con #Shakespeare, non si può non riconoscere che questa è la questione.
L’ HAMLETICA "SCATOLA" / "#TRAPPOLA DEL #TOPO" ("#MOUSETRAP") SOLLECITA A UNA PIU’ ATTENTA CURA DEL "#GIARDINO DEI GATTI" (Remedios Varo, "#Paraíso de los gatos", 1955). Questo è il "#punto-chiave" della narrazione e il senso stesso della parola "ubuntu" (memoria della tradizione sudafricana del presidente Nelson #Mandela), una sublime e "subliminale" sollecitazione a svegliarsi dal millenario tragico "letargo" ( #DanteAlighieri, Par. XXXIII, 94), indotto dalla intelligenza ("artificiale", "demiurgica") di un "eccentrico Dio antico" (cit.), e, al contempo, a riprendere la navigazione, e, cambiare vita...
GIAMBATTISTA VICO ED ERWIN SCHRÖDINGER: IL GATTO E’ "VIVO O MORTO"?! CON GALILEO GALILEI, OLTRE L’ASTUZIA DEL "GENIO MALIGNO" E DELLE ANTINOMIE DEL "MENTITORE", OLTRE LA TRAGICA E LETARGICA #COSMOTEANDRIA DEL DEMIURGO (PLATONISMO E PAOLINISMO). Come Vico ha ben capito (metafisicamente, anche rispetto a Galilei), se "la #libido, cioè la facoltà di desiderare, è per ciascuno una propria divinità"("De Antiquissima Italorum Sapientia", VI), è altrettanto vero che, per coloro "che si sforzano di dimostrare a priori Dio", ciò "è tanto quanto fare se stessi Dio di Dio, ossia negare il Dio che cercano" ("De antiquissima...", cit., III).
"THE TIME IS OUT OF JOINT"("#Hamlet", I.5). SHAKESPEARE, a partire dal proprio "presente storico" (dallo "stato di Danimarca"), non riprende dall’immaginario ereditato il filo del "principio" e non lo riporta in luce, con la sua "trappola del topo" ("The Mousetrap"), e non sollecita a portarsi oltre il proprio tempo, un "tempo fuori dai cardini"?! Galileo Galilei: "E chi vuol por termine agli umani ingegni? chi vorrà asserire, già essersi saputo tutto quello che è al mondo di scibile?"(Lettera "A don Benedetto Castelli", 21 dicembre 1613).