I "RAGGI" DI EUCLIDE, IL "SOLE" DI FRANCESCO DI ASSISI, E LE "CANTICHE" DELLA "DIVINA COMMEDIA".
Appunti sul tema *
IL #PUNTO (DELLA #GEOMETRIA PLATONICO-EUCLIDEA). DanteAlighieri, per dire della sua visione di Dio, in "Paradiso", usa l’immagine geometrica del Punto, di "un punto [...] che raggiava lume /acuto sì, che ’l viso ch ’elli affoca / chiuder conviensi per lo forte acume" (Par XXVIII, 16-18) e precisa, con le parole di Beatrice, che «Da quel punto / depende il cielo e tutta la natura» (Par XXVIII, 41-42).
I "RAGGI" DELL’#OTTICA EUCLIDEA. Su questo "Punto", che emette una luce tanto intensa che costringe a chiudere gli occhi per l’insostenibile luminosità dei suoi raggi, a ben ricordare, già all’inizio del primo canto, del "Paradiso", Dante ha detto con chiarezza:
"La gloria di colui che tutto move / per l’universo penetra, e risplende /in una parte più e meno altrove. // Nel ciel che più de la sua luce prende / fu’ io, e vidi cose che ridire/ né sa né può chi di là sù discende;//perché appressando sé al suo disire, /nostro intelletto si profonda tanto, / che dietro la memoria non può ire."(Par. I, 1-9).
L’#UNO DELLA #ARITMETICA EUCLIDEA E LA #TRE-#UNITA’ DI #CACCIAGUIDA (E #DANTE). Ora, se si fa ben attenzione al "punto" che "raggiava", si può ben comprendere a cosa allude Dante con le parole a lui dette dal suo avo Cacciaguida, con "quel ch’è primo, così come raia":
«Benedetto sia tu», fu, «trino e uno, /che nel mio seme se’ tanto cortese!».// E seguì: «Grato e lontano digiuno, /tratto leggendo del magno volume /du’ non si muta mai bianco né bruno, // solvuto hai, figlio, dentro a questo lume / in ch’io ti parlo, mercè di colei /ch’a l’alto volo ti vestì le piume. //Tu credi che a me tuo pensier mei / da quel ch’è primo, così come raia / da l’un, se si conosce, il cinque e ‘l sei" (Par XV, 47-57).
"IL #CANTICODIFRATESOLE". Il "Punto Geometrico" e l’ "Uno Aritmetico", per Dante, dicono dello stesso "Dio" e, per illustrare la sua cosmologia e la sua teologia e la sua antropologia, egli utilizza magistralmente (al di là della tradizione storiografica del suo tempo) nozioni fondamentali non solo della geometria e dell’aritmetica degli "Elementi", ma anche della "Ottica" di Euclide, e, in un modo assolutamente "inedito" ed "eretico", come mostra di saper fare portandosi con l’aiuto di "Beatrice" e di "Virgilio", oltre l’orizzonte di "Enea" e di "Paolo", oltre "il platonismo per il popolo", e, sulla strada di Francesco di Assisi e del suo "Cantico delle creature (Canticum o Laudes Creaturarum), anche noto come Cantico di Frate Sole".