Amico Silagrande, io, purtroppo, non rieco a vedere tutte queste differenze ontologiche tra la nuova e la vecchia giunta. Premesso che non accuso Succurro di mafia né mai lo farò, il mio concetto di rinnovamento politico e amministrativo è il seguente: 1) l’esecutivo rinnovato deve essere integralmente diverso da quello di cui molti hanno rilevato il fallimento; 2) l’esecutivo rinnovato non può essere espressione, nei fatti, d’un vecchio e rovinoso modo d’intendere la politica; 3) l’esecutivo rinnovato deve innovare senza attendere.
Voglio solo ricordarti, senza attribuire colpe a qualcuno e senza stupidi processi in queste righe, che Attilio Mascaro e Aldo Orlando, i quali, per carità, avranno pure i loro meriti da esporre, appartengono alla giunta passata. Vorrei ricordarti che una nuova politica si fonda sul controllo degli atti amministrativi e che, in questo senso, il nuovo esecutivo non ha ancora adottato misure specifiche, non solo bollando la richiesta diffusa d’un difensore civico ma anche presentando un bilancio nebuloso in molte parti e in modo assolutamente anomalo. Riguardo a Mario Oliverio, sarà pure un "comunista italiano", ma se questo significa contraddirsi in base alle opportunità, come fece Diliberto a proposito dei vari interventi militari italiani, sarebbe meglio che si considerasse e indicasse come democristiano democratico. In quel caso, dovremmo vederlo a spasso con Ruini, a predicare l’ortodossia anche nell’azione politica, emulo di Rutelli. Considerami un visionario. Ma anche l’abate di Fiore si giudicava tale. Con la massima cordialità e con limpida stima,
Emiliano Morrone