Giuseppe Onufrio, Greenpeace: «Gli incidenti nucleari? Tagliano i costi, aumentano i rischi»
di Toni Fontana *
Giuseppe Onufrio, direttore delle campagne di Greenpeace, è preoccupato: «Il taglio dei costi è all’origine degli incidenti. È profondamente scorretto dire “tanto siamo circondati”. Un conto è gestire il passaggio di una nube, un conto evacuare popolazioni, noi importiamo energia nucleare dalla Francia, ed esportiamo rischi».
Perché si susseguono gli incidenti in Francia?
«Il susseguirsi di incidenti di piccola e media entità, in Francia come in Spagna, è anche un segno di invecchiamento dei reattori e degli impianti nucleari. Come tutte le macchine, più i reattori invecchiano e più è alta la probabilità di guasti e rotture. Nel penultimo incidente a Tricastin, l’origine era stata individuata in una tubatura da tempo in cattive condizioni. Il taglio dei costi è all’origine di altri incidenti, da quello di Tokai-Mura, con 3 operai morti anche perché non sufficientemente addestrati, all’incidente che, nel 2005, ha portato alla chiusura dell’impianto di riprocessamento di Sellafield nel Regno Unito. Anche in quel caso per la rottura di una tubatura».
Si tagliano le spese e si accrescono i rischi..
«L’energia nucleare è un’opzione rischiosa e molto costosa: e tagliare i costi produce un aumento ulteriore dei rischi. Noi importiamo energia nucleare dalla Francia, ed esportiamo rischi. È profondamente scorretto sostenere che siamo circondati dai reattori e quindi... C’è un principio della “radio-protezione”: più il pericolo è lontano e meno dosi si hanno. L’Italia ha un sistema di allerta abbastanza moderno, ma un conto è gestire il passaggio di una nube, un conto evacuare una parte della popolazione. Il problema è: quali sono i rischi e non se ci sono rischi».
* l’Unità, Pubblicato il: 24.07.08, Modificato il: 24.07.08 alle ore 10.26