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Galullo, libera nos

Sul ring antimafia botte da orbi tra Calasanzio Borsellino e Fondazione Caponnetto, Casa della Legalità e don Ciotti: cui prodest?

giovedì 4 dicembre 2008 di Emiliano Morrone
Dal blog di Roberto Galullo
Questo è un post - lo metto subito in chiaro - che non avrei mai voluto scrivere. E dico subito il motivo: segna due punti a favore delle mafie. Due a zero e palla al centro nel momento in cui la repressione dello Stato mette a segno colpi importanti. La prevenzione, ahimè, invece si divide.
Un “uno-due” sul ring dell’antimafia terrificante che - sono certo - farà godere come pazzi coloro i quali soffiano sul fuoco delle divisioni interne dei tanti (...)

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> Sul ring antimafia botte da orbi tra Calasanzio Borsellino e Fondazione Caponnetto, Casa della Legalità e don Ciotti: cui prodest?

sabato 24 ottobre 2009
Hai ragione, che tristezza...quando io mi affacciai con la mia piccola associazione Sconfiggiamo la mafia, nel 2005, venni subito invitato da Christian e Simonetta a Genova. Due persone stupende, veramente superimpegnate e che quotidianamente si scontravano con la ndrangheta presente nel loro quartiere (famiglia Mamone) ma anche con la connivenza dell’ARCI che pretendeva che mettessero in quella sede (che era anche circolo ARCI) le slot machines truccate o chiudessero gli occhi quando qualche delinquente del posto andava a spacciare droga. Sono cose che ho visto coi miei occhi, veramente... Dopo qualche tempo partecipai al Vertice Antimafia a Campi Bisenzio organizzato dalla Fondazione Antonino Caponnetto, grazie anche all’amicizia creatasi con Salvatore CAlleri e nonna Betta. Conobbi lài veri monumenti della lotta alla mafia, da Pietro Grasso a Giuseppe Lumia, a Giovanni Impastato, reincontrai il mio vecchio amico Alfredo Galasso. Già perchè il mio impegno contro la mafia non era nato allora ma c’era già nel 1992, dopo i tremendi assassinii di Falcone e Borsellino e delle loro scorte. Facevo parte allora dell’Osservatorio Pugliese contro la Criminalità presieduto da Leandro Limoccia, già proprio Leandro...uno dei fondatori di Libera che allora era solo Gruppo Abele. Prima ancora, ero solo un ragazzino, ma, per la mia amicizia con don Ciccio Savino di Bitonto partecipai in prima persona alla nascita della Fondazione contro l’Usura "Ss. Medici" con don Ciotti e il prof. Gaetano Veneto. Quindi, dopo i primi passi a Campi Bisenzio, dove conobbi anche Adriana Musella, e a Genova, con la mia piccola associazione con sede a Curno, chiesi l’affiliazione a Libera...fiducioso di ottenerla... Ma mi giunse via fax la risposta negativa perché ero poco affidabile. Da allora sono cominciati strani episodi di boicottaggio delle mie piccole iniziative. Niente partecipazione alla Carovana Antimafia, niente invito alle iniziative nella bergamasca ecc.ecc. Mi trovai quindi in una situazione di forte contrasto con l’elefantiasi burocratica di Libera. Ne parlavo spesso con Christian, con Salvatore, con Adriana, con Angela Napoli ecc.ecc. Anche un progetto di creare una Rete Antimafia Lombarda, che era già a buon punto, crollò per la voglia di egemonia di uno degli iscritti che era anche un dirigente di Libera. Dico tutto questo perché me lo aspettavo questo scontro così forte, e voglio dire che l’antimafia di nonna Betta e della Casa della Legalità non è antimafia a parole, ma vi sono fatti concreti anche da parte loro. Io ho sempre pensato che all’interno del mondo dell’antimafia non vi dovessero essere i professionisti e i dilettanti, ma una grande famiglia in cui la collaborazione e lo scambio di informazioni e iniziative dovesse essere quotidiano e senza remore, invece così non è. Una volta, parlando con Giovanni Impastato, mi trovai a dire che Libera era la "mafia" della lotta alla mafia, era un’espressione infelice perché anche Libera ha enormi meriti, ma rendeva molto l’idea della mia esperienza personale...che ha portato quasi a distruggere un piccolo pesce come ero io...che volevo solo dare il mio contributo attraverso l’informazione e l’insegnamento della legalità. Contributo che, però, ha dato fastidio alla delinquenza, visto che solo un mese fa qualcuno si è divertito a lanciarmi un petardo contro gli occhi e due mesi fa qualcun altro ha "avvertito" mia madre che dovevo lasciar stare la lotta alla mafia se ci tenevo ai miei figli. Grazie, Ettore Lomaglio Silvestri presidente Associazione culturale Sconfiggiamo la Mafia

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