Grecia, in sei mila ai funerali. Scontri anche fuori dal cimitero *
Seimila persone hanno dato l’ultimo saluto ad Alexis Grigoropoulos, il sedicenne ucciso dalla polizia greca durante una manifestazione. Ma nemmeno fuori dal cimitero di Paleo Faliro, la guerriglia urbana che va avanti da giorni si è fermata. Centinaia di giovani indignati per la barbarie della polizia si sono scontrati con gli agenti: da una parte si usano sassi e spranghe, dall’altra lacrimogeni e manganelli.
Secondo le autorità greche, il bilancio della sommossa è «catastrofico»: «I danni sono incalcolabili - dice il vicesindaco di Atene - è una catastrofe. Il comune ha dispiegato fin dall’alba di oggi tutti i servizi di pulizia per rendere accessibili le grandi strade del centro città. Temiamo - ha concluso - per l’immagine turistica di Atene». Secondo i vigili del fuoco, solo nella capitale, ci sarebbero 49 palazzi d’uffici devastati, oltre a 47 negozi, 14 filiali bancarie, 20 automobili e 3 uffici ministeriali. Ma al conto bisogna aggiungere le perdite in termini commerciali dei negozi nella stagione natalizia. Si annunciano le prime misure: il Comune della capitale offre un anno di esenzione dalle tasse locali per le attività colpite e la Banca Nazionale di Grecia offre un anno di sospensione dei pagamenti delle rate del mutuo, nonché condizioni vantaggiose per i prestiti per le riparazioni.
Ma nel frattempo infiamma anche la polemica politica: i sindacati greci hanno respinto l’appello del premier Costas Karamanlis ad annullare la manifestazione di massa convocata per mercoledì. «La nostra risposta è che lo sciopero e il corteo si svolgeranno come previsto», ha dichiarato Stathis Anestis, portavoce della più grande confederazione del Paese, la Gsee. Infine, il leader dell’opposizione socialista greca, Georges Papandréou, ha chiesto le dimissioni del governo e il «ricorso al verdetto popolare».
* l’Unità, 09 Dic 2008