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TERREMOTO E ATTACCO FINALE ALLA COSTITUZIONE. A FURIA DI "FORZA ITALIA", L’ITALIA INTERA MESSA A REGIME SOTTO IL TENDONE AZZURRO DEL "POPOLO DELLA LIBERTA’" ...

ANNOZERO, REPORT, E INFORMAZIONE. Il commento di Michele Serra: "Guai alla tv che rema contro"!!! - a cura di pfls

giovedì 16 aprile 2009 di Federico La Sala
[...] Quanto alla vignetta di Vauro trattata da casus belli e ridicolmente accusata di mancanza di "pietà per le vittime", varrebbe il concetto di cui sopra: qualora la si ritenga di cattivo gusto, da quando il cattivo gusto è oggetto di censura? E quelli che, al contrario, affidano la "pietà per le vittime" a ben altri canali, magari privati, e apprezzano la ruvida intelligenza e la lunga coerenza professionale di Vauro, dovrebbero forse ingoiare il boccone della censura nel nome di una (...)

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> ANNOZERO, REPORT, E INFORMAZIONE. ---- Annozero sotto attacco, Santoro replica e tornano le vignette di Vauro (di Andrea Carugati).

venerdì 17 aprile 2009

Annozero sotto attacco, Santoro replica e tornano le vignette di Vauro

di Andrea Carugati *

Michele Santoro non fa passi indietro. Niente riparazioni, niente scuse. Ma una sfida aperta contro Silvio Berlusconi e contro tutti i critici del suo Annozero. Con Marco Travaglio mette in scena un tandem che strapazza centrodestra e giornali “allineati”. Un incipit molto forte, per la puntata di ieri sera. Che ricorda quando cantò Bella Ciao in diretta, pochi giorni dopo l’editto bulgaro del 2002. Esordisce ringraziando i colleghi che hanno solidarizzato con lui, a partire dal sindacato dei giornalisti e da quello del Tg2. C’è anche il tempo di uno scambio di cortesie con Guido Bertolaso: il capo della protezione civile infatti ha ringraziato tutti i media, compreso Santoro, per i servizi sul terremoto. E il conduttore l’ha ricambiato in diretta: “Non abbiamo mai messo in dubbio l’efficacia dei soccorsi”.

Poi parte con un monologo nella forma di una “lettera aperta” ai lettori del Giornale di casa Berlusconi: “Poveretti, ogni giorno vi trovate 4-5 pagine su di me. Lo so, Berlusconi ci divide ma io vi adoro, faccio sforzi per capirvi, anche se a volte non vi capisco. Il vostro Giornale si è battuto come un leone per la pubblicazione delle vignette su Maometto, anche se c’era il rischio di offendere l’Islam. Anche Fini disse che non pubblicarle sarebbe stato un gesto di intolleranza. Ora quel fronte si scioglie e se la prende con Annozero e col nostro Vauro. Ma è un errore dal punto di vista televisivo”. Santoro sfida il dg Masi e rassicura il suo vignettista: “Vauro e Annozero sono inseparabili, adesso è in vacanza in Russia ma la prossima settimana torna di sicuro”. E infatti poco dopo Francesca Fornario, autrice di satira, mostra in studio nuove vignette dell’epurato Vauro sulla via crucis del precario (che fa subito infuriare Volontè dell’Udc, che accusa Vauro di “blasfemia”).

Santoro prosegue: “Date retta a Fede, anche se è un po’ vecchiotto: Berlusconi per vincere ha bisogno di Santoro. Noi siamo il Tg4 fatto bene, dunque lasciateci continuare a vivere e a lavorare. Berlusconi vincerà e tutti vivremo felici e contenti”. Stoccate anche per il critico tv del Corriere Aldo Grasso: “Parla di tv come Vespa parla di cavalli”. Poi tocca a Travaglio, che legge alcuni articoli del Giornale del 1997, ai tempi del terremoto in Umbria: critiche durissime a governo e protezione civile, ironie sulle lacrime di Prodi ai funerali. Poi legge alcuni articoli sul terremoto abruzzese pubblicati da Stampa e Giornale, col tono di voce da Istituto Luce: elogi a Berlusconi, ”uomo del fare”, a Letta e a Bertolaso “il vero uomo della Provvidenza”. Infine, un brano sul ruolo dell’opposizione “che deve collaborare”: è un discorso di Mussolini del 1924, ma assomiglia alle parole di un altro premier.

La Fornario ha poi improvvisato una telefonata con Vauro, in cui ha strapazzato Berlusconi (“Dopo le sue battute sull’Olocausto nessuno l’ha sospeso. E poi quella volta che ha finto di sparare a una giornalista russa...”) e il dg Masi: “Ha detto che saranno proibite tutte le battute che non capisce, tranne quelle sul fantasma formaggino”. A Sabina Guzzanti tocca la chiusura: vestita da magistrato, con tanto di toga, inscena un processo contro Vauro a nome del “governo Mediaset” in cui, in realtà, prende di mira Berlusconi e le sue tv, “che hanno insegnato agli italiani a stare zitti”. “Propongo di condannare Vauro per turbativa della commozione, e per conflitto di interessi: si permette giudicare chi ha un reddito molto più alto del suo e non capisce che è nel suo interesse farsi gli affari suoi...”.

Intanto in studio sono scintille tra Niccolò Ghedini, avvocato del premier e parlamentare Pdl, e Antonio Di Pietro sul piano casa. E Santoro torna ancora sul caso Vauro, con una intervista all’arcivescovo dell’Aquila Giuseppe Molinari, che aveva contestato un’altra vignetta di Vauro, quella con Berlusconi sulle rovine della città che annuncia la new town vestito da imperatore. “Vauro sospeso? Non è colpa mia, ma non è tra i poveracci che non trovano niente da fare...”, dice il prelato. Commenta Santoro sarcastico: “Caro direttore generale, abbiamo sbagliato vignetta, l’arcivescovo si è indignato per quella su Berlusconi e ci ha fatto capire qual è il grave errore che abbiamo compiuto”. Ghedini a quel punto fa una mossa a sorpresa: “A me non sono piaciute le vignette, ma Vauro non doveva essere sospeso”. Poco prima aveva difeso Gianni Letta dalle ironie di Travaglio: “Sbagliato ridicolizzare Gianni Letta, io lo conosco, è un uomo straordinario”. Fair play dall’avvocato di Berlusconi. Ma dal centrodestra, che aveva mandato segnali di avvertimento a Santoro per tutta la giornata, arriva a caldo il giudizio secco di Daniele Capezzone: “Da lui e Travaglio squallidi comizietti, siamo all’uso privato del servizio pubblico”.

Intanto, dopo l’annuncio di un’apertura di inchiesta interna per "Report" e la sospensione di Vauro dalla trasmissione di Santoro, "Annozero", la nuova preoccupazione che è circolata in Rai, e nello specifico nella redazione di Fabio Fazio di "Che tempo che fa", ha riguardato il possibile annullamento di una puntata speciale per i 100 anni del Nobel Rita Levi Montalcini .

Loris Mazzetti, curatore del programma, aveva annunciato all’associazione Articolo 21 di aver ricevuto una comunicazione informale che avrebbe bloccato la partecipazione della scienziata alla puntata del 26 aprile. Ma la notizia sarebbe stata veramente troppo grossa: così è giunta una tardiva nota in cui la Rai faceva marcia indietro: «Nessuno stop a Rita Levi Montalcini né a "Che tempo che fa", né in nessuna altra trasmissione della Rai», ha fatto sapere Mauro Masi, direttore generale di Viale Mazzini, secondo il quale la presenza dell’illustre scienziata negli studi della radiotelevisione pubblica è sempre un onore.

Eppure, forse qualcosa era accaduto. Altrimenti Mazzetti non avrebbe detto: «C’è una cosa che in questi giorni ci lascia un po’ perplessi: circa un mese e mezzo fa avevamo annunciato alla rete di voler festeggiare in trasmissione i cento anni di Rita Levi Montalcini. In un primo momento avevamo ricevuto il benestare: del resto la signora Montalcini, prima di essere senatrice a vita, è soprattutto un’intellettuale e una donna di scienza... ieri invece, ci è stato comunicato in maniera informale che la cosa non era più possibile. Adesso attendiamo una lettera ufficiale e le motivazioni...».

* l’Unità, 16 aprile 2009


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