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USCIRE DALLO STATO DI MINORITA’. LA VITA E LA LIBERTA’ RENDONO POSSIBILI LA STORIA DEL PRESENTE E LA STORIOGRAFIA DEL PASSATO, NON VICEVERSA - LA MORTE E LA DITTATURA ....

QUANDO I MORTI DOMINANO I VIVI E SOFFOCANO LO SPIRITO DELLA LIBERAZIONE E DELLA COSTITUZIONE. Il "25 aprile" e la trappola della "memoria condivisa". Una nota di Walter Barberis - a cura di Federico La Sala

Chi ha combattuto per regimi totalitari, in Italia come in Ungheria, in Argentina come in Cambogia, merita una riflessione, talvolta comprensione, ma non una postuma assoluzione.
domenica 4 novembre 2012 di Federico La Sala
[...] Si deve intendere il termine memoria come metafora di qualcos’altro. Ovvero come il terreno su cui far germogliare un processo di riconciliazione nazionale, cioè quell’accordo fra visuali diverse e distanti che permetterebbe di mettere alle spalle il passato: con la concessione ai «vinti» di qualche risarcimento morale e di un conseguente restauro di immagine, e con la richiesta ai «vincitori» di una qualche forma di abiura e di cessione valoriale. Si potrebbe discutere (...)

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> QUANDO I MORTI DOMINANO I VIVI E SOFFOCANO LO SPIRITO DELLA LIBERAZIONE E DELLA COSTITUZIONE. --- Una grave omissione di atti d’ufficio.Crimine organizzato e saluto fascista (di Furio Colombo).

giovedì 8 novembre 2012

Crimine organizzato e saluto fascista

risponde Furio Colombo (il Fatto, 8.11.2012)

LA MAFIA è un reato e chi venisse in piazza a celebrare la mafia sarebbe prontamente fermato. Perché invece il fascismo viene scambiato con un ideale, tollerato e permesso con il compiacimento dei buoni verso i credenti? Ettore

SE IL LETTORE si riferisce a ciò che è accaduto ai funerali di Pino Rauti, ha ragione. L’assenza di forza pubblica e di cancellazione immediata dell’evento militare e fascista è non solo riprovevole ma, dal punto di vista delle leggi italiane, certamente colpevole. La cacciata di Fini è una brutta pagina, ma riguarda la vita interna (e squallida) di certi gruppi (pensate alle grida di “fuori, fuori, va in sinagoga!”). Invece è incomprensibile che si possa procedere a tutti i macabri riti del fascismo, uno dei regimi più assassini che abbiano attraversato la storia e governato non solo l’Italia ma, assieme al nazismo, mezza Europa, senza che vi sia stato intervento, identificazione di tutti, arresto dei responsabili.

Dobbiamo sapere chi sono coloro che salutano i loro morti con lo stesso saluto e le stesse grida che hanno salutato via Tasso, le Fosse Ardeatine, le stragi nei Balcani, le razzie di cittadini italiani ebrei, il gas asfissiante in Africa, i massacri in Libia. C’è sempre il rischio, a Roma, che accedano a qualche incarico pubblico. Non sarebbe giusto cavarsela parlando di una comprensibile amnesia dopo tanti decenni. Questa è gente che ha continuato a vivere nel fascismo come i mafiosi nella mafia, dopo che è stato processato e condannato dalla Storia come un delitto grave con una potente vocazione a uccidere.

Da Gramsci a Gobetti, da Matteotti ai fratelli Rosselli, tutta la storia italiana dell’altro secolo è testimonianza di delitti repellenti che hanno arrecato all’Italia sofferenze e danni immensi. Impossibile trasformare in uno scherzo il comportamento che le televisioni (con encomiabile accuratezza) ci hanno fatto vedere nel giorno di quel funerale.

La figura di Rauti qui non conta come rispettabile defunto, ma come non rispettabile leader fascista che ha tenuto in vita, anche dal punto di vista organizzativo, gente come quella che è andata a tributargli onore. Quando senti dare ordini perentori e obbediti con linguaggio militare (“attenti!”, “riposo!”) e l’uso deliberatamente ripetuto della parola “camerati” non potete far finta di non vedere che siete in presenza di un reato che evoca, celebra e raccomanda un delitto. Il delitto è enorme, perciò il reato deve essere perseguito. Se non lo è, c’è una grave omissione di atti d’ufficio.


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