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USCIRE DALLO STATO DI MINORITA’. LA VITA E LA LIBERTA’ RENDONO POSSIBILI LA STORIA DEL PRESENTE E LA STORIOGRAFIA DEL PASSATO, NON VICEVERSA - LA MORTE E LA DITTATURA ....

QUANDO I MORTI DOMINANO I VIVI E SOFFOCANO LO SPIRITO DELLA LIBERAZIONE E DELLA COSTITUZIONE. Il "25 aprile" e la trappola della "memoria condivisa". Una nota di Walter Barberis - a cura di Federico La Sala

Chi ha combattuto per regimi totalitari, in Italia come in Ungheria, in Argentina come in Cambogia, merita una riflessione, talvolta comprensione, ma non una postuma assoluzione.
domenica 4 novembre 2012 di Federico La Sala
[...] Si deve intendere il termine memoria come metafora di qualcos’altro. Ovvero come il terreno su cui far germogliare un processo di riconciliazione nazionale, cioè quell’accordo fra visuali diverse e distanti che permetterebbe di mettere alle spalle il passato: con la concessione ai «vinti» di qualche risarcimento morale e di un conseguente restauro di immagine, e con la richiesta ai «vincitori» di una qualche forma di abiura e di cessione valoriale. Si potrebbe discutere (...)

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> QUANDO I MORTI DOMINANO I VIVI E SOFFOCANO LO SPIRITO DELLA LIBERAZIONE E DELLA COSTITUZIONE. --- "Il 25 aprile è una data incancellabile da cui nacque l’Italia libera e democratica". Napolitano: "Ideali validi per tutti".

venerdì 24 aprile 2009

Alla vigilia del 25 aprile torna a farsi sentire il capo dello Stato La Russa: "Ricorrenza condivisa". Maroni: "Data incancellabile"

-  Napolitano: "Ideali validi per tutti"
-  La fondazione di Fini: "Partigiani patrioti"

ROMA - "Il 25 aprile è una data incancellabile da cui nacque l’Italia libera e democratica". Alla vigilia della festa della Liberazione, la netta presa di posizione del capo dello Stato sembra aver fatto affetto. Dopo giorni di distinguo, di partigiani "buoni e cattivi", le voci che arrivano dalla maggioranza sembrano parlare un linguaggio simili a quello di Giorgio Napolitano. Che oggi torna a levare la sua voce.

E così il ministro dell’Interno Bobo Maroni parla di "data incancellabile" e perfino il ministro della Difesa Ignazio La Russa la definisce "una ricorrenza condivisa". "Sul 25 aprile niente equivoci: il Pdl lo celebra sta dalla parte dei valori dell’antifascismo e della resistenza" taglia corto il ministro Gianfranco Rotondi. Fino ad arrivare a FareFuturo, la fondazione di Gianfranco Fini, che si spinge oltre: "Forse è arrivato il momento se, anche da destra, soprattutto da destra, si comincia a pensare, con convinzione, senza infingimenti, che i partigiani sono stati buoni italiani. Che la resistenza è stata roba di patrioti. E non di traditori.

E Napolitano, anche oggi, torna a parlare. Ribandendo che il messaggio della Resistenza "vive nella Costituzione", ammonendo " a non ripetere gli errori del passato" e spiegando come possano riconoscersi "nell’eredità spirituale e morale della Resistenza, che vive nella Costituzione, anche quanti vissero diversamente gli anni 1943-1945, quanti ne hanno una diversa memoria per esperienza personale o per giudizi acquisiti".

In quella Carta dice il presidente della Repubblica, si possono riconoscere anche quanti non parteciparono alla liberazione dell’Italia dal nazifascismo. Ma quei principi accettano come validi e indiscutibili.

Infine arriva la conferma che Silvio Berlusconi commemorerà domani il 25 aprile prima a Roma, dove deporrà, insieme al Capo dello Stato Giorgio Napolitano, la corona d’alloro in omaggio al milite ignoto, all’Altare della Patria; poi, si recherà ad Onna, in Abruzzo.

* la Repubblica, 24 aprile 2009


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