STORIA E LETTERATURA E FILOSOFIA. [CON "ANTIGONE", A PARIGI, NEL CIMITERO DELLA “MADELEINE”, ALLA RICERCA DELLA “DONNA PERDUTA”] *
ALCUNI APPUNTI SUL PROBLEMATICO “NODO GORDIANO” CHE LEGA INDIVIDUO E SOCIETA:
ANTROPOLOGIA (CRISTOLOGIA), FILOLOGIA, “EROS E CIVILTÀ”: PER NON NAUFRAGARE, NON PERDERE LA BUSSOLA DELLA “ODISSEA”, DI PENELOPE E DI ULISSE, E RIPRENDERE CON DANTE ALIGHIERI IL CAMMINO...
PER ASCOLTARE IL SUONO DI ALLARME PLANETARIO (NICEA, 325-2025) E IL CANTO DELLE SIRENE E RESISTERE ALL’ ASSALTO DEI PROCI, NON TRADIRE E NON DIMENTICARE IL PATTO, IL “NODO DI GORDIO” CON LA PROPRIA STESSA ANIMA!
POESIA E #ARCHEOLOGIA FILOSOFICA: IL “RICORDO” DI OMERO E I “PRINCIPI DI UNA SCIENZA NUOVA” (GIAMBATTISTA VICO, 1725/2025).
“LA SIRENA NON SEMPRE NUOCE” (NAPOLI, XVI). NELL’ISOLA DEI FEACI, ad Alcìnoo e alla sua intera comunità, Ulisse così ridice del consiglio e delle raccomandazioni della cosiddetta “maga” Circe, per “seguire virtute e canoscenza” (Dante, Inf. XXVI) :
P. S. -ANTROPOLOGIA, PSICOANALISI, E DIRITTO (COSTITUZIONE): UN SEGNAVIA CARICO DI FUTURO DI EVA CANTARELLA (A SUO OMAGGIO E ONORE), PER UN AUGURABILE PASSO DELLA INTERA UMANITA’, OLTRE LA TRAGICA OPPOSIZIONE DI “ANTIGONE” E ” CREONTE”.
Se è vero, come riconosce Sigmund Freud nel 1909 (nell’affrontare il caso dell’«uomo dei topi»), che “un gran progresso della civiltà si compì il giorno in cui l’uomo decise di avvalersi, accanto alla testimonianza dei sensi, della deduzione logica e di passare dal matriarcato al patriarcato”, è altrettanto vero, come aveva già pensato e anticipato Bachofen nel 1861 (nell’anno stesso della Proclamazione del Regno d’Italia e del primo anniversario dell’Unità d’Italia, come da sottolineatura di Eva Cantarella), che, “[...] svincolandosi da ogni zavorra o mistura materiale, il diritto diventa amore. Proprio l’amore è il diritto supremo, la legge più alta” (J. J. Bachofen, “Il matriarcato. Ricerca sulla ginecocrazia nel mondo antico nei suoi aspetti religiosi e giuridici”). Come già quella di Dante, ritrovata la “diritta via” con l’aiuto della figura materna (“Beatrice”) e della figura paterna (“Virgilio”), la base e la sorgente dello stesso viver civile (“non viver come bruti” e “seguire virtute e canoscenza”): è “l’amor che move il sole e le altre stelle” (Par. XXXIII, 145).
P. S. 2 - ARCHEOLOGIA, ANTROPOLOGIA, E DIRITTO: A PARIGI, NEL CIMITERO DELLA “MADELEINE”, ALLA RICERCA DELLA “DONNA PERDUTA”, CON PROUST, BENJAMIN, E MICHELANGELO. Alcuni materiali sul tema:
a) PER LA PACE PERPETUA. ALLA RICERCA DEL TEMPO PERDUTO.... MICHELANGELO, PER UN RITRATTO A PROUST: UNA ILLUMINANTE INDICAZIONE DI WALTER BENJAMIN. + b) “IL CIMITERO DELLA MADELEINE (cimetière de la Madeleine, cimitero della Maddalena) è stato un cimitero parrocchiale dell’attuale VIII arrondissement di Parigi, costruito e demolito nel XVIII secolo. In occasione della Rivoluzione francese venne ampiamente utilizzato per la sepoltura di chi era giustiziato mediante ghigliottina (...)”.
c) MEMORIA DI OLYMPE DE GOUGES. “Olympe de Gouges, pseudonimo di Marie Gouze (Montauban, 7 maggio 1748 - Parigi, 3 novembre 1793), è stata una drammaturga e attivista francese che visse durante la rivoluzione francese. I suoi scritti femministi e abolizionisti ebbero grande risonanza. [...] Condotta in tribunale il mattino del 2 novembre, appena 48 ore dopo l’esecuzione dei suoi amici girondini, viene condannata a morte sulla ghigliottina. [...] La sua ultima lettera (datata novembre 1793) è per suo figlio, l’aiutante generale Aubry de Gouges, che la disconobbe per paura di essere inquisito, e a cui la madre scrive: “Muoio, mio caro figlio, vittima della mia idolatria per la madrepatria e per il popolo. Sotto la maschera speciosa del repubblicanesimo, i suoi nemici mi hanno portato senza rimorsi al patibolo”. Nella sua Dichiarazione dei Diritti della #Donna, ribadisce un’ultima volta: “Come la donna ha il diritto di salire sul patibolo, deve avere altresì il diritto di salire alle più alte cariche”. [...] Olympe de Gouges viene sepolta presso il Cimitero della Madeleine, a Parigi.”.
d) MEMORIA DI MARIA MADDALENA NELLA CHIESA CATTOLICA. “SANTA MARIA MADDALENA: La festa liturgica di Maria Maddalena è stata stabilita il 3 giugno 2016 da papa Francesco, durante il Giubileo della Misericordia. Riportiamo parte del decreto: “La decisione si iscrive nell’attuale contesto ecclesiale, che domanda di riflettere più profondamente sulla dignità della donna, la nuova evangelizzazione e la grandezza del mistero della misericordia divina.[...] Il Santo Padre Francesco ha preso questa decisione proprio nel contesto del Giubileo della Misericordia per significare la rilevanza di questa donna che mostrò un grande amore a Cristo e fu da Cristo tanto amata...E’ certo che la tradizione ecclesiale in Occidente, soprattutto dopo San Gregorio Magno, identifica nella stessa persona Maria di Magdala, la donna che versò profumo nella casa di Simone, il fariseo, e la sorella di Lazzaro e Marta. Questa interpretazione continuò ed ebbe influsso negli autori ecclesiastici occidentali, nell’arte cristiana e nei testi liturgici relativi alla Santa [...]” (cit.).
e) GIAMBATTISTA VICO, NEWTON E I “PRINCIPI DELLA SCIENZA NUOVA” (1725-2025): “[...] Dopo tre secoli dalla pubblicazione della prima “Scienza Nuova” (quella del 1725 ), nei confronti di Colui che ha osato disubbidire alle “Leggi” della “Repubblica” di Platone e riammettere a pieno titolo, nello Stato, Omero, i “poeti”, e restituire alle donne tutta loro dignità, la rimozione continua: la cecità dei nipotini di Platone (come di Cartesio, Hegel, e Heidegger), i sacerdoti della casta atea e devota, è totale!
Di fronte all’impresa e alla “dipintura” della Scienza Nuova perdono subito (e ancora) la loro ‘magistrale’ lucidità e ripiombano nella notte della loro “barbarie della riflessione”!
Persa la Memoria delle Muse, delle Grazie (“Charites”), e della Grazia (“Charis”), e delle Dee come delle Sibille, non sanno più cogliere nemmeno la differenza tra Mosè e il Faraone, tra Gesù e Costantino, tra l’amore e la carità dell’uno (“charitas”) e la “carestia” e l’elemosina dell’altro (“caritas”)! [...]” (cfr. GIAMBATTISTA VICO: OMERO, LE DONNE, E I “NIPOTINI” DI PLATONE).
*