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EVANGELO, COSTITUZIONE, E REGIME AF-FARAONICO (ATEO E DEVOTO) DI "MAMMASANTISSIMA" ....

FUTURO, LIBERTA’, E LEGALITA’!!! IN ITALIA ORMAI GOVERNA IL MALAFFARE E L’INTIMIDAZIONE: REGIME DA COLPO DI STATO - DENUNCIA DEL CENTRO STUDI TEOLOGICI di MILANO

La Chiesa del Vaticano è diventata l’ombra di se stessa, priva di parola e di voce per denunziare alcunchè in un deserto desolante e generale della vita pubblica (...)
lunedì 2 agosto 2010 di Federico La Sala
[...] Il degrado universale, sia culturale che politico, cui è stato portato l’intero Paese nell’ultimo decennio è ormai sotto gli occhi di tutti!
Confidiamo e speriamo che l’uscita del Presidente della Camera Gianfranco Fini da questa triste compagine di governo, dopo mesi di estenuante battaglia per riportare in Italia un po’ di senso delle istituzioni e di democrazia europea, non sia vano ma porti frutti di legalità ed onestà di cui tutti abbiamo urgente bisogno.
Chi invece persevera (...)

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> FUTURO, LIBERTA’, E LEGALITA’!!! ---- DOPO L’ORGIA DI BERLUSCONISMO, L’ITALIA (E LA CHIESA!!!) SENZA CLASSE DIRIGENTE. L’ACCUSA DELLA CEI (d Giacomo Galeazzi).

lunedì 2 agosto 2010

EQUIVOCATO O EQUIVOCO? BENEDETTO XVI O BERLUSCONI, NESSUNO COMPRERA’ LE NOSTRE PAROLE

-  L’IDEOLOGIA CATTOLICO-FASCISTA DEL MAESTRO UNICO E L’ART. 7 DELLA COSTITUZIONE, UN BUCO NERO CHE DISTRUGGE L’ITALIA E LA STESSA CHIESA CATTOLICA.
-  Per un ri-orientamento teologico-politico


La Cei accusa: “Italia senza classe dirigente”

di Giacomo Galeazzi (La Stampa, 1° agosto 2010)

«La nazione manca di una visione. In un momento drammatico l’Italia è senza classe dirigente». Nell’episcopato nazionale e nella Curia romana c’è piena concordanza nel ritenere che non sia affatto casuale la tempistica del duro monito lanciato alla politica dai vescovi italiani attraverso Radio Vaticana. Mentre infuria lo scontro tra Berlusconi e Fini, la Cei anticipa in piena estate all’emittente della Santa Sede i contenuti del documento per le "Settimane sociali" in programma a Reggio Calabria a metà ottobre.

«L’Italia sta vivendo in questo periodo una fase delicata dal punto di vista politico, economico e sociale ma è un Paese senza classe dirigente, senza persone che per il ruolo politico, imprenditoriale, di cultura, sappiano offrire alla nazione una visione, degli obiettivi condivisi e condivisibili», denuncia Edoardo Patriarca, segretario del comitato scientifico e organizzatore degli Stati generali dei cattolici italiani. In pratica, gli strali piombano sulla scena politica direttamente dalla "cabina di regia sociale" della Chiesa italiana, ossia dall’organismo direttivo presieduto dal vescovo bertoniano Arrigo Miglio. Parole pesanti come pietre: «Il Paese attraversa un passaggio difficile in cui però la politica non svolge la funzione che le dovrebbe competere, cioè tentare di dare una visione con obiettivi di medio e lungo termine».

Per la Cei la politica è inadeguata a rappresentare una realtà sociale che «nei territori ha tante persone vive, capaci di tentare impresa» e che «ha tanto buon associazionismo, professionisti validi». Dunque, «mancano soggetti che abbiano la capacità di orientare, che si assumano la responsabilità di costruire percorsi nuovi di speranza». Perciò i vescovi indicano il «bisogno di riprendere a crescere, economicamente ma anche moralmente da un punto di vista educativo».

Da qui la prospettiva di un maggiore impegno diretto del laicato cattolico nella vita pubblica a favore dell’interesse collettivo. Nell’attuale vuoto di classe dirigente, infatti, i vescovi ripartono «dall’appello di don Sturzo per i Liberi e i Forti» del 1919. «Noi cattolici crediamo che questa responsabilità ce la dobbiamo assumere, altrimenti rischiamo non solo di essere irrilevanti ma di compiere un peccato di omissione verso il bene comune», precisa Patriarca, perciò i credenti «la smettano di lamentarsi della Chiesa, dei vescovi e inizino ad assumersi in prima persona il rischio della responsabilità», altrimenti «sarebbe un gesto molto grave verso il bene comune e la carità cristiana».

Getta acqua sul fuoco il portavoce Cei, Domenico Pompili: «Sono considerazioni elaborate da tempo in vista delle Settimane Sociali e non vanno automaticamente collegate alle odierne vicende politiche». Anche perché il comitato organizzatore è un’entità dotata di una sua autonomia rispetto alla Conferenza episcopale. L’epicentro della crisi però è il Pdl, accusato di «arroganza» da "Avvenire". Anche il quotidiano della Cei, infatti, è critico verso il Popolo delle libertà. «Un terremoto politico del quale è difficile per ora valutare appieno le conseguenze». Sul quale si possono trarre già alcune conclusioni: «Si sta disgregando il progetto di un sistema politico bipartitico, mentre si attenua anche la concezione del bipolarismo basata sull’autosufficienza, spesso esibita con una certa arroganza verbale poi smentita dai numerosi scivoloni parlamentari».

Per Avvenire «la maggioranza di centrodestra appare oggi esplicitamente friabile, mentre le opposizioni divergono sulla soluzione da dare a un’eventuale crisi formale del governo. Il rischio maggiore è quello di una soluzione di paralisi».

Analisi severe e stilettate caustiche come quelle piovute nelle settimane scorse sui palazzi della politica dalla galassia ecclesiale per i tagli della manovra al Welfare e alle mancate politiche per l’integrazione degli extracomunitari. «L’intervista di Bagnasco all’Osservatore Romano e il monito della Cei alla classe dirigente su Radio Vaticana dimostrano la convergenza di visione tra l’episcopato nazionale e la Segreteria di Stato che invece in altri momenti si erano nettamente separate nella valutazione della situazione italiana - evidenziano nei Sacri Palazzi -. A differenza della scorsa estate e dei laceranti strascichi del caso Boffo, stavolta i vescovi e i vertici della Santa Sede sono accomunati dalla preoccupazione per le conseguenze sul tessuto sociale e sulle famiglie del vuoto e del caos nella vita pubblica».

Insomma, in un quadro già indebolito dalla crisi economica, le gerarchie ecclesiastiche si ricompattano perché «la Chiesa intera teme per la tenuta del sistema Italia». Intanto a Castel Gandolfo Joseph Ratzinger lavora al suo appello sociale all’Italia previsto tra un mese per la visita a Carpineto Romano (paese natale di Leone XIII) nel bicentenario del Papa della "Rerum Novarum".


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