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ESTETICA (E NON SOLO) E DEMOCRAZIA. PER LA CRITICA DELLA FACOLTÀ DI GIUDIZIO E DELLA CREATIVITÀ DELL’ "UOMO SUPREMO" (KANT).

CREATIVITÀ: KANT E LA CRITICA DELLA SOCIETÀ DELL’UOMO A "UNA" DIMENSIONE. Una sollecitazione a svegliarsi dal sonno dogmatico. Una nota di Federico La Sala

(...) È solo con Kant - scrive Hogrebe - che emerse veramente ciò che può essere definito un problema della costituzione; il problema cioè di fornire una serie di regole e di definirle come il quadro nell’ambito del quale sono in generale empiricamente possibili le operazioni cognitive (...)
venerdì 6 marzo 2026
"UN UOMO PIÙ UNA DONNA HA PRODOTTO, PER SECOLI, UN UOMO"
LEZIONE DI COSMOTEANDRIA IMPERIALE (NICEA, 325-2025): “L’uomo non deve coprirsi il capo, poiché egli è immagine e gloria di Dio; la donna invece è gloria dell’uomo" (Paolo di Tarso, 1 Corinzi 11, 7)
"ANATOMIA" (GIOVANNI VALVERDE, 1560) E PSICOANALISI (2005).Parlare dell’embrione per dimenticare il mondo. Una risposta-commento di Luigi Cancrini (l’Unità, 28.02.2005, p. 27).
ARTE, TECNOLOGIA, E LETTERATURA: UNA RISATA (...)

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> CREATIVITÀ - ANTROPOLOGIA E «DISAGIO DELLA CIVILTÀ»: L’«URLO» DI «JUDITH SHAKESPEARE» (VIRGINIA STEPHEN WOOLF).

lunedì 7 aprile 2025

ANTROPOLOGIA E "DISAGIO DELLA CIVILTÀ" (S. FREUD, 1929): L’URLO DI "JUDITH SHAKESPEARE".

A MEMORIA DI VIRGINIA WOOLF, a suo onore e gloria, forse, è bene rimeditare le sue stesse parole, "pronunciate" nella sua conferenza dedicata al tema di "Una stanza tutta per sé": "[...] sarebbe stato impossibile, completamente e interamente impossibile che una #donna scrivesse nell’epoca di Shakespeare le #opere di Shakespeare. Immaginiamo, giacché ci riesce così difficile conoscere la realtà, che cosa sarebbe successo se Shakespeare avesse avuto una sorella meravigliosamente dotata, chiamata Judith, diciamo." (Virginia Woolf, "Romanzi e Altro", Mondadori, Milano).

"TO BE, OR NOT TO BE - THAT IS THE QUESTION" ("HAMLET, III.1). Se si considera il luogo e la modalità della morte di Virginia Stephen Woolf, con i suoi particolari riferimenti ("appoggia il suo bastone da passeggio sull’argine dell’Ouse e poi si getta nelle acque del fiume"), data la dichiarata "sorellanza" di "Judith" con "William Shakespeare" e la sua urlata domanda amletica sul «Chi mai potrà misurare il fervore e la violenza del cuore di un poeta quando rimane preso e intrappolato in un corpo di donna?», come non "registrare" (chissà se mai è stato fatto) la forte "consonanza" con il "racconto" della regina Gertrude sulla morte di Ofelia: "C’è un salice che cresce di traverso /a un ruscello e specchia le sue foglie /nella vitrea corrente; qui ella venne [...]" ("Amleto", IV. 7); e, come non sollecitar-si a una riletture delle opere degli "Shakespeare" e a una più ampia e profonda riflessione sulla "tragedia" della questione antropologica?!

Federico La Sala


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