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ESTETICA (E NON SOLO) E DEMOCRAZIA. PER LA CRITICA DELLA FACOLTÀ DI GIUDIZIO E DELLA CREATIVITÀ DELL’ "UOMO SUPREMO" (KANT).

CREATIVITÀ: KANT E LA CRITICA DELLA SOCIETÀ DELL’UOMO A "UNA" DIMENSIONE. Una sollecitazione a svegliarsi dal sonno dogmatico. Una nota di Federico La Sala

(...) È solo con Kant - scrive Hogrebe - che emerse veramente ciò che può essere definito un problema della costituzione; il problema cioè di fornire una serie di regole e di definirle come il quadro nell’ambito del quale sono in generale empiricamente possibili le operazioni cognitive (...)
venerdì 6 marzo 2026
"UN UOMO PIÙ UNA DONNA HA PRODOTTO, PER SECOLI, UN UOMO"
LEZIONE DI COSMOTEANDRIA IMPERIALE (NICEA, 325-2025): “L’uomo non deve coprirsi il capo, poiché egli è immagine e gloria di Dio; la donna invece è gloria dell’uomo" (Paolo di Tarso, 1 Corinzi 11, 7)
"ANATOMIA" (GIOVANNI VALVERDE, 1560) E PSICOANALISI (2005).Parlare dell’embrione per dimenticare il mondo. Una risposta-commento di Luigi Cancrini (l’Unità, 28.02.2005, p. 27).
ARTE, TECNOLOGIA, E LETTERATURA: UNA RISATA (...)

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> CREATIVITÀ --- ANTROPOLOGIA FILOSOFICA E COSMOLOGIA SCIENTIFICA. LA LUNGA DURATA DEL PLATONISMO E LA LUCIDITA’ DI FERNAND BRAUDEL.

lunedì 8 settembre 2025

      • ANTROPOLOGIA FILOSOFICA E COSMOLOGIA SCIENTIFICA. LA LUNGA DURATA DEL PLATONISMO E LA LUCIDITA’ DI FERNAND BRAUDEL. "La scienza durante il secolo di Pericle:
      • Nel V secolo, comunque, il problema della scienza viene posto senza ambiguità, nel momento stesso in cui sta nascendo un conflitto tra scienza pura e scienza applicata. Socrate e Platone sono idealisti: danno la caccia a un uccello spaurito e selvatico, l’anima prigioniera, che solo per un attimo si trova su questa terra degli uomini. La scienza per loro ha valore soltanto come mezzo per meditare, procedendo verso un pensiero eterno, disincarnato. Nessuno, come è noto, può entrare nell’accademia di Platone se non conosce la geometria. Un giorno gli chiesero: “Che cosa fa Dio?”. “Geometrizza senza interruzione”, rispose. Ma al diavolo la scienza pratica! Nel Gorgia, Platone ha elencato i meriti dell’ingegneria militare: “Tuttavia tu lo disprezzi, lui e la sua arte, e non lo chiamerai ingegnere se non per ingiuriarlo, e non vorrai né dare tuo figlio a sua figlia, né tu stesso sposare la sua”. Quando Archita di Taranto fa volare alcune colombe di legno e si appassiona ad altre esperienze meccaniche, Platone si irrita: “Corrompeva la geometria... facendole perdere dignità e forzandola come uno schiavo a scendere dalle cose immateriali e puramente intelligibili agli oggetti corporei e sensibili; a impiegare una vile materia che richiede il lavoro delle mani e serve a svolgere mestieri servili”. Piccole cose, ma come parlano chiaro!

      • Questo divorzio fra la scienza greca e la demiurgia artigianale corrisponde a una recente svolta della società greca. Michel Rostovzeff nota che “l’arte greca dei periodi arcaico e classico non dimentica mai la rappresentazione dei mestieri”. La ceramica ad esempio offre una serie di rappresentazioni della vita materiale, ma in seguito l’arte non si dedicherà più a spettacoli “meccanici”, che ormai sono ritenuti disprezzabili. “Ciò che chiamiamo arti meccaniche - dice Senofonte - porta un marchio sociale ed è disprezzato, a giusto titolo, nelle nostre città”.
        -  Per altre ragioni ancora l’opinione pubblica di Atene non è indulgente con le esperienze scientifiche. Gli astronomi e i sapienti possono facilmente sembrare empi, e all’occorrenza questa empietà consiste nel desacralizzare il cielo e le stelle, che tradizionalmente vengono venerati come divinità.
        -  Protagora fu bandito, Anassagora messo in prigione, e poté uscire soltanto con l’aiuto di Pericle in persona, ma lasciò Atene, che non era certo una capitale del libero pensiero. Anche Socrate ritiene che sia perfettamente inutile porsi tante domande sulle orbite degli astri, sui movimenti dei pianeti e sulle loro cause
      • E Platone ha senz’altro contribuito abbondantemente a dare maggiore rinomanza agli studi astronomici, ma soltanto quando ha aderito all’ipotesi presentata dai suoi allievi, ossia che i movimenti osservabili dei pianeti, se sembrano disordinati (la parola pianeta in greco non significa forse vagabondo?), lo sono soltanto in apparenza. I loro movimenti reali, perfettamente regolari, obbediscono quindi a un ordine divino, come quelli delle stelle.
        -  In questo caso, perché condannare un’astronomia che si allontanava dalle fastidiose spiegazioni naturalistiche degli ionici e che, poiché le “leggi naturali” erano di nuovo “subordinate all’autorità dei principi divini”, come dirà Plutarco, ritrovava la sua innocenza? Ma i titoli di nobiltà che Platone conferisce così all’astronomia sono ambigui.
        -  Continuano a ignorare le ricerche, inaugurate dagli ionici, sulle cause naturali che possono spiegare la struttura del mondo. Come si può ben vedere, la dissacrazione del mondo greco non è stata né completa, né rapida." (cfr. F. Braudel, "Memorie del Mediterraneo", Bompiani, Milano 1998, pp. 426-428).


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