UNA QUESTIONE DI "ATOMOS IDEA" (DEMOCRITO) DA RIPENSARE: EPICURO, EUCLIDE, E LA SOLLECITAZIONE DI JEAN FALLOT (1912 - 1992) E SEBASTIANO #TIMPANARO (1923 - 2000) A #CAMBIARE ROTTA...
A ONORE E MERITO DELLA REDAZIONE DI "Le parole e le cose", E, IN PARTICOLARE, di Emanuele Leonardi e Giulia Arrighetti, che nella rubica da loro curata, "#Ecologie della #trasformazione", presentano l’introduzione di Pierpaolo Ascari «all’edizione italiana del saggio di Jean Fallot, "Il piacere e la morte nella filosofia di Epicuro" [...]» ("La materia senziente. Estetica, Ecologia, e animalità in Jean Fallot"),
VISTO che l’editore Orthotes Editrice ha "opportunamente deciso" di riproporre in appendice "la presentazione che Sebastiano Timpanaro scrisse nel 1977 per l’edizione Einaudi", e
CONSIDERATO che lo stesso SEBASTIANO TIMPANARO sottolinea con forza quanto e come "Gran parte del quarto capitolo [...] è dedicata a mostrare come nell’#epicureismo non vi sia uno stanco ritorno a #Democrito e ai Cirenaici, ma un loro superamento, e come Epicuro non ignori #Platone e #Aristotele, ma faccia i conti con essi", e, ancora, che condivide l’analisi e l’opinione di Jean Fallot, sul fatto che "Dopo Aristotele diviene evidente che l’#idealismo era castrato, separato, dalle sue fonti, e che soltanto una filosofia materialistica avrebbe potuto dare sostanza al discorso",
CREDO SIA OPPORTUNO #CAMBIARE VELOCEMENTE #ROTTA ANTROPOLOGICA E STORIOGRAFICA, per non permanere in uno stato di TRAGICA E DOPPIA "#CASTRAZIONE" (O, meglio, DI "DOPPIA #CECITA’ E DOPPIA #ZOPPIA"), sia dal lato "materialistico" sia dal lato "idealistico", procedere con attenzione nela lettura di tutta la Parte Terza ("L’importanza del materialismo epicureo nella filosofia antica"), e tenere ben in conto la citazione, fatta sempre da Timpanaro delle seguenti parole di Fallot, sulla "rifondazione del materialismo [...] che compie Epicuro": «Era a partire dall’esperienza che si poteva trovare nuovamente una certezza non solo relativa a certe sfere dell’essere (come faceva Euclide). Epicuro colloca decisamente il criterio del vero nella ssensazione, e identifica nuovamente verità e certezza sensibile".
A MIO PARERE, ORA E SEMPRE, E’ PROPRIO BENE FAR "TESORO" DEL #SEGNAVIA RELAZIONALE E CHIASMATICO, INDICATO DA FALLOT E DA TIMPANARO, E RICONSIDERARE INVECE "IL DOPPIO CERVELLO" CHE LEGA EPICURO ED EUCLIDE, E NON CEDERE (NE’ VENDERE) AD #ARCHIMEDE IL "#PUNTO" (DI APPOGGIO) PER SOLLEVARE IL SUO NARCISISTICO "#MONDO".
Sul tema, sia lecito, si cfr. alcuni appunti intorno al rimorso di incoscienza" di Marshall McLuhan.
L’ "Ecce #HOMO" e la "#HUMANITAS". #Un #essereumano (1 H.) + un #essere #umano (1 H.), = "#Due persone che discorrono ...", e la realizzazione (simbolicamente, "O") del "circuito dell’#atto #comunicativo" (Ferdinand de Saussure, "Corso di linguistica generale", Laterza, Bari 1972, p. 21): "CHI PRETENDE DI INSTALLARSI NELLE PRESUNTE EVIDENZE DELL’#IO NON NE VIENE PIù FUORI" (C. LEVI-STRAUSS).