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ESTETICA (E NON SOLO) E DEMOCRAZIA. PER LA CRITICA DELLA FACOLTÀ DI GIUDIZIO E DELLA CREATIVITÀ DELL’ "UOMO SUPREMO" (KANT).

CREATIVITÀ: KANT E LA CRITICA DELLA SOCIETÀ DELL’UOMO A "UNA" DIMENSIONE. Una sollecitazione a svegliarsi dal sonno dogmatico. Una nota di Federico La Sala

(...) È solo con Kant - scrive Hogrebe - che emerse veramente ciò che può essere definito un problema della costituzione; il problema cioè di fornire una serie di regole e di definirle come il quadro nell’ambito del quale sono in generale empiricamente possibili le operazioni cognitive (...)
domenica 6 settembre 2026
"UN UOMO PIÙ UNA DONNA HA PRODOTTO, PER SECOLI, UN UOMO"
LEZIONE DI COSMOTEANDRIA IMPERIALE (NICEA, 325-2025): “L’uomo non deve coprirsi il capo, poiché egli è immagine e gloria di Dio; la donna invece è gloria dell’uomo" (Paolo di Tarso, 1 Corinzi 11, 7)
"ANATOMIA" (GIOVANNI VALVERDE, 1560) E PSICOANALISI (2005).Parlare dell’embrione per dimenticare il mondo. Una risposta-commento di Luigi Cancrini (l’Unità, 28.02.2005, p. 27).
ARTE, TECNOLOGIA, E LETTERATURA: UNA RISATA (...)

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> CREATIVITÀ: KANT E LA CRITICA DELLA SOCIETÀ DELL’UOMO A "UNA" DIMENSIONE. -- L’EUROPA E LA "GUERRA DI TROIA": "ULISSE" (SHAKESPEARE), IN “TROILO E CRESSIDA” (1601), RICHIAMA ALLA MEMORIA LA SOVRANITA’ DEL SOLE.

domenica 30 agosto 2026

P. S. 4 - TEATRO (STORIA) E METATEATRO (METASTORIA): IN “TROILO E CRESSIDA” (1601), LA “RIPRESA” DELLA MEMORIA OMERICA DELLA SOVRANITA’ DEL SOLE?!

      • [Una nota a margine ( e in omaggio”) alla sollecitazione a riflettere sul tema del libro di Simone Regazzoni (“Platone nella Silicon Valley. Anima, corpo, Intelligenza Artificiale” ) e della recensione di Alfredo Gatto ( “L’apocalisse del nostro tempo. Un corpo a corpo con la macchina”, “Le parole e le cose”, 9 giugno 2026).] *

SHAKESPEARE (“ULISSE”), NELLA “GUERRA DI TROIA” DEL SEICENTO #EUROPEO, NON RIPRENDE LA “LEZIONE” DI GIORDANO BRUNO SULLA NECESSITA’ DI UNA RIFORMA “COSMOLOGICO-POLITICA”, DELLA RIVOLUZIONE COPERNICANA (“LO SPACCIO DELLA BESTIA TRIONFANTE”, 1584 )?!

Un “invito alla lettura” del discorso del re di Itaca, Ulisse (“Troilo e Cressida”, Atto I - SCENA III. Il campo greco. - Dinanzi alla tenda di Agamennone):

      • “ULISSE Agamennone, illustre generale, nerbo e colonna della Grecia, cuore, anima e mente dell’intero esercito, centro dove si uniscono e debbono fondersi tutti i caratteri, tutte le volontà, odi quello che dice Ulisse. Prima d’ogni altro, debbo approvare l’aringa di voi entrambi, di voi, re dei Greci, di voi, venerabile per un secolo di vita.
      • I discorsi di Agamennone dovrebbero essere incisi nel bronzo, e tenuti sotto gli occhi di tutti dalla mano di Agamennone da un lato, e dall’altro da quella della Grecia; e l’antico Nestore, cui la bianca barba e i bianchi capelli fan somigliare ad una figura effigiata sull’#argento, potrebbe colla sua lingua eloquente, e coll’esperienza sua avvincere indissolubilmente i cuori di tutti gli Elleni. Nondimeno col beneplacito di tutti e due voi, di voi, potente re, e di voi, saggio vecchio, degnatevi ascoltare Ulisse.

      • AGAMENNONE Parla, principe d’Itaca; noi siam certi che tu non favelli che per trattar temi della più alta importanza.

      • ULISSE Troia, che ancora ci resiste sarebbe crollata e la spada del grand’Ettore non avrebbe più signore, senza le cose di cui vi parlerò. I diritti dell’autorità fra noi sono stati dispregiati: mirate quante tende greche vennero erette sopra questa pianura, e con esse contate altrettante fazioni. Allorchè quella del duce supremo non somiglia all’arnia, a cui venir debbono tutte le pecchie disperse pei campi, qual miele v’è a sperare? Quando la distinzione dei gradi è sconosciuta, l’ultimo degli uomini sembra eguale al primo.
      • I Cieli stessi, le stelle e questo globo, centro dell’#universo, osservano certe leggi, seguono un ordine invariabile. In virtù di tale ordine, il sole, pianeta glorioso che siede in #trono, splende qual re fra gli altri pianeti che lo circondano, e il suo occhio benefico corregge le malefiche influenze che pioverebbero, e governa senza ostacolo le buone e le cattive costellazioni. Ma allorchè gli astri turbati e confusi errano in disordine, quante pesti, quanti spaventosi flagelli!
      • Qual sedizione allora per l’universo! La violenza si erige in diritto, o piuttosto il giusto e l’ingiusto perdono i loro nomi, e tutto s’arma di potere; il potere s’arma di volontà, la volontà di passione, e la passione, tigre insaziabile, assecondata così dal potere e dalla volontà, strugge necessariamente tutto, e finisce col divorare se stessa. [...]” (W. Skakespeare, "Troilo e Cressida).

Federico La Sala


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