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In risposta a:
L’EBRAISMO E LA CATASTROFE DELL’EUROPA. A EMIL L. FACKENHEIM. (...) il merito di aver ri-proposto la domanda decisiva: “come fu possibile la hitlerizzazione dell’Imperativo Categorico di Kant? E perché è ancora attuale oggi?”

IL SILENZIO DI DIO E HITLER. André Neher cerca di capire e di spiegare come il "Tu devi", senza l’ascolto della voce sottile dell’ "Io sono", diventa la Legge del Mentitore, del Faraone del XX secolo. Un brano della postfazione di Massimo Cacciari al suo lavoro - a c. di Federico La Sala

Pubblicato nel 1970, «L’esilio della parola» di André Neher esce ora in nuova traduzione per Medusa (pp. 238, euro 19,50, introduzione di Sergio Quinzio). Neher (1913-1988), ebreo tedesco sopravvissuto al nazismo, interroga le prove più dure dell’esperienza biblica.
lunedì 13 dicembre 2010
[...] La «voce di vento leggero» che si rivolge a Elia (1Re 19,12) suona nell’originale ebraico, secondo André Neher, come «la voce sottile del silenzio». La voce del silenzio, oltre ancora quella del soffio più impercettibile, è per lui la forma più autentica del manifestarsi del Signore. La sua è, letteralmente, una teo-logia del Silenzio, ovvero una teologia che fa del Silenzio il Logos stesso di Dio.
Questo Silenzio va anzitutto ascoltato. Non basta insistere sul fatto che l’imperativo (...)

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