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Editoriale

Per Stefano, che non ha ancora dieci anni, e per chi verrà. Perché la lotta è una, "pro sa causa comune"

venerdì 24 dicembre 2010 di Emiliano Morrone
È freddo qui a Nord, mattino. Qualcuno in giro per tabacchi, whisky, ricariche telefoniche, l’espresso del bar. Silenzio, passa un’auto, un’altra e niente. Dalle finestre sbarrate dei palazzi non esce odore, sibilo, luce, presenza.
Neve. Lenta, grave.
Ieri Natale, messaggi d’auguri: propositi, auspici, promesse. Fra botti, brindisi, panettoni, tipicità, zuccheri; non mangio dolci, ci sta che non debba compensare.
C’era una volta Gianni, intelligenza formidabile, sempre viva. Cuore (...)

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> Per Stefano, che non ha ancora dieci anni, e per chi verrà. Perché la lotta è una, "pro sa causa comune"

giovedì 30 dicembre 2010

EMPATIA...EMPATIA...EMPATIA...( PER TE PAESANO MIO )

Sin dall’Eden......Questo mondo è calpestato e ferito, nel groviglio del tempo dei giorni che passano in fretta... Poi venne Gesu’ e dopo un millennio; Gioacchino....che al confine della SILA-SELVA...trovo’ il Prato di fiori e solco’ le fondamenta del suo Monastero-Abbazia; per dare Asilo e protezione; ai sbandati, sviati e corrotti.

Contemplo assopito questo cielo estivo, Ora qui a SAN GIOVANNI IN FIORE.

L’animo è inquieto come se da lontano si udissero voci e pianti, di emigranti integrati, inquieti d’animo e con un nostalgico cuore per la sorte che dovranno subbire...essere sepolti in paesi lontani o spandere le loro ceneri in parchi, montagne e laghi e fiumi, con tanti pini, ebeti e querce...come sono anche nella loro SILA.

Pianti, di vite innocenti, di cuori rabbiosi d’odio che non ci sono parole e composizione di frasi per spiegare questo loro atteggiamento, intimo che li fa’ soffocare...e poi...Spirare; con le loro mezze incomprese parole prima di morire (La SILA...La MIA SILA).

E’vuoto e miseria per l’uomo la Guerra. Quanto negativa...parola guerra sei!

Orrenda parola che; ingabbia l’uomo nelle assurde convinzioni di questo mondo iniquo. Se; tu saresti nato nella Sila...allora e solo allora sapresti cosa ti e’ mancato.

Uomini arroganti dettano leggi assurde. Proprio come i romani dell’SPQR...che dettavano leggi basandosi a come si alzavano la mattina...di buon-umore o di assetato di sangue-umore; senza amore. Armi che uccidono con la naturalezza del vento e coscienze assorte ad accumulare potere, conti in banca con tanti zeri...coscienze debbole e molle come un fico maturo che decidono il nostro futuro. Non vedono e ne’ protestano piu’...Ne’ urlano nelle publiche piazze (le parole di verita’) stando inerti a subbire ogni insulto e sopportare il disaggio...per quanta miseria e disperazione tra quelli rri’tti; sieliche e vagli...c’e’ di terrore...Per il beneficio di; (un futuro migliore)

Non ha’ senso tutto questo tanto male e dolore nell’animo dei vivi, nel ricordo dei morti.

Vite frantumate, dignità calpestate, convinzioni errate, ed il non senso apre una sofferenza indicibile.

Ecco perche’ la terra inzzuppapa di sangue grida...Come; quando Caino uccise Abele suo fratello...un suo paesano (La pace e’ stata violata) per promuovere, l’odio la corruzione e l’illegalita’ da coloro che ne fanno un mestiere per campa’.

(Quindi...Oltre a L’Empatia! Con tutto il bene del mondo...fino a quando anche noi campiamo onestamente)


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