DISAGIO DELLA CIVILTA’ E NELLA CIVILTA’: DOPO TREMILA ANNI, TUTTA LA #STORIA DELLA #ANTROPOLOGIA E DELLA #FILOSOFIA E DELLA #TEOLOGIA CONTINUA A CELEBRARE LA "LEGGE" DEL TRAGICO #COMPROMESSO "OLIMPICO", QUELLA DEL "PARTO MASCHIO DEL TEMPO", SOTTOSCRITTO DA TUTTA LA "#SCUOLA DI #ATENE", COME DAL "#SAPIENTE" (1510) DI #BOVILLUS, ECC.
QUESTO IL "#MARCHIO", il "#Logo" della #famiglia del cronide #Zeus e questa la parola "eterna" del figlio #Apollo:
#COSMOTEANDRIA. "Il parto maschio del tempo, ovvero La grande instaurazione del dominio dell’uomo sull’universo" non è il "sogno" solo di Socrate e Platone e di Francesco Bacone, ma è la "Legge" stessa dell’intera cultura occidentale (e planetaria).
#PLATONISMO E #PAOLINISMO. Una straordinaria "bellica" testimonianza (per i "posteri" già "presenti", del 2026 d. C.) è nella prima pagina del breve testo premesso proprio al libro, pubblicato da "Il Sole - 24 Ore", e, dedicato a "Francesco Bacone. Vita, Pensiero, Opere scelte", a cura di #Armando #Massarenti, vent’anni fa, nel 2006 (v. foto allegata).
UNA "PREISTORIA" DI LUNGA DURATA. #FREUD, IN UNA NOTA A MARGINE DEL CASO «L’ #UOMO DEI #TOPI», COSI’ SCRIVE: "Come dice Lichtenberg: «L’astronomo sa se la luna sia abitata o no, all’incirca con la stessa sicurezza con cui sa chi sia stato suo padre, ma con ben altra sicurezza sa invece chi è sua madre». Un gran progresso della civiltà si compì il giorno in cui l’uomo decise di avvalersi, accanto alla testimonianza dei sensi, della deduzione logica e di passare dal matriarcato al patriarcato. Le figure preistoriche in cui si vede una piccola forma umana seduta sul capo di un’altra più grande rappresentano appunto la discendenza dal padre, Atena senza madre scaturisce dal capo di Giove. Ancor oggi, in tedesco, il testimone che attesta qualcosa davanti a una corte giudicante si chiama Zeuge [letteralmente "generatore"], per la parte che ha il maschio nell’atto di procreazione; già nei geroglifici troviamo rappresentato il testimone con l’immagine dei genitali maschili." (S. FREUD, "Casi clinici 5. L’uomo dei topi", 1909).