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giovedì 14 maggio 2026

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> GUARIRE LA NOSTRA TERRA --- ANTROPOLOGIA FILOSOFICA E RELIGIOSA (CATTOLICESIMO, EBRAISMO, E ISLAMISMO) E ""PSICOPATOLOGIA DELLA VITA QUOTIDIANA" (S.FREUD, 1901).

lunedì 30 marzo 2026

"PSICOPATOLOGIA DELLA VITA QUOTIDIANA" E ANTROPOLOGIA FILOSOFICA E RELIGIOSA (CATTOLICESIMO, EBRAISMO, E ISLAMISMO): FREUD, DIMENTICANDO-SI DI "SIGNORELLI" (E DEL SUO "GIUDIZIO UNIVERSALE") E RICORDANDOSI DI "BOTTICELLI" (E DELLA SUA "PRIMAVERA"), PORTA ALLA LUCE DI SE’ STESSO (CON DIFFICOLTÀ E RESISTENZE) LA QUESTIONE DEL LEGAME TRA "MORTE E SESSUALITÀ" (L’AMLETICO "ESSERE, O NON ESSERE") E DEL PROBLEMA DELL’ESISTENZA DI "DIO" (DEL "PADRE NOSTRO") DEGLI STESSI ESSERI UMANI ("CRISTOLOGIA").

"Dimenticanza di nomi propri:

"[...] per l’analisi nel 1898, invano io mi ero sforzato di ricordare il nome di quel pittore che nel Duomo di Orvieto aveva creato i grandiosi affreschi del ciclo della fine del mondo. In luogo del nome cercato, Signorelli, mi venivano alla mente con insistenza due altri nomi di pittori, Botticelli e Boltraffio, che il mio giudizio, subito e decisamente, rifiutò come sbagliati. Quando il nome esatto mi fu comunicato da altri, lo riconobbi immediatamente e senza esitazione. La ricerca degli influssi e delle vie associative per cui la riproduzione mnestica si fosse in tal modo spostata da Signorelli a Botticeìli e Boltraffio, portò ai seguenti risultati:

-  a) Il motivo per la dimenticanza del nome Signorelli non va ricercato né in una particolarità di questo nome né in un carattere psicologico del contesto in cui figurava. Il nome dimenticato mi era altrettanto familiare quanto uno dei due nomi sostitutivi, Botticelli, e di gran lunga più familiare dell’altro, Boltraffio; quasi tutto quel che sapevo di Boltraffio è ch’egli apparteneva alla scuola milanese.
-  Il contesto poi in cui la dimenticanza del nome si era verificata, mi appare innocuo e non serve a illuminarmi: stavo facendo un viaggio in carrozza in compagnia di un estraneo, da Ragusa, in Dalmazia, a una località dell’Herzegovina; si era venuti a parlare di viaggi in Italia e domandai al mio compagno di viaggio se fosse mai stato a Orvieto a vedere i celebri affreschi di...

-  b) La dimenticanza del nome si spiega soltanto ricordando l’argomento immediatamente precedente di quella conversazione e si manifesta come perturbazione del nuovo argomento ad opera del precedente. Poco prima di domandare al mio compagno di viaggio se fosse già stato a Orvieto, avevo conversato con lui delle usanze dei Turchi che vivevano in Bosnia e Herzegovina. Avevo narrato quanto avevo udito da un collega che faceva il medico tra quella gente, cioè che essa soleva mostrarsi fiduciosa del medico e rassegnata al proprio destino. Quando si deve loro annunciare che non vi è rimedio per il malato, ci si sente rispondere: "Herr [Signore], che ho da dire? Io so che se ci fosse salvezza tu la daresti!" In queste frasi cominciamo a trovare le parole e i nomi Bosnia, Herzegovina, Herr, che è possibile inserire in una serie di associazioni fra Signorelli e Botticelli-Boltraffio.

-  c) Presumo che la serie di idee sulle usanze dei Turchi della Bosnia ecc. abbia avuto la capacità di disturbare un pensiero successivo per il fatto ch’io le avevo sottratto la mia attenzione prima ancora di averla portata a termine. Mi ricordo infatti che volevo narrare un secondo aneddoto, che nella mia memoria si collegava strettamente al primo. Questi Turchi pongono il godimento erotico al di sopra di tutto, e in caso di disturbi sessuali si lasciano prendere da una disperazione che stranamente contrasta con la loro rassegnazione di fronte al pericolo della morte. Un paziente di quel mio collega gli aveva detto una volta: "Tu lo sai, Herr, quando non si può più far quello la vita non ha più valore."
-  Rinunciai a menzionare questo tratto caratteristico perché non volevo toccare tale argomento nella conversazione con un estraneo. Ma feci di più: distrassi la mia attenzione anche dalla continuazione delle idee che si potevano connettere nella mia mente al tema "morte e sessualità". Io mi trovavo allora sotto l’impressione di una notizia ricevuta poche settimane prima durante un breve soggiorno a Trafoi. Un paziente, per il quale mi ero prodigato, si era tolto la vita a causa di un inguaribile disturbo sessuale. Io so con certezza che durante quel viaggio in Herzegovina questo triste evento e tutto quanto vi si connetteva non si era presentato alla mia memoria cosciente. Ma la concordanza fra Trafoi e Boltraffio mi costringe a supporre che questa reminiscenza sia diventata operante in me nonostante ne avessi di proposito distolta la mia attenzione.

-  d) Non posso più considerare la dimenticanza del nome Signorelli come fatto casuale. Devo riconoscere l’influenza di un motivo in tale processo. Erano motivi che mi spingevano a interrompermi nella comunicazione dei miei pensieri (sulle usanze dei Turchi ecc.) e che inoltre influivano su di me perché escludessi dalla mia coscienza i pensieri che vi si ricollegavano e che mi avrebbero condotto fino alla notizia ricevuta a Trafoi. Io dunque volevo dimenticare qualcosa, avevo rimosso qualcosa. Volevo invero dimenticare qualcosa che non era il nome del pittore di Orvieto; ma quell’altra cosa era riuscita a mettersi in collegamento associativo con questo nome, cosicché il mio atto di volontà falli e io dimenticai una cosa contro volontà, mentre volevo dimenticare un’altra cosa intenzionalmente. La riluttanza a ricordare mirava a un dato contenuto; l’incapacità di ricordare si manifestava per un contenuto diverso. Il caso evidentemente sarebbe più semplice se la riluttanza e l’incapacità di ricordare si riferissero allo stesso contenuto. I nomi sostitutivi, inoltre, non mi appaiono più cosi pienamente ingiustificati come prima del chiarimento, richiamando essi alla mia mente (a mo’ di compromesso) tanto ciò che io volevo dimenticare quanto ciò che volevo ricordare, e mi mostrano che la mia intenzione di dimenticare una data cosa né è interamente riuscita, né è interamente fallita.

-  e) Colpisce molto il tipo di nesso che si è stabilito fra il nome cercato e l’argomento rimosso (morte e sessualità ecc., nel quale compaiono i nomi di Bosnia, Herzegovina, Trafoi). Lo schema qui riprodotto dal mio articolo del 1898 cerca di rappresentare questo nesso in modo evidente. [...] Il nome Signorelli vi appare scomposto in due parti. Le due ultime sillabe (elli) ricorrono inalterate in uno dei due nomi sostitutivi, le prime due sillabe hanno acquistato, mediante la traduzione di Signor in Herr, molteplici e svariate relazioni coi nomi contenuti nell’argomento rimosso, ma sono cosi andate perdute per la riproduzione [cosciente]. La sostituzione di Signor è avvenuta come se si fosse operato uno spostamento entro i nomi collegati di "Herzegovina e Bosnia", senza riguardo al senso né alla delimitazione acustica delle sillabe. I nomi insomma sono stati trattati in questo processo in maniera analoga agli ideogrammi di una frase da trasformarsi in rebus. Di tutto questo processo, che in luogo del nome Signorelli ha creato per tali vie i nomi sostitutivi, nulla è penetrato nella coscienza. A prima vista, tra l’argomento contenente il nome di Signorelli e l’argomento rimosso che lo precedeva nel tempo, pare non si possa scoprire una relazione che vada al di là del ripetersi di sillabe uguali (o meglio, di successioni di lettere uguali). [...]" (cfr. Sigmund Freud, "Psicopatologia della vita quotidiana" [1901], Biblioteca della Mente - Libri del “Corriere della Sera”, Milano 2011, pp. 6-10, senza le note).

FLS


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