ANTROPOLOGIA CULTURALE, LETTERATURA, STORIOGRAFIA, ARCHEOLOGIA, E FILOLOGIA: UNA QUESTIONE DI LANA "CAPRINA".
L’ODISSEA, L’AVVENTURA DI ULISSE NELL’ISOLA DEI CICLOPI, E LA "STORIA" DEI "MUFLONI DELLA SARDEGNA" (Antonio Mastino) E DELLA INTERA AREA MEDITERRANEA.
ALLA LUCE DELL’ESEMPLARE, "citato" nell’immagine (v. sotto, allegato), "questo" muflone appare essere - a mio parere - molto più somigliante a una #pecora che a una #capra, per dirla tutta, a un #montone, a un #ariete ("#Ovis #aries), della stessa "famiglia" del "Vello d’oro" e del "#Capo" del #gregge" del Ciclope #Polifemo.
Non è ipotizzabile, in linea approssimativa e generale, che, quanto scrive #Strabone (cit.), sui "montoni che producono #pelo (#caprino)", possa essere solo la "#fotografia" di una situazione determinata (momentanea e parziale) di un #mutamento di lunghissima durata (nel tempo e nello dello spazio, anche della sola Sardegna)?! Non è pensabile ("archeologicamente") che ci possa essere stata una "doppia linea di sviluppo", sia in direzione "#caprone" sia in direzione "montone" ("ariete")?
IL "MATERIALE" E L’ "IMMAGINARIO": CAPRONE ("#CAPROESPIATORIO") O MONTONE (ARIETE / #AGNELLO DI #SALVEZZA)? Sul tema, forse, è bene ricordare anche una breve "citazione" dal #racconto di Ulisse ai #Feaci sulla "avventura" nell’isola dei Ciclopi, nella "polifemica" #caverna: "Io, invece, meditavo come la cosa potesse risolversi al meglio, se riuscissi a trovare salvezza da #morte per i compagni e per me stesso. Ogni sorta di inganni con astuzia tessevo, come si fa se è in #gioco la #vita. Grande sciagura ci era vicina. E questo mi parve nell’animo il progetto migliore.
C’erano montoni ben pasciuti, dal folto vello, belli e grossi, e avevano la #lana di un #viola cupo [ἰοδνεφὲς]. Io, in silenzio, li legai tra loro con duttili vimini, sui quali soleva dormire il Ciclope, mostro scellerato. Tre per volta insieme ne prendevo: quello di mezzo portava un mio compagno, gli altri due ai lati andando lo proteggevano. Tre montoni portavano ogni singolo uomo; io invece - c’era un montone di gran lunga il più grosso di tutto il gregge - lo afferrai per il dorso e sotto al suo ventre lanoso me ne stetti rannicchiato: con le mani, rivoltatomi, mi tenevo strettamente a quel #vello #prodigioso, con costanza di intento. Così allora, gemendo, aspettammo Aurora divina [...]" (cfr. Omero, "Odissea", IX, vv. 420-435, Traduzione di Vincenzo Di Benedetto e Pierangelo Fabrini, BUR 2010).
* Allegato:
Attilio Mastino, "I mufloni della Sardegna" *
I mufloni della Sardegna secondo Strabone (60 a.C. - 21 d.C.), Aspettando il volume di Salvatore Naitana
γίνονται δ’ ἐνταῦθα οἱ τρίχα φύοντες αἰγείαν ἀντ’ ἐρέας κριοί, καλούμενοι δὲ μούσμωνες, ὧν ταῖς δοραῖς θωρακίζονται. χρῶνται δὲ πέλτῃ καὶ ξιφιδίῳ.
Ecco la traduzione del passo di Strabone V, 2, 7 sulla Sardegna:
“Qui nascono dei montoni che producono pelo (caprino) invece della lana, chiamati mousmones; con le loro pelli si fanno corazze. I Sardi usano inoltre uno scudo leggero (pelta) e un piccolo pugnale (xiphidion).”
Il termine mousmones (μούσμωνες) usato da Strabone è molto interessante perché non indica dei normali montoni domestici. In realtà si riferisce ai mufloni, cioè pecore selvatiche tipiche delle zone montuose della Sardegna e della Corsica.
Più precisamente:
mousmones è la forma greca di una parola locale (probabilmente preromana o paleosarda)
i mufloni sono caratterizzati da: pelo corto e ruvido (non vera lana → ecco perché Strabone dice “pelo caprino”); grande adattamento alla montagna; corna ricurve nei maschi
Il passo di Strabone quindi ci dice due cose importanti: che in Sardegna esistevano già in antico questi animali selvatici; che le loro pelli venivano usate come protezione (una sorta di corazza)
Evoluzione di mousmones
Il termine greco μούσμωνες (mousmones) riportato da Strabone non è propriamente greco: è quasi certamente una trascrizione di una parola locale sarda.
Nel tempo, questa parola ha seguito un’evoluzione fonetica abbastanza tipica: mousmones (greco antico) → musmo / musmon (forme latine o tardo-antiche ricostruite) → murvone / muvrone (forme sarde medievali e moderne) → muflone (italiano moderno)
Il risultato moderno
Oggi il nome italiano muflone deriva proprio da questa lunga trasformazione.
Cosa cambia nei suoni?
Alcuni passaggi chiave: -sm- → -rv- / -vr-: tipico adattamento nelle lingue romanze locali
on- → -one: normalizzazione in italiano
perdita o adattamento della desinenza greca -es
Significato storico
Questo è un caso molto interessante perché: conserva una parola probabilmente prelatina della Sardegna; mostra come i Greci (come Strabone) trascrivevano nomi “stranieri”; collega direttamente il mondo antico alla lingua moderna
In pratica, quando oggi diciamo “muflone”, stiamo usando una parola che ha oltre 3000 anni di storia