Monti-Fornero. Il lavoro rende liberi
di Walter Peruzzi [26 mar 2012] *
Mario Monti è proprio imprevedibile. Hai appena finito di pensare al suo riguardo il peggio e lui ti spiazza comportandosi ancora peggio di quanto avresti mai pensato. E’ successo il 24 marzo al convegno di Cernobbio della Confcommercio, dove ha dichiarato che Maroni è stato un «ottimo ministro dell’Interno», che lui avrebbe desiderato avere in questo ruolo nel suo governo.
Avete capito bene. Il razzista Roberto Maroni, quello che ha inventato i respingimenti in mare - con omicidio - per cui l’Italia è stata condannata a Strasburgo; quello che ha imposto una detenzione di 18 mesi nei CIE a immigrati incolpevoli di qualsiasi reato; quello del reato di clandestinità e altre norme incostituzionali: ecco quello lì, per Monti, è un «ottimo ministro dell’Interno».
Questo spiega perché l’attuale ministro dell’Interno (una seconda scelta...) e quello all’Integrazione abbiano fatto molte chiacchiere buoniste ma senza cambiare una sola virgola per quanto riguarda le leggi-vergogna del razzista Maroni e applicando perfino la sua disgustosa tassa sul rinnovo dei permessi di soggiorno. Qualcuno può segnalarlo alla variopinta compagnia che tifa Monti? Qualcuno potrebbe segnalarlo, magari, anche a Camusso, ritratta mentre ride indecentemente a una battuta di Monti sempre pronto ad elogiare (ma non ad applicare in fatto di articolo 18) il «modello tedesco»?
Ma forse il modello tedesco che ha ispirato Monti e Fornero nella loro riforma è quello del Terzo Reich, riassunto sul cancello di ingresso a Dachau: Arbeit Macht Frei (Il lavoro rende liberi).
Uno slogan simbolo della nuova Italia di Monti (e di Maroni) che potrebbe ben figurare come logo di Linea notte, La Repubblica, La Padania, ma anche degli altri quotidiani filomontiani (cioè quasi tutti) e del partito unico ABC. Questo paese in crisi ha tanto bisogno d’unità. Walter Peruzzi
* Il Dialogo, Lunedì 26 Marzo,2012