Padre Tony Flannery, redentorista irlandese, “sotto minaccia di scomunica”
di APIC (Agence de presse internationale catholique)
in “www.cath.ch” del 21 gennaio 2013 (traduzione: www.finesettimana.org)
Padre Tony Flannery è un religioso irlandese conosciuto per le sue posizioni progressiste in materia di contraccezione, omosessualità e accesso delle donne al ministero ordinato. Il 20 gennaio a Dublino ha affermato di essere sotto la “minaccia di una scomunica” da parte delle autorità romane, riferisce il 21 gennaio il quotidiano irlandese on-line “irishtimes.com”.
Il padre redentorista dichiara di rifiutarsi di firmare una dichiarazione contraria alla sua coscienza, in cui si impegnerebbe ad accettare gli insegnamenti della Chiesa negli ambiti suddetti. “Tre giorni dopo il mio 66° compleanno, mi viene proibito di esercitare il mio ministero di prete, mentre pesano su di me una minaccia di scomunica e di espulsione dalla mia congregazione”, scrive sul quotidiano irlandese on-line “IrishTimes”.
Resta tuttavia sulle proprie posizioni e afferma che rinunciare alla libertà di pensiero, di espressione e soprattutto di coscienza sarebbe per lui “un prezzo troppo alto da pagare”, per essere autorizzato, come contropartita, ad esercitare il suo ministero nella Chiesa di oggi.
Padre Flannery afferma di non poter firmare la dichiarazione che Roma esige da lui. Se firmasse, significherebbe che dare il suo assenso a degli insegnamenti che non può accettare. A questo punto, gli sarà definitivamente proibito il ministero sacerdotale e dovrà forse affrontare anche sanzioni più gravi.
Il religioso sottolinea che i punti di divergenza con Roma non riguardano questioni fondamentali di dottrina, ma sono piuttosto faccende riguardanti la disciplina ecclesiastica. Da anni, il celebre redentorista scrive che l’enciclica Humanae Vitae sul matrimonio e sulla regolazione delle nascite, promulgata di papa Paolo VI il 25 luglio 1968, è stata un “grosso errore”.
In un comunicato, la Comunità redentorista irlandese si dice profondamente rattristata dalla mancanza di comunicazione tra Padre Tony Flannery e la Congregazione per la Dottrina della Fede (CDF). Deplora che non si siano ancora potute trovare nella Chiesa delle strutture o dei processi di dialogo che permettano una maggiore capacità di confrontarsi per le voci più stimolanti all’interno del popolo di Dio. I redentoristi irlandesi dicono tuttavia di rispettare la responsabilità fondamentale ed il ruolo centrale della Congregazione per la Dottrina della Fede.
Il religioso redentorista fa parte, dall’autunno 2010, di un piccolo gruppo che ha fondato l’Associazione dei preti cattolici irlandesi (ACP). Questa associazione è unica, nel senso che è un’organizzazione di preti indipendente, sottolinea. “È un fenomeno nuovo nella Chiesa, e con il quale le autorità della Chiesa, tanto in Irlanda che in Vaticano, sono a disagio e non sanno come muoversi”. Con lo sviluppo di questo movimento, e la posizione da lui assunta a capo dell’organizzazione, Padre Flannery è stato preso di mira dalla Congregazione romana per la Dottrina della Fede (CDF).
Mentre da più di 20 anni scriveva senza alcun problema per diverse riviste religiose, nel febbraio 2011 è stato informato dai suoi superiori redentoristi che avrebbe avuto problemi per alcune cose che aveva scritto. Ritiene che i provvedimenti che Roma gli vuole imporre vogliano di fatto colpire l’Associazione irlandese dei preti cattolici (ACP), che rappresenta circa il 20% dei 4000 preti irlandesi. Gli è stato chiesto di interrompere i contatti con l’ACP, di non esprimersi più sui media e di non pubblicare né libri né articoli.